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La stampa grande formato segue il mercato AEC

La concezione delle stampanti large format sta cambiando per seguire l’evoluzione del comparto architettonico-ingegneristico, con prodotti sempre più mirati ed evoluti

Redazione Impresacity

La digitalizzazione ha investito anche il settore della progettazione e lo ha fatto in maniera massiccia. Dal CAD siamo passati a forme di progettazione sempre più sofisticate e sempre più aperte all'integrazione con quello che c'è "dopo" e "intorno" a un progetto. Si tratta di una evoluzione tecnologica che deriva da una spinta molto concreta: solo nei progetti più semplici un edificio o una infrastruttura possono essere considerati come sistemi isolati. Quasi sempre, invece, vanno calati nel loro ambiente e come componenti di un ecosistema complesso.

Tutto questo porta come conseguenza la necessità di integrare fra loro e visualizzare in maniera efficiente le informazioni, anche molto dettagliate, che una volta erano gestite da piattaforme diverse: quantomeno CAD, BIM e GIS. Questa evoluzione impatta sulle soluzioni di visualizzazione digitale, ma non va ignorato che il buon vecchio output su carta mantiene un suo ruolo critico nell'ambito cosiddetto AEC (Architecture, Engineering and Construction).

Non è infatti sempre pratico mantenere mappe, progetti e planimetrie sempre in formato digitale. In molte situazioni, in studio come nei siti di costruzioni, è meglio avere sottomano una stampa, dettagliata e in grande formato, sulla quale lavorare e confrontarsi con i colleghi. Così oggi nella evoluzione del settore AEC contano soprattutto la flessibilità d'uso dei dispositivi, la loro praticità, la resa in stampa e la gestione delle informazioni.

Si ha più attenzione alla flessibilità d'uso delle stampanti di grande formato perché sempre più spesso queste vengono usate da gruppi di lavoro, magari concentrati su singoli progetti all'interno di uno studio professionale. È cioè stato abbandonato - quando possibile - il concetto della grande stampante centralizzata da diverse migliaia di euro, a favore di unità più compatte ed economiche. Questo approccio rende la stampa nel complesso più efficiente, anche se richiede una gestione più articolata della rete e spesso la coesistenza di dispositivi di grandezza diversa: dalla stampante (quasi) desktop per output A3 ai modelli con bobine da oltre 40 pollici.

architect design graficoOggi molti professionisti preferiscono avere una stampante grande formato per sé o per il proprio team, per poter seguire il proprio workflow senza farsi condizionare da altre esigenze. Non a caso il mercato appare piuttosto differenziato, non più sbilanciato verso i sistemi di fascia alta. Da qualche tempo molti produttori guardano con interesse alla fascia medio-bassa del settore, proponendo prodotti da workgroup e anche per il singolo progettista. I modelli high-end sono invece sempre più premium, perché dotati di funzioni (scanner, gestione automatica di supporti differenti...) giustificate solo in alcuni scenari.

Il concetto "a ognuno la sua stampante" pone l'accento sulla praticità dei dispositivi di stampa. Non è una praticità intesa solo come modalità d'uso ma proprio nel design. Una stampante per il mondo AEC deve essere a grande formato ma anche compatta nelle dimensioni, perché potrebbe essere usata ovunque. Anche negli uffici prefabbricati dei siti di costruzione, dove ogni centimetro risparmiato conta.

Quando si guarda alla qualità dell'output, in particolare chi produce stampe in ambito GIS (mappe, planimetrie a largo raggio, aerofotogrammetria...) vuole una riproduzione accurata dei dettagli e una resa cromatica di alto livello - il colore ha un contenuto informativo, in questo campo - e che si mantenga nel tempo. Questi requisiti impattano non solo sulle tecnologie di stampa in senso stretto ma anche sulla parte di elaborazione "a bordo", non da ultimo perché i file GIS sono di grandi dimensioni e richiedono processori adeguati.

Infine, la sicurezza. Proteggere le informazioni gestite da una stampante condivisa è necessario sempre, non solo in ambito CAD-GIS-BIM. Qui però l'attenzione è maggiore: progetti e planimetrie sono informazioni potenzialmente critiche, spesso soggette a norme specifiche e stringenti in quanto a tutela dei dati e controllo di chi vi accede. Per questo diversi vendor hanno provveduto a integrare nei propri prodotti funzioni specifiche, dalla cifratura dei dati a bordo al controllo preventivo delle applicazioni e degli aggiornamenti software che intervengono sulla stampante.

Questo dinamismo tecnologico si riflette positivamente sulle cifre del mercato large format (dall'A2 in su, per dispositivi multifunzione e non), che cresce grazie ad uno sviluppo di nuove soluzioni e tecnologie che segue e sostiene la domanda degli utenti. Il risultato, analisi IDC alla mano, è che nel secondo trimestre 2018 il mercato ha fatto segnare una crescita anno su anno in valore del 3 percento e in volumi del 4. Considerando tutto il primo semestre, le crescite anno su anno sono state rispettivamente del 5 e del 3,5 percento. Per un mercato che qualcuno aveva dato per sconfitto dalla digitalizzazione "totale" delle informazioni, non è male.

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Pubblicato il: 11/04/2019

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