Il lockdown ha fatto bene al cloud infrastrutturale

Durante il lockdown la spesa per i servizi cloud è aumentata, a vantaggio dei principali provider

Autore: Redazione ImpresaCity

Ci sono settori del mercato IT il cui business è cresciuto sensibilmente durante il lockdown. Praticamente tutto quello che ha permesso alle imprese di continuare a operare durante l'emergenza ha visto crescere i suoi investimenti. Quindi non stupisce che ora Canalys indichi "la più grande crescita trimestrale" per il mercato dei servizi cloud infrastrutturali. Che, secondo gli analisti, hanno visto un business da 34,6 miliardi di dollari a livello globale.

Questa cifra rappresenta una crescita del 31% circa anno su anno e del 11,6% trimestre su trimestre. Sulla spinta, sottolineano gli analisti, di tutto quello che può essere genericamente collegato al tema della business continuity nel lockdown. Quindi, ad esempio, collaboration, remote working, ecommerce, remote learning.

Canalys comunque avverte che queste crescite vanno considerate per quello che sono. Ossia il frutto di una reazione tattica ad una emergenza la cui reale portata non era stata preventivata da nessuno. Non sono crescite legate ad una evoluzione strategica verso una maggiore digitalizzazione. Tanto che questi investimenti hanno tolto risorse ai grandi progetti IT strategici. Che sono rallentati.
Il punto chiave sta ora proprio nella trasformazione, dal punto di vista delle aziende, dei servizi cloud infrastrutturali in tasselli strategici e non soluzioni di emergenza. Post lockdown il difficile per le aziende è continuare a supportare le componenti di business continuity che hanno adottato. Ma parallelamente usare i servizi cloud anche per sviluppare nuovi workflow che permettano in generale di lavorare meglio. Anche nel caso di una seconda fase di emergenza rilevante. Il risultato di questa combinazione è una accelerazione negli investimenti in servizi IaaS per tutti i prossimi dodici mesi, secondo Canalys.

Anche perché, sempre secondo gli analisti, le aziende che hanno adottato in massa nuovi servizi cloud di business continuity hanno comunque una lunga strada davanti per la digitalizzazione in generale. Il passaggio dai workload tradizionali a quelli in cloud, lo sviluppo di nuove applicazioni cloud-native, la creazione di ambienti di cloud ibrido sono tutti processi che richiedono anni. E che si svolgono con passi anche molto diversi fra loro.

In questa evoluzione un fattore importante sarà la differenziazione tra le offerte dei cloud provider. Che andrà legata alla capacità delle imprese di sfruttare l'ampiezza delle offerte per acquisire i tasselli IaaS più utili alle proprie esigenze.

Questa differenziazione dei servizi sembra però essenzialmente legata alla volontà dei grandi cloud provider di ampliare le loro offerte. Perché la crescita del mercato IaaS non lo sta rendendo più variegato. Semmai il contrario: il mercato è sempre più in mano ai quattro principali operatori (AWS, Microsoft Azure, Google Cloud, Alibaba Cloud). E la quota degli operatori "altri" è in costante diminuzione.

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