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No network, no cloud

Non esiste sufficiente connettività per far sì che il cloud possa materializzarsi come un servizio alternativo a quello attualmente in utilizzo

Autore: Piero Macrì

Il cloud viene spesso dipinto come un modello di erogazione dei servizi alternativo all’IT tradizionale. Si esalta la semplicità di utilizzo, il non dover sostenere spese di capitale, ovvero non dovere investire in infrastruttura fisica, lasciando al provider l’onere dei costi di manutenzione e il conseguente aggiornamento delle risorse hardware e software. Da un punto di vista teorico il cloud è un modello ideale cui tutti dovrebbero aspirare, soprattutto le PMI. Ma se esaminiamo la questione da un punto di vista strettamente pratico ci accorgiamo che mancano i presupposti perché ciò possa avverarsi.
Al di là del fatto che anche per le Pmi si porrebbe il problema di creare nuove competenze interne rispetto a quelle esistenti, ovvero far sì che chi si è finora occupato di gestire le risorse IT possa nel tempo iniziare a essere il gestore, l’interfaccia verso i provider, abbandonando responsabilità pregresse e assumendone di nuove, rimane il problema dei problemi: la connetitività. In Italia, al di là delle grandi aree urbane, esiste una fragilissima rete di distribuzione. Ergo, non esiste sufficiente connettività per far sì che il cloud possa materializzarsi come un servizio alternativo a quello attualmente in utilizzo. I più fortunati possono vedere garantita una velocità in download coerente con proprie esigenze di business, ma il problema più grande è assicurare una sufficiente velocità in upload necessaria per trasferire dati. Insomma il cloud per la maggior parte delle PMI non dispone di un’infrastruttura di rete in grado di supportare al meglio l’operatività aziendale. Consulenti ritengono che la tecnologia di cui si deve disporre per operare in modo efficiente sia una connettività sincrona 3MB download/upload per ogni 10 utenti. Fate voi dunque i conti: quante sono le aziende che possono permettersi di avere una connettività di questo tipo? Iniziamo, quindi, a compiere gli investimenti necessari per avere una rete coerente con le esigenze del cloud e poi, soltanto poi, potremo iniziare a discuterne.
Pubblicato il: 03/02/2014

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