Promette bene il 2018 delle aziende Agtech

Le realtà dell'agricoltura di nuova generazione hanno raccolto nel 2017 investimenti per 1,5 miliardi di dollari e le tendenze del mercato Agtech continueranno a favorirle

Autore: Redazione ImpresaCity

Nel 2017 oltre un miliardo e mezzo di dollari di investimenti da parte di oltre trecento venture capital rispetto ai duecento milioni scarsi del 2007. Secondo Finistere Ventures bastano questi due numeri a descrivere efficacemente l'evoluzione del comparto Agtech, ossia il mercato delle imprese innovative che stanno sviluppando tecnologie per l'agricoltura di nuova - a volte futuribile - concezione. Un mercato che non farà altro che crescere, come testimonia tra l'altro la presenza di oltre trenta fondi specifici attivi.

Finistere ha anche delineato quelli che ritiene saranno i trend più importanti del settore Agtech nel corso del 2018. Alcune linee di evoluzione sono più legate agli aspetti tecnologici, ad esempio crescerà l'interesse per tutte le tecnologie che possano abilitare soluzioni di agricoltura di precisione sempre più orientate alle funzioni predittive, dallo sviluppo di sensori sempre più precisi all'intelligenza artificiale.

Anche l'automazione è considerata un elemento in forte evoluzione. Il costo del lavoro in agricoltura cresce e i produttori cercano di bilanciare il fenomeno con nuove soluzioni automatizzate per il raccolto e la protezione delle coltivazioni. Prevedibilmente si attende una crescita anche del comparto chimico del mondo Agtech, con lo sviluppo di nuovi prodotti di derivazione biologica e genomica.



Non vanno poi dimenticate le dinamiche di mercato, che non sono collegate direttamente alle tecnologie ma influenzeranno il loro sviluppo. I grandi nomi del settore (Dow, DuPont, Bayer, Monsanto...) stanno consolidandosi e le loro quote di mercato ora sono nel mirino di aziende più giovani e tecnologicamente evolute. E nel settore Agtech stanno entrando anche aziende che vengono da altri mondi, come ad esempio BASF che ha acquisito il business sementi di Bayer.

Finistere sottolinea anche come nel corso del 2018 sarà interessante osservare lo sviluppo di tante piccole "Silicon Valley" Agtech, ossia conglomerati di aziende specializzate che operano nella stessa zona geografica. Negli Stati Uniti ce ne sono già diversi, altri stanno nascendo in Israele (che conta oltre quattrocento startup Agtech), America Latina, Unione Europea, Australia e Nuova Zelanda.

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