Programmi ambiziosi per la nuova Cloudera

Al DataWorks Summit di Barcellona presentata la roadmap della nuova Cloudera Data Platform, che nasce dalla fusione con Hortonworks. I riflessi in Italia

Autore: Edoardo Bellocchi

Barcellona - Sono passati praticamente tre mesi dalla conclusione della fusione tra Cloudera e Hortonworks. La nuova entità ha ormai preso forma, e lo ha fatto decisamente sotto i colori di Cloudera. Del resto, come era stato indicato a suo tempo, gli azionisti di quest’ultima avrebbero controllato il 60 per cento del capitale della nuova azienda.

Focus sulle grandi aziende




Mick Hollison di Cloudera
L'occasione del debutto europeo è stata l’evento DataWorks Summit 2019, tenutosi a Barcellona a metà marzo. Nato come user conference di Hortonworks, e consolidatosi negli anni come appuntamento atteso da clienti e partner, il DataWorks Summit 2019 era in realtà già fissato da tempo e quindi si è deciso di tenerlo ugualmente. Ma sotto le insegne di Cloudera, che per l’occasione ha anche fatto debuttare il nuovo logo, non più tutto minuscole ma, molto simbolicamente, tutto maiuscolo. Quasi a suggellare anche visivamente la nuova entità decisamente maggiore dell’azienda, i cui dati salienti sono stati snocciolati dall’executive più alto in grado presente all’evento: Mick Hollison, Chief Marketing Officer di Cloudera. La società ha oggi più di 3.000 dipendenti in tutto il mondo e opera in 85 Paesi, ma soprattutto ha oltre 2.000 clienti tra le aziende più grandi del mondo. “Siamo focalizzati solo sulle grandi aziende”, ha tenuto a precisare Hollison, ribadendo che “la nostra missione è quella di risolvere i problemi di big data delle grandi aziende, nelle quali siamo molto presenti: per esempio, sono nostri clienti 10 su 10 delle Top aziende mondiali negli ambiti Telco e Automotive, 9 su 10 delle farmaceutiche e 8 su 10 sia del Banking sia del Tech, oltre a essere presenti in più di 40 governi in tutto il mondo, per quanto riguarda il settore pubblico”. 

Roadmap completa

È a questi e ai futuri clienti che la nuova Cloudera ha illustrato in dettaglio la roadmap per l’unificazione dell’offerta, che sulla base della vision “From the Edge to AI”, porterà alla realizzazione dell’Enterprise Data Cloud, volta a permettere l’analisi dei dati dall’edge al data center, attraverso hybrid cloud e multi-cloud, comprendendo funzionalità analytics come DataFlow, Data Engineering, Data Warehouse, Operational Database e Machine Learning.

L’Enterprise Data Cloud di Cloudera offrirà anche un’unica console di riferimento per identità, orchestrazione, gestione e operations. Il primo passo verso la concretizzazione della vision di un Enterprise Data Cloud, è la combinazione degli elementi migliori delle piattaforme CDH, ovvero Cloudera Distribution Hadoop, e HDP, cioè Hortonworks Data Platform, per realizzare la nuova CDP, Cloudera Data Platform. Dal palco di Barcellona, Fred Koopmans, VP Product Management di Cloudera, ha annunciato che la nuova piattaforma sarà disponibile entro l’estate inizialmente sotto forma di servizio public cloud per AWS e Microsoft Azure, mentre all’inizio del prossimo anno sarà offerta anche per il cloud privato e i container, per portare anche nel data center un’esperienza analoga al public cloud.  

Open source in azione

Quello che soprattutto non cambia è che la nuova Cloudera Data Platform, il cui sviluppo avverrà nel corso dei prossimi tre anni, rimarrà al 100% open source, con l’idea di “rendere possibile con i dati tutto ciò che finora non era possibile”, ha proseguito Hollison, spiegando che “cogliamo l’opportunità straordinaria di unire gli investimenti effettuati dalle due aziende nei big data, mantenendo il controllo di ricerca&sviluppo e customer experience, prendendo il meglio di ciascun elemento per garantire che tutti i nostri clienti godano di un Enterprise Data Cloud in grado di gestire i dati dall’edge all’AI”.  

Dovendo sintetizzare le ragioni per le quali scegliere Cloudera Data Platform, Fred Koopmans ha evidenziato alcuni punti chiave: “in primis perché è una piattaforma integrata che si pone come ‘one stop shop’ per gli analytics, e poi perché ha una architettura unificata e soprattutto aperta, anche con la parte SDX, Shared Data Experience, e infine perché è prevista per tutti i cloud, da Azure a AWS e Google”. Di più: è previsto che CDP fornisca anche un nuovo modello di esecuzione sulle infrastrutture virtualizzate ed elastiche che si basano sulle piattaforme di tipo container, anche con Kubernetes.

Country manager cercasi

Programmi ambiziosi dunque. Che rispecchiano un certo “entusiasmo” derivante dalla fusione, come lo definisce Romain Picard, Regional Vice President South Europe di Cloudera, con responsabilità di un'area che comprende anche Italia e Spagna, conversando con ImpresaCity a Barcellona: “abbiamo avuto ottimi feedback anche da clienti e partner, che hanno salutato con grande favore il merge”, ha spiegato, sottolineando che “non ha dato luogo a particolari sovrapposizioni ma ci ha consentito di raddoppiare il numero dei clienti e dei partner, pur con qualche differenza tra i diversi Paesi, visto che in Spagna e soprattutto in Italia c’era una presenza leggermente


Romain Picard di Cloudera
maggiore di Cloudera rispetto alla Francia, ma non si trattava in ogni caso di grossi numeri
”.

Il raddoppio della presenza sia in Italia sia in Spagna porta con sé la necessità di rivedere anche il management: “attualmente siamo alla ricerca di due nuovi Country Manager, uno per la Spagna e uno per l’Italia: questi due Paesi, insieme alla Turchia e l’area mediorientale, venivano gestiti da Michele Guglielmo, Regional Sales Director Mediterranean & Middle East, che però ha lasciato Cloudera per dedicarsi a un altro progetto, che tra l’altro si basa su Hadoop, quindi in un certo senso rimarrà in famiglia”, ha concluso Romain Picard.

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