▾ G11 Media: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...
ImpresaGreen: Questo articolo è stato originariamente pubblicato su ImpresaGreen ed è ora integrato in ImpresaCity.

Fleet Management in Italia: connettività a rilento, ma l'89% delle aziende sceglie l'elettrico o l'ibrido

I dati dell'Osservatorio del Politecnico di Milano evidenziano un forte orientamento verso le motorizzazioni BEV e PHEV, frenato tuttavia da carenze infrastrutturali e da una diffusa vulnerabilità sul fronte della cybersecurity.

ESG

Il settore del Fleet Management in Italia sta vivendo una rapida trasformazione, evolvendo da mera gestione operativa a leva strategica per la sostenibilità e l'innovazione tecnologica. Secondo i dati dell'Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, presentati in collaborazione con Fleet Magazine e Best Mobility, il panorama attuale mostra una marcata dicotomia tra la transizione energetica delle flotte e la loro reale digitalizzazione. Se da un lato ben l'89% delle organizzazioni ha già introdotto veicoli elettrici (BEV) o ibridi plug-in (PHEV) all'interno del proprio parco auto, dall'altro solo il 27% dispone di vetture pienamente connesse e gestite da remoto tramite piattaforme telematiche.

Attualmente, il 64% dei veicoli aziendali è ancora alimentato da carburanti tradizionali come benzina e diesel. Ciononostante, il percorso verso l'elettrificazione appare tracciato: il 73% delle imprese prevede di incrementare la quota di mezzi a zero o basse emissioni entro il prossimo anno, con sette aziende su dieci che puntano a un'integrazione strutturale entro il 2027. A spingere i fleet manager verso questa direzione sono principalmente le nuove aliquote sui fringe benefit (70%), l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale (61%) e il ritorno d'immagine per l'organizzazione (51%).

La transizione deve comunque fare i conti con pesanti criticità strutturali e logistiche. I principali ostacoli rilevati dai gestori delle flotte sono:

  • La distribuzione territoriale non omogenea della rete di ricarica pubblica (68%).

  • L'incremento complessivo dei costi dell'energia (57%).

  • L'autonomia limitata delle batterie delle vetture (55%).

  • I tempi di ricarica eccessivi (48%), l'insufficienza delle infrastrutture pubbliche (47%) e la frequente indisponibilità delle colonnine perché occupate o guaste (47%).

  • Le barriere economiche legate all'alto costo di acquisto o noleggio dei veicoli (37%) e la difficoltà per il 38% dei dipendenti di accedere a una ricarica domestica.

Sul fronte tecnologico, la connettività di bordo si esprime principalmente attraverso l'adozione di sistemi ADAS (61%), sistemi di infotainment (57%) e soluzioni per la navigazione in tempo reale o la gestione dei guasti (39%). Gli investimenti in veicoli connessi sono guidati dal desiderio di aumentare la sicurezza dei dipendenti (45%), ottimizzare i consumi (45%) e implementare la manutenzione predittiva (36%). Tuttavia, la capacità di estrarre valore da questi sistemi è ancora limitata: solo il 30% delle aziende dichiara di saper sfruttare le informazioni raccolte. In questo contesto si inserisce l'Intelligenza Artificiale, già adottata o in fase di valutazione da parte del 20% delle imprese, con un ulteriore 30% pronto a investirvi nel prossimo biennio per l'analisi operativa (47%) e il monitoraggio dei consumi (30%).

L'espansione digitale espone però le flotte a rischi informatici senza precedenti, a fronte dei quali le aziende si dimostrano fortemente impreparate. Solo il 5% delle organizzazioni ha sviluppato programmi di cybersecurity specifici per il Fleet Management. Il 12% si limita a includere le auto nei protocolli generali dedicati ai dispositivi aziendali, mentre il 50% non possiede alcun sistema di sicurezza dedicato né intende introdurlo a breve. Infine, il 25% ammette una totale assenza di competenze interne sul tema, trasformando la crescente mole di dati generati dai veicoli in un potenziale fattore di vulnerabilità. Nonostante i rischi, la tendenza per i prossimi cinque anni vede una forte concentrazione degli investimenti futuri nell'approvvigionamento di nuovi veicoli (34%), nello sviluppo di servizi IT (33%) e nel potenziamento della telematica (24%).

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato

Notizie correlate

Iscriviti alla nostra newsletter

Soluzioni B2B per il Mercato delle Imprese e per la Pubblica Amministrazione

Iscriviti alla newsletter

www.impresacity.it - 8.5.7 - 4.6.4 - X0