Anche la Germania ha un piano nazionale in campo intelligenza artificiale

L'iniziativa Strategie Künstliche Intelligenz prevede investimenti governativi per tre miliardi di dollari da qui al 2025, raddoppiati con il contributo delle aziende

Autore: f.p.

Le tecnologie di intelligenza artificiale hanno applicazioni in potenzialmente qualsiasi campo, quindi non sorprende che la principale economia europea decida di affrontare questo campo con un piano nazionale che le permette, in un certo senso, anche di guidarlo a livello continentale. È un po' questo il succo dell'iniziativa Strategie Künstliche Intelligenz che il Governo tedesco ha annunciato in queste ore e che mira esplicitamente a "portare la ricerca, lo sviluppo e l'applicazione dell'intelligenza artificiale in Germania tra i leader a livello mondiale".

Come altre iniziative simili, uno dei punti principali intorno a cui ruota la strategia AI di Berlino è favorire la ricerca nel campo delle tecnologie cognitive, per poi sfruttarne le molte ricadute in campo economico e industriale.

"L'intelligenza artificiale è una chiave importante per la crescita e la prosperità", ha spiegato in questo senso il ministro per la ricerca federale Anja Karliczek, e alla Germania non basta considerarsi già tra le prime nazioni per la ricerca in AI. La base di ricerca esistente deve essere ulteriormente rafforzata - in particolare anche attirando ricercatori dall'estero - e soprattutto va migliorato il trasferimento delle competenze dalla ricerca alle applicazioni pratiche.


Il piano delineato da Berlino prevede tre obiettivi principali. Due sono condivisibili ma abbastanza generici: da un lato garantire in generale un uso responsabile dell'intelligenza artificiale, dall'altro sviluppare l'AI nell'ambito "di un ampio dialogo sociale". L'obiettivo primario è molto più pragmatico: secondo il piano, la Germania e l'Europa dovrebbero acquisire una posizione di leadership nello sviluppo e nell'applicazione delle tecnologie di intelligenza artificiale.

C'è quindi una visione comunitaria dello sviluppo in campo AI, con un cenno particolare a una collaborazione con la Francia, che di recente si è mossa in modo esplicito per rafforzare le proprie competenze nel medesimo campo.

Il ministro tedesco per la ricerca federale Anja Karliczek e il Presidente francese Emmanuel Macron
Ma l'approccio collaborativo non nasconde il comprensibile interesse di Berlino: "la competitività della Germania deve essere garantita", si spiega, e nel lungo documento che dettaglia la strategia oltre gli annunci formali si indica l'obiettivo di far diventare Artificial Intelligence (AI) made in Germany un marchio di qualità riconosciuto a livello mondiale.

Il piano ha già indicato alcune misure concrete: rafforzare la ricerca, accelerare il trasferimento dei risultati della ricerca all'economia, creare infrastrutture che forniscano dati come base per le applicazioni AI, coinvolgere lavoratori qualificati ed esperti nel campo, favorire i cambiamenti strutturali nelle imprese che l'AI porterà.

Per fare tutto questo servono investimenti e da Berlino non mancheranno: entro il 2025 il Governo federale prevede di erogare un totale di circa tre miliardi di euro, che serviranno principalmente per la ricerca. Altrettanto ci si aspetta dal settore privato, quindi la stima è che da qui al 2025 saranno investiti in totale sei miliardi di euro.

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