Aica, obiettivo competenze digitali

La Convention 2018 dell’associazione ribadisce l’importanza di investire nel capitale umano e nella formazione digitale

Autore: e. b.

Il tradizionale appuntamento di fine ottobre con la Convention annuale di Aica, l’Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico, ha costituito l’occasione per un confronto sugli scenari e sulle opportunità della Digital Transformation. Tra i temi dibattuti, quello di maggiore spicco è stato senz’altro quello delle competenze e delle opportunità professionali del futuro: continua infatti a crescere la domanda di professionisti con skill e competenze digitali altamente specializzati, a fronte però di un’offerta notoriamente insufficiente, come emerge puntualmente dal Rapporto dell’Osservatorio delle Competenze Digitali, promosso dall’Aica stessa. Non a caso, ha sintetizzato Giuseppe Mastronardi, Presidente di Aica, “il tema che emerge da ogni punto di analisi è la domanda importante di competenze digitali e la necessità di investire nel capitale umano, fattore essenziale per la crescita di cui il nostro Paese ha bisogno. Le digital skill sono fondamentali perché l’evoluzione tecnologica sia sempre più rapida e la trasformazione digitale garantisca occasioni per creare nuove opportunità”.

Inedita collaborazione
Ma se il mercato è alla ricerca di figure professionali con un adeguato sapere digitale, è arrivato il momento di adeguare i percorsi formativi. Proprio quello che hanno fatto i primi due atenei milanesi: Bruno Pavesi, Consigliere Delegato dell’Università Bocconi di Milano e Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano, hanno infatti illustrato durante la Convention Aica l’inedita collaborazione siglata a fine ottobre tra i due istituti, che porterà, a partire dall’anno accademico 2019/2020, ad arricchire l’offerta didattica di entrambe le università con la nuova laurea magistrale congiunta in Cyber Risk Strategy and Governance. Mirato a soddisfare un segmento di domanda emergente e in forte crescita attraverso le competenze complementari di Bocconi e Politecnico, il corso, in lingua inglese, è aperto a 50 studenti e fornirà gli strumenti necessari a comprendere, valutare e governare le opportunità e le minacce derivate dalle tecnologie emergenti. In particolare, i laureati saranno in grado di affrontare i cyber risk e il loro impatto sulle performance delle organizzazioni. Il titolo rilasciato sarà riconosciuto da entrambe le università ed è rivolto a chi ha un background in materie tecnologiche e computer science, ingegneria, management, scienze politiche, con un forte interesse per la prevenzione e il contrasto al cyber risk.

Un momento della Convention Aica. Al microfono, Giuseppe Mastronardi
Domanda crescente
E anche dall’osservazione sulle professioni non informatiche, in cui si colloca la maggioranza degli occupati e dei candidati all’assunzione, si è rilevato che è necessario soddisfare la domanda crescente di skill digitali. In tutti i settori e in tutte le funzioni aziendali, è richiesta la capacità di competenze digitali avanzate per comunicare, incrementare le vendite, migliorare la produttività e gestire i sistemi informativi. Più in dettaglio, l’Osservatorio ha analizzato le informazioni contenute in 540.000 ricerche di personale via web per 239 figure professionali svolte nel 2017, con ulteriori rilevazioni e focus group per i settori dell’Industria, del Commercio e dei Servizi, con particolare riferimento alla manifattura della meccanica e del fashion, al piccolo commercio al dettaglio della moda, all’hospitality, cioè alberghi e ristorazione, e al settore pubblico.

Il fattore Digital Skill Rate
Il peso degli skill digitali, indicato spesso come DSR, ovvero Digital Skill Rate, nei diversi mestieri continua a crescere ed è una componente imprescindibile delle professioni non informatiche, sia per le attività caratteristiche dell’azienda, quelle cosiddette core, sia per quelle di supporto e management. Nell’Industria è stato registrato un DSR che va dal 20 per cento medio per le professioni di supporto e management al 17 per cento medio per le figure core, con punte più elevate nella produzione, progettazione, ricerca e sviluppo, nel marketing e nella gestione delle risorse umane. Rispetto al 2014, nel 2017 si è riscontrato un incremento del DSR del 4 per cento per le professioni dell’area di supporto e management e del 2 per cento per quelle dell’area core. Un andamento analogo si registra nei settori dei Servizi e del Commercio: nel primo comparto, il DSR medio va dal 14 per cento delle figure di supporto e management al 13 per cento delle figure core, nelle quali il DSR è cresciuto del 3 per dal 2014 al 2017., mentre nel Commercio, l’indicatore presenta valori medi del 13 per cento per le figure di supporto e management e del 12 per cento per quelle Core.

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