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Il mondo enterprise nel mirino di Panda Security

Panda Security punta con decisione ai grandi utenti, mettendo sul piatto una cyber security completa e la vicinanza, non solo geografica, agli utenti italiani

Redazione Impresacity

La "vecchia" Panda Security degli antivirus fa parte del passato. Anche se i suoi prodotti esistono ancora e vengono ulteriormente sviluppati. L'azienda che vuole svilupparsi oggi è quella rivolta alle grandi aziende. Ovviamente proponendo piattaforme di cyber security decisamente più estese. Colmare questo gap di percezione sulle caratteristiche attuali di Panda Security è il compito che si è dato Nicola D'Ottavio, che da qualche mese è Country Manager della società per Italia e Svizzera. Puntando anche su alcuni punti di forza che Panda presenta, in quanto azienda europea e quindi più vicina ai suoi clienti del Vecchio Continente.

La vicinanza è anche geografica, con i vantaggi che questo inevitabilmente porta. Ma vuole essere in particolare una vicinanza "tecnologica". Ossia la disponibilità a sviluppare funzioni o moduli specifici in base alle esigenze che il mercato esprime. Sviluppi che poi possono essere utili o interessanti anche per altri utenti. "Ho scoperto in questa azienda uno spirito pionieristico, la voglia di costruire qualcosa per il mercato che piano piano diventa importante", sottolinea D'Ottavio. Spiegando che questa crescita avviene anche grazie alla volontà di collegare strettamente lo sviluppo con le necessità di mercato.

Panda Security ha diversi esempi per dimostrare questa focalizzazione. Lo sviluppo di una versione Linux delle soluzioni di EDR è uno dei principali. Una richiesta nata dalla volontà, anche italiana, di lavorare meglio con la Pubblica Amministrazione. Va segnalata anche la possibilità, per chi usa le piattaforme Panda in quanto service provider, di ricevere i dati di telemetria prodotti dagli utenti finali. E, su questi, sviluppare nuovi servizi che possano affiancarli meglio.

securitySe il mandato di Panda Security è lavorare sul mercato enterprise, in Italia si parte con un buon vantaggio. Qui da noi la parte retail è solo una delle attività, peraltro non gestita direttamente. "La divisione rappresentata in Italia è esclusivamente enterprise", spiega D'Ottavio. E fa l'80% del suo fatturato nel B2B. In generale Panda ha una forte presenza in campo Telco (Telefonica è un utente enterprise storico), banche, manufacturing, luxury. In seconda battuta utility locali, PA locale, PA centrale.

In Italia la presenza è maggiore nel manufacturing, nelle banche di media dimensione, tra le assicurazioni. "Facciamo sicurezza e lo facciamo come i grandi brand. Far percepire questo è forse oggi il maggior scoglio. Superato questo, le reazioni sono sempre molto positive", sintetizza D'Ottavio.

Il ruolo di Cytomic

Certo per dedicarsi ai grandi e grandissimi clienti bisogna avere spalle solide. E per questo Panda Security ha dato vita, qualche tempo fa, a una divisione apposita denominata Cytomic. Se ciò che offre direttamente Panda è la base, Cytomic va oltre e vi aggiunge ciò che serve per lavorare in modo mirato sulla fascia molto alta del mercato. Come servizi di ethical hacking, forensics, investigation. Capaci tra l'altro di integrarsi con le strutture ben organizzate di cyber security che le grandi enterprise già hanno. Insieme alle loro procedure ed esigenze.

security 265130 1280In questo senso l'esperienza maturata negli anni con Telefonica è considerata un punto di forza. Che ha spinto Panda anche a dotarsi di certificazioni indipendenti necessarie per operare in ambiti militari. E ha portato a partnership tecnologiche mirate, magari non molte ma certamente di peso (come Cisco, Citrix, Microsoft) nell'ottica di una sicurezza trasversale. Che vede la cyber security non come un campo a sé ma come un elemento infrastrutturale.

"È la direzione - spiega D'Ottavio - verso cui il mercato deve evolvere. Il dato è l'elemento chiave e non è interessato da una tecnologia o un ambito alla volta. Non tocca ad esempio prima solo la sicurezza e poi solo il cloud. Le tecnologie devono potersi integrare, creando sinergie fra loro".

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Pubblicato il: 20/02/2020

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