Scaroni (Eni), ancora sei mesi per progetto South Stream
L'ad di Eni ha affermato che occorreranno ancora sei mesi per la definizione delle caratteristiche tecniche del condotto South Stream. L'impegno economico per Eni confermato a circa 10 miliardi, smentite le voci di dissenso sul progetto tra i consiglieri del gruppo.
Autore: Irene Canziani
Occorreranno ancora sei mesi per la piena definizione delle caratteristiche tecniche del progetto South Stream. Lo ha affermato l'amministratore delegato del gruppo Eni, Paolo Scaroni. Ricordiamo che il progetto concerne la costruzione di un gasdotto che porterà il gas metano dalla Russia all'Europa e al nostro paese, passando per i Balcani, e che sarà realizzato da una joint venture tra il gruppo energetico italiano e la russa Gazprom. Negli scorsi giorni, proprio la società partner di Eni ha deciso di alzare a 15 miliardi di euro il budget per il piano. Ma a questo proposito, Scaroni ha tenuto a precisare: "ho sempre ritenuto che il budget del nostro tratto, quello relativo all'attraversamento a mare (Caspio), sia attorno ai 10 miliardi di euro. Da questo punto di vista la cifra non è lievitata". In ogni caso, ha osservato l'ad, questa "è sempre una cifra molto spannometrica perchè non abbiamo ancora fatto la progettazione, e prima della progettazione è difficile stabilire quanto costerà l'opera". Secondo indiscrezioni, nella costruzione del gasdotto si uniranno presto anche la società francese Edf e la tedesca Winterschal. Scaroni ha poi voluto smentire le indiscrezioni circolate negli scorsi giorni, che volevano alcuni consiglieri di Eni dubbiosi sulla redditività del condotto: "non c'è nulla di tutto questo" è stato il suo ermetico commento.
Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.