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Microsoft, con Teams anche il Brunello va nel cloud

La nuova customer experience di Ciacci Piccolomini d’Aragona, storica cantina di Montalcino, che trasforma con il partner Si-Net le modalità di interazione con i wine lover, inaugurando l’era della degustazione virtuale interattiva

Edoardo Bellocchi

C'è stato chi ha argutamente osservato che “l’appetito vien bevendo”, nel senso di “degustando”. E il successo della prima degustazione virtuale interattiva lascia presagire numerosi sviluppi interessanti. Che trovano nel cloud e nelle soluzioni di modern workplace targate Microsoft una solida base su cui costruire i propri successi. Molto più di un esperimento, anzi vera e propria realtà, il Digital Wine Tasting in collegamento diretto con la tenuta di Montalcino della storica casa vinicola Ciacci Piccolomini D’Aragona, andato in scena a metà febbraio alla Microsoft House di Milano in occasione della settimana del Benvenuto Brunello 2020, ha dato modo di assaporare le nuove annate del pluripremiato vino in compagnia di chi se ne intende davvero.  

Degustazione “virtuale”

La prima degustazione virtuale dei prodotti della storica cantina toscana è stata resa possibile dal cloud, in particolare dalla piattaforma di collaborazione, messaggistica e video-conferencing Microsoft Teams implementata dal system integrator Si-Net, in un progetto particolarmente innovativo realizzato nel quadro dell’iniziativa Ambizione Italia, nella parte dedicata alle Piccole e Medie Imprese. 

Abbiamo selezionato la cantina toscana tra i casi di trasformazione digitale raccontati all’interno della raccolta di storie di innovazione ‘Ambizione Italia per le PMI’, perché crediamo possa offrire interessanti spunti di formazione e mostrare ad altre aziende del Paese l’importanza del digitale a supporto della competitività. Nel nostro impegno per guidare le PMI verso la trasformazione digitale gioca un ruolo chiave il nostro ecosistema di Partner, che vanta una presenza capillare sul territorio ed expertise qualificate in risposta alle esigenze di diversi settori verticali”, ha sottolineato Luba Manolova, Direttore della divisione Microsoft 365 di Microsoft Italia
ferraiole dall alto 2

Cloud in primo piano

In concreto, con il collegamento via Microsoft Teams tra Milano e Montalcino, Ciacci Piccolomini D’Aragona ha inaugurato un nuovo modo di comunicare e interagire con clienti e wine lover di tutto il mondo, oltre che con tutti gli attori della filiera, anche per far conoscere sempre meglio il made in Italy in ogni parte del globo, anche se ci si trova in una tenuta vinicola nel cuore della Toscana più celebrata, quella della Val d’Orcia.

Alex Bianchini, della famiglia proprietaria della storica casa vitivinicola, ha guidato la degustazione live dalla cantina toscana mettendo in luce le caratteristiche organolettiche dei nuovi vini, in un meeting virtuale via Microsoft Teams tra Montalcino e Milano. Nel dettaglio, sono stati presentati i nuovi Rosso di Montalcino DOC, Brunello di Montalcino DOCG Annata e Brunello di Montalcino DOCG Pianrosso, nonché il 385, nato dalla partnership con Tenuta Fertuna e la famiglia Meregalli

Fondamentale per il successo di questo progetto è stata la consolidata collaborazione con Microsoft e la possibilità di far leva su una piattaforma cloud affidabile e sicura. A partire da un’analisi delle esigenze di Ciacci Piccolomini d’Aragona abbiamo proposto di abbandonare il sistema on premise, che rendeva l’azienda ‘un’isola’ con la quale era possibile interagire unicamente face-to-face, per passare al cloud”, ha evidenziato Fausto Turco, CEO di Si-Net.   

Customer experience tutta nuova

Adesso Ciacci Piccolomini D’Aragona punta a replicare l’esperienza anche nel resto del mondo, introducendo il Digital Wine Tasting come nuova modalità per ingaggiare clienti attuali e prospect, abbattendo le barriere geografiche e ottimizzando tempi e costi legati alle trasferte. Anche perché l’80% del fatturato dell’azienda vitivinicola viene proprio dall’estero, con un 30% di questo dal mercato statunitense e una quota crescente anche dal Far East.

E oggi, in un contesto di mercato dominato dalla customer experience come fonte di vantaggio competitivo, dare modo ai wine lover di ogni parte del globo di interagire in maniera pressoché naturale con l’enologo o il proprietario della cantina rappresenta un atout di sicuro interesse.  Gli sviluppi promettono di essere interessanti, anche per la produttività interna all’azienda vinicola o, su scala più ampia, nei rapporti con l’intera filiera, per esempio tramite la condivisione di informazioni ovunque e in qualunque momento tra colleghi e operatori del settore, anche in vigna, in cantina e presso fiere enogastronomiche. Ecco perché “l’appetito vien bevendo”. O degustando.

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Pubblicato il: 20/02/2020

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