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Facebook e la criptovaluta Libra: le dieci cose da sapere

Facebook lancia la "sua" stablecoin Libra e dà vita a un ecosistema di tutto rispetto. È una vera rivoluzione delle valute digitali o un progetto troppo ambizioso?

Alla fine, dopo tante indiscrezioni, Facebook ha svelato il suo progetto per la creazione e la gestione di una criptovaluta - Libra - che sarà collegata a diversi suoi servizi. Contrariamente a quello che molti avevano immaginato, però, non si tratta di una "criptovaluta di Facebook". È un progetto più ampio in cui l'azienda di Mark Zuckerberg ha un ruolo fondamentale di avvio ma che si baserà anche sull'attività di molti grandi nomi dell'IT, del mondo Finance e non solo. Uno scenario articolato, che abbiamo sintetizzato in dieci punti chiave.

1. Libra è una criptovaluta come Bitcoin?

Non proprio: è definibile meglio come una stablecoin. Il suo valore - una volta definito, per ora si ipotizza che sarà molto vicino a un euro o un dollaro - cioè sarà pressoché stabile e garantito dal fatto che ad ogni Libra emessa deve corrispondere intrinsecamente il deposito di valuta, o altri strumenti finanziari, pari al suo valore. Inoltre, quando una Libra digitale viene incassata, ossia convertita in denaro, quella singola Libra viene eliminata. Il sistema è quindi chiuso, per evitare speculazioni o variazioni improvvise del valore di Libra.

L'altra importante differenza con le criptovalute più note è che il funzionamento di Libra si basa sì sulle tecnologie blockchain, ma non su una blockchain aperta. Non è cioè possibile per una persona qualsiasi fare mining di Libra: la criptovaluta può essere generata solo dalle entità che aderiscono alla Libra Association. Queste entità sono grandi aziende, istituzioni finanziarie riconosciute ed alcune organizzazioni no-profit ben stabili e note. Solo entità di questo tipo possono partecipare alla blockchain di Libra, che è quindi di tipo permissioned.

2. Libra è la moneta digitale di Facebook?

No, se si esclude la parte ideativa. E la stessa Facebook ci tiene a sottolinearlo, anche perché nel passato più o meno recente non si è certamente fatta, almeno per molti, la fama di azienda credibile e affidabile. Associare intrinsecamente il suo nome a Libra avrebbe probabilmente affossato la criptovaluta sin da subito, quindi Facebook ha sì dato vita al progetto ma poi lo ha immediatamente aperto.
calibra website
Libra si può definire semmai come la moneta della Libra Association. Sono le aziende che ne faranno parte a garantire il suo valore e il corretto funzionamento dell'infrastruttura a ledger distribuiti che ne è la base. A parte questo, la tecnologia che sta dietro a Libra dovrebbe essere rilasciata in open source ed è comunque descritta in un white paper già disponibile. Inoltre le terze parti possono sviluppare applicazioni basate su Libra usando un nuovo specifico linguaggio, denominato Move.

3. Come funzionerà operativamente Libra?

Lo schema di funzionamento più semplice prevede che un consumatore attivi un "digital wallet", un portafoglio digitale che possa gestire Libra. In pratica si tratterà di app per smartphone: Facebook ha già presentato la sua (Calibra) ma le varie entità della Libra Association - in cui ci sono nomi come Visa, MasterCard, Iliad, Vodafone, PayPal - potranno offrire la loro.

Il digital wallet permette di acquistare Libra usando una valuta tradizionale, attraverso canali fisici e online che devono essere ancora ben definiti, e conserva la criptovaluta. È come avere un conto in banca virtuale, da cui potremo poi inviare Libra a qualsiasi altra persona che abbia un suo digital wallet compatibile, idealmente completando il trasferimento in un paio di secondi.

Le funzioni di pagamento dovrebbero essere anche integrate in app di comunicazione, come Whatsapp o Facebook Messenger. D'altronde, pagare via instant messaging è un sistema già popolarissimo e ormai fondamentale in Cina, attraverso WeChat. È quindi già ampiamente dimostrato che funziona ed è rapidamente accettato dagli utenti, specie i più giovani. L'idea poi è che l'ecosistema Libra si ampli progressivamente, in modo da usare il digital wallet anche per pagare prodotti e servizi, come con una normale carta di credito o debito "integrata" nello smartphone.

4. Quali sono i vantaggi di Libra? Non sembra niente di nuovo...

Dipende ai punti di vista. A livello di singole funzioni e caratteristiche, in effetti Libra non inventa niente che in qualche modo non esista già. La novità sta nell'aver combinato molti elementi che non sono mai stati messi insieme, arrivando così ad una stablecoin funzionale, scalabile e supportata da istituzioni globalmente riconosciute. E che, anche grazie a queste ultime ed alla popolarità di Facebook, può diffondersi a livello globale. Se funzionerà come in teoria è stata disegnata, è la prima moneta digitale che potrebbe essere davvero diffusa su larga scala.

libra website
L'utilità di una valuta digitale "vera" magari è poco evidente per chi ha già la possibilità di attivare conti correnti online o carte di credito virtuali, che ha insomma modo di partecipare senza problemi agli attuali circuiti di pagamento. Ci sono però centinaia di milioni di persone che non hanno questa possibilità o che devono usare sistemi di pagamento scomodi, costosi e poco sicuri. Ma che hanno uno smartphone in tasca e che trarrebbero un grande vantaggio da Libra, o da una qualsiasi valuta digitale globale e garantita. Da questo punto di vista Libra ha una sua carica rivoluzionaria.

5. Che vantaggio c'è a fare parte dell'ecosistema di Libra?

Facebook ha cercato un difficile equilibrio in questo senso. Non poteva portare avanti Libra da sola, ma nemmeno coinvolgere chiunque. Così chi entra nella Libra Association deve soddisfare requisiti stringenti, fare investimenti importanti in infrastrutture tecnologiche per la gestione dei ledger distribuiti, versare un minimo di dieci milioni di dollari che vanno nella "riserva aurea" della criptovaluta.

Se Libra avrà successo, questa riserva crescerà (per la parità tra Libra in circolazione e il controvalore reale in valute). I partecipanti alla Libra Association accederanno agli interessi che questa riserva genererà nel tempo, interessi che servono anche a pagare le spese di mantenimento della blockchain. Inoltre, ogni entità della Libra Association potrà offrire servizi legati a Libra, che potranno avere le loro commissioni.

6. Ma il sistema di Libra è affidabile e sicuro?

Ovviamente questo è il principale punto critico del progetto. L'architettura blockchain di Libra è progettata per essere scalabile e in grado di gestire un numero elevato di transazioni: si parla di mille al secondo, quando le criptovalute già diffuse se va bene sfiorano la decina, nel mondo reale. Ogni transazione eseguita ha un costo, trascurabile per gli utenti finali ma tale che dovrebbe scoraggiare attacchi "in massa" alla blockchain.

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L'ambiente di Libra è poi "protetto" dal controllo su chi ne gestisce i nodi e, per difendersi dai 51 percent attack, è previsto che il sistema si fermi quando qualcuno ne "conquista" un terzo. Premesso questo, in linea teorica un ambiente permissioned è meno sicuro di una blockchain aperta perché non è davvero decentralizzato, motivo anche per cui Facebook punta in prospettiva ad aprire i ledger distribuiti di Libra. Ma solo quando potrà farlo in un modo che tuteli le caratteristiche di stabilità e "fiducia" della criptovaluta.

Sarà poi tutta da valutare, caso per caso, l'affidabilità di applicazioni e smart contract realizzati su Libra usando il linguaggio Move. Non è previsto un organismo di controllo su tali sviluppi, il che apre le porta a potenziali applicazioni o servizi fraudolenti.

7. Cyber security a parte, Libra ha potenziali usi illeciti?

Non più di qualsiasi altro sistema generico per il trasferimento digitale di denaro, come può essere ad esempio PayPal. I consumatori possono attivare un digital wallet solo presentando credenziali di identificazione valide (carta d'identità, passaporto...), quindi in teoria chi esegue pagamenti o riceve denaro è chi afferma di essere. I "portafogli digitali" di Libra sono poi del tipo cosiddetto custodial wallet, ossia parte delle credenziali che servono al loro funzionamento sono in possesso non del consumatore ma dell'entità che li ha rilasciati, il che dovrebbe aggiungere un grado di controllo in più.

Come qualsiasi altro servizio digitale che gestisce valuta, poi, i servizi collegati a Libra saranno (o dovrebbero essere) collegati a funzioni di controllo antifrode. Idealmente, il controllo sui trasferimenti di denaro e sui pagamenti dovrebbe essere allo stesso livello di quelli offerti per conti bancari e carte di credito. Però ogni servizio o wallet farà storia a sé, essendo scollegato formalmente dalla Libra Association.

bitcoin

8. Pagamenti e Facebook insieme: un'altra possibilità di violazione della privacy?

Certo è un sospetto che a tutti è venuto in mente, per ovvie ragioni. Ma per chiarire la questione bisogna innanzitutto definire bene di cosa stiamo parlando. Libra di per sé è una criptovaluta, sia pure sui generis, quindi le transazioni ad essa collegate sono cifrate e gestite solo dai membri della Libra Association. Che in linea teorica sono tanto affidabili in campo privacy quanto lo è una banca o una società che emette carte di credito.

Diverso è il discorso che riguarda i digital wallet, quindi Calibra nel caso di Facebook. Ed è in questo campo che viene naturale qualche perplessità. Facebook ovviamente ne è ben conscia e ha agito di conseguenza. Calibra opera come controllata di Facebook che offre servizi finanziari, quindi il wallet non è gestito direttamente da Facebook. Il "customer committment" di Calibra spiega in dettaglio come questa non condividerà i dati con la casa madre, ad esempio i dati sugli acquisti eseguiti con Calibra non saranno usati per mostrare pubblicità mirata su Facebook.

La prudenza comunque è d'obbligo. Il customer committment non è un contratto, innanzitutto. Poi sono previste alcune forme di condivisione di informazioni con clausole varie (previo consenso esplicito, in maniera aggregata, a scopo di ricerca, per migliorare i servizi...) che idealmente rendono tutto sicuro ma che in passato si sono dimostrate quantomeno "fallibili". Questo per quanto riguarda Calibra, poi gli altri digital wallet basati su Libra - quando ci saranno - andranno esaminati nella loro specificità.

9. Come viene valutata Libra da parte delle istituzioni ufficiali?

Premesso che Libra ancora non esiste nella pratica e la vedremo solo nel 2020, quindi c'è ancora tempo perché il "clima" cambi, le reazioni sinora non sono state affatto positive. In parte questo deriva dalla fama che si è fatta Facebook: avendo dimostrato più volte - dicono i critici - di non volere o sapere gestire in maniera affidabile le informazioni che riceve dai suoi utenti, di certo non è il caso di metterla a capo di una iniziativa economico-finanziaria.

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La questione però è più complessa: c'è il timore che l'ecosistema basato su Libra diventi di fatto un sistema di shadow banking. Cioè, per dirla con la Consob, un "complesso di mercati, istituzioni e intermediari che erogano servizi bancari senza essere soggetti alla relativa regolamentazione". Questo problema dovrebbe essere limitato dal coinvolgimento, nella Libra Association, di entità che già agiscono e sono riconosciute nel mondo bancario e finanziario. Ma tutto il complesso dell'ecosistema non è a priori garantito, anche se promette di essere compliant alle normative necessarie.

Il rischio di una "banca ombra" esiste in particolare nelle nazioni dove il valore della valuta ufficiale è molto fluttuante. Qui Libra potrebbe diventare una valuta parallela persino più affidabile di quella corrente, dato che il suo valore è intrinsecamente garantito. Un rischio che nessun politico vuole, dato che Libra è al di fuori del controllo di qualsiasi ente economico internazionale. Ed è gestita, in fondo, da un consorzio chiuso di aziende private.

10. Quindi per Libra ci sono problemi normativi importanti, in prospettiva?

È presto per dirlo ed è difficile dare una risposta una volta per tutte. Anche perché bisognerà vedere come, attraverso chi e con quali servizi Libra arriverà davvero nei singoli mercati. Di certo non avrà vita facile nelle nazioni che vedono blockchain come un potenziale problema o che stanno agendo decisamente contro qualsiasi forma di shadow banking anche solo potenziale. Il che comprende nazioni tutt'altro che trascurabili, come l'India.

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L'impressione è che Facebook e la Libra Association intendano smuovere poco le acque, in attesa di vedere quanto la criptovaluta prenderà piede dopo un prevedibile periodo di boom prima e assestamento poi. Di sicuro un confronto esteso con le autorità economiche internazionali, che sulle criptovalute vanno un po' avanti in ordine sparso, dovrà esserci. Al momento non si capisce nemmeno quanto la Libra Association si sia confrontata con le autorità della Svizzera, dove formalmente risiede (fatto che non aiuta a convincere i diffidenti, tra l'altro).

Altrettanto sicuro è che le varie Authority interverranno in qualche modo non appena l'ecosistema di Libra dovesse uscire troppo dall'ambito che è stato delineato sinora. Va bene offrire servizi di pagamento - e già qui ci sono potenziali considerazioni antitrust, viste le dimensioni di Facebook - ma cosa succederebbe se a questi venissero associate forme di micro-prestiti? O se la Libra Association decidesse di cambiare drasticamente il proprio modus operandi una volta conquistata una massa critica di qualche centinaio di milioni di utenti in tutto il mondo? Domande che non hanno grandi risposte, ma che vale la pena porsi.

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Pubblicato il: 20/06/2019

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