The Premier Forum for Intelligent Data Management

Veeam On Forum 2018, il futuro iper-disponibile corre veloce

All’Autodromo di Monza la 3° edizione dell’evento dedicato al tema dell’hyper-availability che oltre a garantire alle aziende di essere sempre always-on rende i dati intelligenti e autonomi, mettendoli al centro dei processi aziendali. Protagonista dell’evento l'ecosistema di partner – tecnologici e di canale - perché l’availability riguarda tutti, in partnership. Apre la giornata Albert Zammar, VP Semea

Autore: Barbara Torresani


L’hyperavailability è iniziata e il viaggio parte da Veeam; al motto ‘Activate’ si è tenuta l’edizione 2018 (la terza italiana) di Veeam On Forum, in una location più che rappresentativa per il messaggio portante della giornata - l’autodromo di Monza - simbolo di velocità e accelerazione: “L’era dell’iper-disponibilità dei dati è ora e ci siamo tutti dentro. Per questo occorre essere veloci, rapidi nel cogliere i cambiamenti, interpretarli al meglio e trasferirli al mercato. Un lavoro che Veeam sta svolgendo dai suoi esordi”, afferma Albert Zammar, VP Semea, Veeam in apertura di giornata davanti a una platea di oltre 600 persone presenti e oltre 1.000 collegati in streaming: “Uno dei valori distintivi aziendali è sempre stato ‘Veeam Speed’, come capacità di Veeam di essere molto veloce ad adattarsi ai cambiamenti del mercato e altrettanto rapida a intervenire a supporto dei livelli di servizio richiesti dai clienti.
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Albert Zammar, VP Semea, Veeam
Una storia relativamente giovane quella dell’azienda che, partita nel 2009 dal back up del dato oggi traguarda la frontiera dell’intelligent data management; un’evoluzione che Zammar racconta facendo un parallelismo con  le quattro rivoluzioni industriali: la prima del vapore, la seconda dell’elettricità, seguita da quella del computing fino alla attuale quarta rivoluzione relativa all’intelligenza applicata alla tecnologia. Un percorso a quattro tappe che per Veeam parte dal backup dei dati, seguito da quella del recupero di questi per arrivare all’availability continua fino a quella odierno dell’hyper-avilability; “Applicando intelligenza artificiale e pattern recognition nella piattaforma per rendere il dato intelligente in grado di agire in modo autonomo non solo in modo proattivo ma anche anticipatorio di eventi”, afferma Zammar.

Un percorso di successo

Un percorso vincente a detta del manager che ha visto l’azienda arrivare a un fatturato 2017 di 830 milioni di dollari con l’obiettivo di raggiungere la vetta del miliardo di dollari nel 2019, con un parco clienti di 300 mila aziende a livello mondiale (19 mila in Italia), con 133 aziende che scelgono ogni giorno la tecnologia Veeam per proteggere le loro infrastrutture (20 al giorno in Italia). Una tecnologia quella iniziale di protezione degli ambienti virtualizzati per garantire la disponibilità delle infrastrutture e gestire le informazioni allora ad appannaggio delle aziende piccole che oggi risponde alle necessità anche di aziende medie, grandi e anche molti grandi in differenti settori merceologici. E la soddisfazione dei clienti è testimoniata dal valore molto alto dell’indice Net Promoter Score – un indicatore della propensione dei clienti a promuovere e consigliare il brand ad altre aziende - che nel 2017 è stato di 73, quasi tre volte la media del mercato (a 27) addirittura più alto di quello di aziende come Apple, Amazon e Netflix.
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L’iperdisponibilità dei dati è condizione irrinunciabile

Al posto giusto nel momento giusto si potrebbe dire, tenendo conto che la disponibilità continua del dato, anzi l’iper-disponibilità nell’era digitale è al centro dell’offerta Veeam, una condizione irrinunciabile per il mondo moderno in cui non ci si può permettere di non avere disponibilità di accesso alle infrastrutture tecnologiche: ”Oggi non si può avere alcun tipo di disservizio. Gli esempi si sprecano: dalle mancate disponibilità del software per il ticketing e il booking delle compagnie aeree così come quella di strumenti social come Twitter o Facebook, che oltre a essere strumenti di comunicazione tra persone lo sono anche per le aziende, diventando di fatto strumenti di business”, commenta Zammar.
albertplenariaUna vita digitale fortemente intrecciata a quella quotidiana, in cui il digitale entra pesantemente in tutti gli aspetti della vita di ciascuno e in quella business per cui le aziende devono essere sempre ‘always on’ garantendo servizio e accesso ai dati continui. Dati strutturati e non che crescono in modo esponenziale, ipercritici, da analizzare, correlare e da cui estrarre informazioni utili per il business. Un requisito fondamentale quello dell’iper-disponibilità, che non significa solo fare backup a intervalli regolari, ma bensì attribuire ai dati e alla loro disponibilità un valore diverso grazie alla capacità di interpretarli, riportandoli al centro dei processi aziendali, trasformando il modo in cui le aziende agiscono.

Il data management si fa intelligente

E’ in questo disegno che Veeam si colloca come fornitore di una ‘hyper-availability platform’, una soluzione di Intelligent Data Management, che assicura l’iper-disponibilità dei dati sfruttandoli al meglio, rispettando requisiti di sicurezza e protezione.
veeamvisionBase di partenza sono elementi di backup & recovery, replication & failover per una piattaforma che si integra in modo nativo con le tecnologie dei partner tecnologici dei data center in modo pre-validato: è il caso per esempio degli hyperisor di Microsoft, VMware e, più di recente Nutanix, così come con soluzioni storage e storage snapshot per rendere più efficienti e incrementare i livelli di servizio. Una piattaforma in grado di creare sandbox per ricreare ambienti di produzione – i team di sviluppo possono provare nuove applicazioni, i team di operation applicare nuove patch e quelli di sicurezza verificare la vulnerabilità con anche funzionalità di controllo e visibilità (monitoring e allerting) nonché di capacity planning. “Un cambio di paradigma del dato di backup da elemento secondario utilizzato solo per la protezione a elemento essenziale per il core business aziendale”, sottolinea Alessio Di Benedetto, Presales Manager Semea, Veeam. Il tutto in ambienti virtuali ma anche fisici, nel Saas e nel cloud, un paradigma quest’ultimo che Veeam asseconda in logica multicloud, con la possibilità di gestire diversi ambienti mettendo in campo funzionalità di orchestrazione e intelligenza artificiale con capacità di automatizzare i processi passando da un approccio policy based a uno più orientato all’analisi del comportamento grazie a funzionalità di patern e behevior recognition. Una piattaforma che si arricchisce di continuo (un approfondimento sul tema hyperavilability nell'articolo relativo al recente Veeam On a Chicago, ndr); da segnalare il supporto della compliance (leggasi anche Gdpr) e, come detto funzionalità di machine learning, AI e pattern recognition per anticipare possibili interazioni tra dati e agenti esterni: “L’idea è quella di una piattaforma intelligente in cui il dato si auto protegge in modo auto consapevole, spiega Alessio Di Benedetto.
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Il tempo ritrovato

Un’availability che  Carlo Alberto Carnevale Maffé, Associate Professor of Pratice di Strategy and Entreprenuership – SDA Bocconi School of Management passando da Proust ai robot, definisce: “Una grande battaglia contro il tempo che deve essere sempre disponibile, intelligente, non solo umano e naturale ma robotico e artificiale”. Un tempo che negli anni si è recuperato grazie alle macchine, anche se oggi il 47% della popolazione spende più di 35 ore alla settimana sui dispositivi mobili. Un’availability altresì come tema di compliance e istituzionale: “Non c’è domanda se non c’è percezione di availability - i servizi che devono garantire continuità ed esserci sempre” - che diventa sfida globale con l’arrivo dell’IoT, dei modelli distribuiti e delle blockchain, uscendo dai confini aziendali e nazionali, condizione essenziale per la tecnologia alla base della 'servitization' -“Oggi si comprano sempre meno i beni per orientarsi ai servizi. Per la prima volta l’anno scorso in Italia sono stati venduti più automobili a flotte che a persone fisiche, e la condizione di questa trasformazione economica molto profonda da una logica di possesso ad accesso, da bene a servizio, è appunto l’availability dei dati il cui territorio è sulle nuvole, sul cloud, che oggi cresce a ritmi veloci”.
beneaservizioE la sfida affinché l’availability possa renderci cittadini delle nuvole è quella di estendere il linguaggio, interfacciando, scambiando dati e rendendoli disponibili. Una sfida culturale più che dei Cio: “E’ il tempo ritrovato”, conclude Maffé.

Iper-availability dalla voce di clienti e partner tecnologici

Una sfida raccontata da alcuni clienti sul palco come Tim, Sky e IRIworldwide e anche partner tecnologici come Cisco e Hewlett Packard Enterprise con i quali la formula del ‘Better Together’ si esprime al meglio.
clientiTim si candida ad abilitare la quarta rivoluzione digitale attraverso asset, persone e partner. E in questo disegno si innesta molto bene Veeam con cui abbiamo iniziato un percorso partendo dal cloud – l’abilitatore di tutti gli abilitatori, in un modello multicloud, da infrastrutturale ad applicativo da privato a pubblico.  Un backup in ottica multicloud e anche di recovery in collaborazione con Microsoft. Oltre a garantire l’iperdisponibilità dell’asset tecnologico delle piattaforme, però occorre guardare a persone e intelligenze collettive, la cui somma è meglio di quelle individuali. Un’occasione da cogliere, per un progresso che passa inevitabilmente da investimenti diffusi sul 5G, sulle reti e sul cloud con le persone che fanno sempre la differenza”, dichiara Salvatore Nappi, IT Marketing Director, Tim.
timUna Tim che si presenta al mercato con un ruolo educativo: “Come player di riferimento del mercato ci sentiamo investiti del ruolo di diffusore culturale – il piano strategico DigiTIM è asse fondante da portare sul mercato e driver della trasformazione digitale del Paese in tutti i settori”, sottolinea Tommaso Bonaccorsi di Patti, Direct Sales Channel Management VP, Tim. Un approccio che si scarica a terra partendo però in primis dalle competenze: “L’organizzazione del canale Tim sta evolvendo verso un modello sempre più specializzato e differenziato per rispondere a una clientela sempre più preparata. E un elemento fondante della strategia è quello di coniugare competenze di partner forti, molto veloci e focalizzati." In un mercato che si sta muovendo: “A macchia di leopardo stanno partendo anche molte Pmi perché l’availability è elemento trasversale, moneta che alimenta il business di chiunque. In particolare, si distinguono le aziende del settore produttivo industriale, i  servizi e logistica ma anche qualche PA in ambito universitario”.
Un concetto di ‘always on enterprise’ anche per Sky, che è ‘always on by definition’, come spiega Marco Reale, IT Specialist, Engineering &Service Management Sky: “Il concetto di ‘always on’ è imprescindibile soprattutto per un’azienda come Sky che offre un servizio realmente critico e continuativo che non può avere interruzioni e inattività. La sfida tecnologica quotidiana per una realtà come la nostra è apportare cambiamenti e miglioramenti continui sulle infrastrutture senza causare impatti sul servizio. Per questo scegliamo leader tecnologici di mercato come Veeam che offre soluzioni moderne di protezione e disponibilità dei dati efficienti, semplici da utilizzare e manutere così come per le caratteristiche di integrazione nativa con alcuni storage al fine di ridurre l’overahed sulla produzione e quindi migliorare la qualità di servizio. Non ultima la fiducia e la riconoscibilità del brand.
clienti2Un tema che impatta anche aziende come IRIworldwide, attiva nel mondo delle ricerche e analisi di mercato, alle prese con nuovi paradigmi: “Anche nel nostro mercato in cui la raccolta dati e la loro elaborazione e availability è spesso in tempo reale l’iper-disposibilità è elemento critico, non solo in contesto locali o europei  ma anche globali. Noi lo facciamo attraverso processi – ambienti sempre più evoluti e automatizzati tenendo conto della governance in cui il tempo è fattore critico -  tecnologie e persone – e questo è l’elemento che fa veramente la differenza”, racconta Emilio Rossini, Business Technology Services & Support Emea SVP, IRIworldwide.
La scelta Veeam? “Soprattutto per performance, semplicità di utilizzo e rapida integrabilità in processi migrazione dei  data center.”
Numerosi i partner tecnologici protagonisti dell’evento; tra gli storici, Cisco e Hpe.
Cisco,
che da oltre 30 anni (1984, ndr) indirizza il tema della connettività oggi sempre più strategico in un mondo iperconesso e digitale seguendo cinque declinazioni principali: la sicurezza by design, la rete intuitiva, automatizzata e sicura, i dati e il multicloud.
ciscoUn approccio quello multicloud - spiegato da Alberto Degradi, Infrastrucure Sales Leader, Cisco Italia che estende la connettività in modo sicuro dal data center fino al cloud, proteggendo il tutto con una sicurezza integrata by design, l’ottimizzazione e la gestione del cloud (qui si innesta la relazione con Veeam) con disponibilità e gestione del dato al centro: “E’ una partnership storica che, a partire dal backup arriva oggi a una serie di configurazioni prevalidate, componenti hardware e software combinate. Un’availability del dato e dell’infrastruttura che da parte di Cisco poggia sulla parte infrastrutturale di computing UCS e sul sistema di iperconvergenza HyperFlex, il sistema di iperconvergenza con cui Cisco con Veeam ha fatto sviluppo congiunto per avere availability del dato e dell’infrastruttura.
Protagonista nell’alta disponibilità e nella gestione dei dati anche HPE che con Veeam punta a garantire la protezione dei dati: “Nell’alta disponibilità del dato l’acquisizione di Nimble Storage che ha re-ingegnerizzato lo storage pensando all’IoT, con la sensoristica on board per trasmettere dati in modo continuativo in cloud e all’interno un motore di intelligenza artificiale per correlare i dati raccolti con telemetria trasversale in grado di intercettare i dati sia su infrastruttura di trasporto fino all’host e all’hypervisor, la partnership commerciale e di engineering con Veeam prevede soluzione congiunte sulla protezione del dato con integrazione nativa tra le soluzioni Veeam e gli storage HPE. Una strategia di data protection quella di Veeam che in un data center si esprime al meglio massimizzando lo sfruttamento delle tecnologie HPE in termini prestazionali e di sicurezza”, dice Giuseppe Capaldo, Hybrid IT Presales Manager, Hewlett Packard Enterprise Italia--  
hpe

Tutto in partnership, senza lock in

Un’availability come driver di libertà: “Veeam vuole essere per i propri clienti un partner tecnologico di fiducia per rendere il loro business allineato al mondo odierno con la promessa di gestire le infrastrutture in modo intelligente al fine di evitare e prevenire i disservizi ed essere ‘always on’. Una soluzione quella Veeam che funziona al meglio in un disegno architetturale più ampio in cui entrano a pieno titolo le partnership per garantire la libertà del cliente di potere cambiare componenti senza modificare i processi evitando l’effetto lock in”, conclude Zammar.

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