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NetApp Insight, il data fabric è servito

Focus sul multicloud nell’evento di Londra, prima delle tre tappe dell’edizione europea dell’incontro di clienti e partner della società californiana

Londra - Data fabric e multicloud ibrido: sono queste le vere star dell’evento NetApp Insight, che approda in Europa dopo essersi svolto a Las Vegas lo scorso anno. Nel Vecchio Continente, l’incontro di clienti e partner di NetApp prevede quest'anno tre tappe, a Londra, Parigi e Berlino. Ed è nella capitale britannica, fresca di uscita dall’Unione Europea, che ai primi di febbraio si è svolto il primo incontro, alla presenza di oltre 1200 partecipanti, di cui oltre 600 clienti da più di 20 Paesi in Europa e Medio Oriente. Significativa anche la partecipazione di partner e clienti dall’Italia, con oltre 50 persone in totale.  

Alzare l’asticella

Logico quindi che Alexander Wallner, Senior Vice President e General Manager Emea di NetApp, abbia inaugurato la giornata londinese trasmettendo grande entusiasmo alla platea. Ripercorrendo gli ultimi anni di NetApp, il numero uno Emea ha sottolineato che “cinque anni fa avevamo promesso che avremmo aiutato i clienti a costruire una strategia di cloud ibrido, e oggi abbiamo realizzato questa promessa”, riferendosi al concetto di multicloud ibrido del data fabric.

Ma non solo: in uno scenario tecnologico in costante evoluzione, "il cloud continua ad alzare l’asticella anche nelle modalità di consumo delle risorse IT, che vede sempre più aziende richiedere un’esperienza di tipo cloud. Ed è per questo che abbiamo realizzato la nostra offerta Keystone”, ha proseguito Wallner. Come noto, Keystone non è una nuova tecnologia, ma una modalità per rendere il più possibile simile al cloud, cioè “cloud like”, come ha ribadito Alex Wallner, l’esperienza on premise dei clienti che non intendono andare sul cloud. 
netappalexwallnerAlex Wallner, SVP e GM Emea di NetApp durante il keynote

Cogliere le opportunità

Lo scenario tecnologico di oggi chiama a sfide sempre nuove, e lo spostamento dal data center al data fabric diventa un imperativo, se si vogliono cogliere tutte le opportunità della trasformazione digitale. Lo ha spiegato Anthony Lye, Senior vice-president Cloud business unit di NetApp, intervenuto dopo il keynote di Alex Wallner, sottolineando alcuni dati significativi: “tuttora il 73 per cento dei dati delle aziende risiedono in silos dove non vengono analizzati o correlati. È un patrimonio che non bisogna sprecare, rendendo questi dati accessibili con infrastrutture che permettano di trarre il massimo valore di business dai dati”.

Le potenzialità in gioco sono notevoli: “la trasformazione digitale è solo all’inizio”, ha proseguito Lye, sottolineando che “nell’arco dei prossimi cinque anni saranno realizzati 500 milioni di applicazioni nuove, cioè molte di più di quelle che sono state create negli ultimi 40 anni”, e che “oggi il 61 per cento delle posizioni di software engineer è appannaggio delle aziende al di fuori del settore IT, proprio a significare che oggi ogni azienda sta sempre più diventando una tech company, sulla spinta della digitalizzazione in atto”. 
netapplondra

Quattro elementi

Si tratta di una digitalizzazione che vede quattro requisiti fondamentali: “la velocità, l’IT transformation, il mulicloud ibrido come l’architettura IT di riferimento oggi, e infine lo spostamento dai data center ai data fabric”, ha spiegato Lye. Non a caso, il data fabric, cioè un’architettura che comprende servizi dati che vanno dall’on premise al multicloud, è oggi il nucleo centrale dell’offerta NetApp. “L’idea stessa di data center tradizionale è probabilmente morta”, ha voluto sottolineare forse po’ provocatoriamente Lye, facendo però notare che “data fabric significa fare un uso più consapevole delle risorse, non solo di quelle interne ma anche di quelle esterne”.

In questo senso, il multicloud ibrido, che passa anche dal poter lavorare con più di un hyperscaler, si rivela una strategia vincente, come nel caso di AstraZeneca: tra le testimonianze succedutesi sul palco dell'evento londinese, quella del colosso farmaceutico si è incentrata su come l’infrastruttura “AZ Cloud”, un multicloud ibrido realizzato da NetApp utilizzando cloud privati e pubblici, questi ultimi dei tre maggiori provider, cioè Amazon Web Services, Google Cloud e Microsoft Azure, abbia portato notevoli vantaggi.

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Pubblicato il: 06/02/2020

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