Retelit, infrastruttura e servizi in cloud

L’amministratore delegato Federico Protto racconta l’evoluzione dell’offerta che oggi associa connettività e servizi di data center

Autore: Piero Macrì

Se il core business di Retelit, come tradizione, rimane focalizzato sui servizi di connettività - la società dispone di una rete in fibra ottica proprietaria che si estende per oltre 9.000 chilometri e collega 9 reti metropolitane e 18 data center in tutta Italia – nuove opportunità si aprono sul fronte corporate. Questo comparto che vale oggi circa l’8% del fatturato complessivo è in progressiva ascesa, tanto è vero che l’amministratore delegato Federico Protto stima che a fine 2016, a fronte di un fatturato previsto di circa 45 – 46 milioni di euro, in crescita rispetto ai 42 milioni del 2015, si possa arrivare a una cifra vicina ai 5 milioni di euro, equivalente, quindi, al 10% del giro d’affari. 

Il vantaggio competitivo
Quali sono i punto di forza di Retelit? “Poter erogare servizi attraverso una infrastruttura proprietaria proponendo soluzioni end-to-end, di backup, disaster recovery e business continuity che prevedono connettività e asset di data center, dice Protto. E’ un approccio al mercato che viene premiato e che va oltre le nostre stesse aspettative”.

La leva per il nuovo business è sempre e comunque l’infrastruttura di rete. “I clienti sanno che siamo completamente indipendenti, un fattore differenziante, perché alla fine ci confrontiamo con competitor che offrono tutti connettività. Tendenzialmente operiamo in un mercato di sostituzione dove il prezzo rimane il fattore di leva principale. Nuovi contratti possono andare a sostituire qualcosa di cui il cliente già dispone, magari per migliorare quanto contrattualizzato negli anni passati con il precedente fornitore. Ecco allora che entra in gioco come valore aggiunto la disponibilità di fibra ad alta velocità e la capacità di erogare il tutto attraverso risorse proprietarie”. 

Colmare il business divide
Vi sono tuttora aree geografiche dove non è possibile avere connettività broadband, tipicamente quelle dei distretti industriali, che sono esterni alle aree urbane dove non esiste una concentrazione di offerta in grado di coprire esigenze di questo tipo. Un esempio, citato da Protto, è quello di Colnago che ha la propria sede a Colnago. “Ebbene, la connettività internet era basata sul rame di Telecom con collegamenti ponti radio di Eolo, una soluzione che ovviava alle problematiche di digital divide, ma che non era più sufficiente”, racconta l’AD di Retelit. “Una condizione, quella di Colnago, che coinvolge più aziende di quello che si possa ottimisticamente pensare. E’ possibile avere una connettività di 10, 20 mega, ma se si vogliono i 100 mega si deve necessariamente passare alla fibra, una connettività oggi essenziale se si vuole trarre vantaggio da tutte le opportunità che la rete ad alta velocità può offrire. Ecco, quindi, la loro decisione, di portare la fibra. Con un piccolo investimento realizziamo lo scavo che permette di agganciarsi al nostro backbone. Tutto questo per dire che Retelit è nella posizione di portare valore all’economia e i driver di crescita sono nei distretti industriali”.  

Un’offerta completa
Così come accaduto per Colnago, fibra e alta velocità rappresentano per Retelit un driver di upselling per i servizi di data center. “L’azienda ha infatti valutato e, infine deciso, di portare i propri server presso i nostri data center. Per loro è stata anche l’occasione di effettuare un replacement applicativo, dal database all’Erp optando per la soluzione in cloud. Se il cloud è diventato un un qualcosa che le grandi aziende fanno ormai di prassi, quanto meno per una serie di workload, per le medie aziende questo non è avvenuto in modo sostanziale. Eppure, verifichiamo di giorno in giorno che se vi sono i presupposti corretti le aziende sono più che disposte a valutare l’opzione di esternalizzazione integrale o parziale di risorse IT”.  

Partnership globale
“Grazie alla partnership con operatori internazionali siamo inoltre in grado di offrire ai clienti una connettività su aree geografiche di tutto il mondo. La stessa cosa avviene per loro: nel momento che hanno necessità di avere una connettività in Italia per loro clienti che operano su altri mercati noi siamo in grado di garantirla. E’ una sinergia che sviluppa una parte non irrilevante del nostro business. Altro trend che sta diventando interessante è portare la fibra alle torri di telefonia mobile. E’ quello che stiamo facendo insieme a Vodafone. Questo permette agli operatori di sostituire ponti radio per passare a una connettività in fibra stabilendo delle performance molto più avanzate. La logica di mercato dei tower operator non prevede infatti di intervenire sulla parte di connettività e questo è per noi una opportunità. Ma uguali opportunità derivano dalla capacità di essere interlocutori di riferimento per tutti coloro che hanno infrastrutture di data center e necessitano di connettività di qualità superiore”.

E’ quanto per esempio accaduto con Data4. Il gruppo ha, infatti, scelto Retelit per affrontare la sfida dell’alta capacità e rafforzare l'interconnessione del suo campus di Cornaredo al proprio ecosistema digitale nazionale ed. Inoltre, l’obiettivo di Data4 è estendere il collegamento del Campus fino alle porte del Mediterraneo, obiettivo che potrà essere garantito dalla partecipazione che Retelit vanta nel consorzio nel progetto internazionale AAE, progetto che ha l’obiettivo di costruire un sistema di cavo sottomarino ad alta capacità e bassa latenza fra l’area del Mediterraneo e Hong Kong, passando per Bari, quest’ultima già raggiunta dalla rete ultrabroadband di Retelit di cui il Campus DataA4 fa parte. 

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