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VMworld Europe 2018, il multi-cloud in scena tra accordi e novità

L’evento europeo di VMware non tradisce le attese degli oltre 12mila partecipanti, tra partnership ampliate, acquisizioni e annunci su tutta l'offerta

Barcellona – Anche l’edizione 2018 di VMworld Europe, la decima nel Vecchio Continente, arrivata nel ventesimo anno di vita di VMware, si riconferma una user conference irrinunciabile, come testimoniato dalle 12mila presenze tra clienti, partner e prospect, e dall’affollata area espositiva. Contrariamente allo scorso anno, l’edizione europea si è tenuta a inizio novembre, cioè più di due mesi dopo l’analogo evento mondiale di Las Vegas a fine agosto. Con un vantaggio non secondario: quello di avere a Barcellona sia l’onda lunga degli annunci visti in Nevada, e declinati in una prospettiva più europea, sia alcuni nuovi annunci, tra i quali spicca il rafforzamento della partnership tra IBM e VMware nel cloud, con un occhio di riguardo verso l’hybrid cloud, e l'acquisizione di Heptio nell'ambito Kubernetes.
pat gelsingerPat Gelsinger, Ceo di VMware
I quattro superpoteri
Il keynote di Pat Gelsinger, Ceo di VMware, ha un po’ ripercorso le tappe dei primi vent’anni di vita della società, che hanno portato alla vision attuale di voler essere sempre più un’azienda che offre le soluzioni per supportare una scelta multi-cloud e non più solo di prodotti di infrastruttura, partendo dal data center virtualizzato per arrivare al cloud ibrido, passando per una rete sempre più di tipo software defined e soprattutto intrinsecamente sicura. Ma la vision della VMware di oggi è anche quella di identificare quelli che Pat Gelsinger ha definito i “tech superpowers”, ovvero superpoteri tecnologici: in primis il Cloud, con una scalabilità pressoché infinita, il Mobile, che è sempre più pervasivo, l’Intelligenza Artificiale unita al Machine Learning, in grado di apportare intelligenza in tutte le applicazioni, e infine l’IoT e l’Edge Computing, per connettere il mondo fisico con quello digitale. “Se ognuno di questi è già di per sé un ‘superpower’, è dalla loro combinazione che si possono scatenare potenze ancora maggiori”, ha sottolineato Gelsinger, esemplificando che “con l’Internet of Things si raccolgono enormi quantità di dati, che poi vengono archiviati tramite cloud ed elaborati con algoritmi di AI, ai fini di realizzare servizi e applicazioni destinati a miliardi di utenti grazie alla connettività e alla pervasività dei dispositivi. Tutto questo senza dimenticare la sicurezza, che deve sempre più riguardare l’IT fin dalla base”.

tech superpowers
A tutto multi-cloud
Per quanto riguarda gli annunci, a Barcellona c’è stata una ripresa delle novità presentate a fine agosto al VMworld di Las Vegas, che vanno nella direzione sia di supportare al meglio le aziende che sono già passate al cloud, oltre ovviamente ai cloud provider, spingendo l’ibrido e il multi-cloud, sia di rendere ancora più semplice il passaggio al cloud per chi ancora non l’ha abbracciato. In ambito ibrido, è stata per esempio annunciata l’estensione dell’offerta di hybrid cloud con VMware Cloud Foundation 3.5, che permette di aggregare cloud privati e pubblici, oltre a offrire supporto avanzato per i container. Ma la semplificazione è un po’ la parola chiave delle novità di VMware, dove le piattaforme software principali, ovvero vSphere, Vsan e NSX, che costituiscono la base infrastrutturale degli ambienti virtualizzati, si ampliano per includere in maniera nativa funzioni che prima erano offerte da altre componenti. L’esempio migliore è quello di vSphere Platinum Edition, che combina le funzioni native di sicurezza di vSphere con quelle di VMware AppDefense, con elementi di machine learning e behavioral analytics per poter capire se il comportamento di una macchina virtuale è difforme da quello corretto. Non solo: AppDefense è oggi integrabile anche in ambito networking, cioè in NSX, per una sempre maggiore sicurezza anche delle reti virtualizzate. Sempre in ambito networking, NSX vede arrivare alcune novità per concretizzare il modello Virtual Cloud Network, con il supporto ai workload eseguiti sia nel cloud pubblico, cioè su AWS, Microsoft Azure e VMware Cloud on AWS, sia nei data center on-premise, grazie anche a un ulteriore potenziamento delle funzioni di gestione e orchestration di vRealize.

L’end user computing
Infine, tra le altre novità annunciate dal palco di Barcellona, quelle in ambito Digital Workspace, con le nuove funzionalità di VMware Workspace One, per ambienti di lavoro eterogenei, in cui la piattaforma di gestione intelligente comprende anche tutti gli aspetti di sicurezza. Quello dell’end user computing è un ambito di investimenti importanti, come ha sottolineato Maurizio Carli, Executive vice president, worldwide sales and services di VMware, presente anche quest’anno a Barcellona. “Notiamo una crescita nel numero di aziende che adottano soluzioni per modernizzare gli strumenti utilizzati da clienti e dipendenti, e che virano sempre di più sul consumer, anche per la spinta dei Millennial che chiedono di avere in azienda gli stessi dispositivi performanti cui sono abituati nella vita privata”, ha fatto notare Carli, sottolineando come “oggi avviene esattamente il contrario del passato, in cui era solo in ufficio che si avevano a disposizione tecnologie all’avanguardia”. È sulla base di queste spinte che VMware ha prima acquisito AirWatch e poi lanciato la piattaforma Workspace One, che oltre a gestire gli endpoint e le applicazioni si occupa anche del controllo degli accessi.

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Pubblicato il: 15/11/2018

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