In-Site realizzerà il data center del consorzio Open Hub Med

Il data center che verrà insediato nell'area palermitana consentirà di ospitare apparati tecnologici di operatori, OTT, imprese e P.A.

Autore: Redazione

In-Site, società di ingegneria integrata specializzata nella progettazione e realizzazione di infrastrutture tecnologiche complesse, è stata scelta dal consorzio Open Hub Med (OHM), iniziativa nata per offrire agli operatori di telecomunicazioni internazionali un modello multi-stakeholder per lo scambio del traffico internet nel bacino mediterraneo ed è stato fondato grazie all’impegno di nove soci fondatori: Eolo, Equinix Italia, Fastweb, Interoute, Italtel, MIX, SUPERNAP Italia, VueTel Italia e XMED. Il data center di OHM, sarà ospitato nell’area di ricerca di Italtel a Carini (Palermo), e consentirà l’alloggiamento di apparati tecnologici di operatori, OTT, imprese e pubblica amministrazione.


Secondo i player coinvolti nel pogetto, "Tramite i collegamenti tra il data center OHM di Carini e le altre stazioni di approdo dei cavi sottomarini in Sicilia e a Bari, nonché attraverso i percorsi in fibra con Milano, gli operatori d’oltremare potranno diversificare notevolmente le tratte su cui far viaggiare il proprio traffico, riducendo quelle sottomarine, a vantaggio di percorsi terrestri più sicuri e con tempi di latenza più bassi.

“E' un progetto ambizioso e moderno, afferma Pietro Matteo Foglio, CEO & Founder di In-Site, che porterà all’inizio di una vera e propria evoluzione nel mondo delle telecomunicazioni. Il consorzio Open Hub Med ha uno sguardo costantemente volto al futuro e rappresenta un fiore all’occhiello del nostro Paese”.

"I requisiti fondamentali richiesti per la progettazione del polo tecnologico di Carini sono stati due, racontatno in In-Site: in primo luogo, la necessità di pensare a una struttura scalabile nel tempo e modificabile per fasi successive; in seconda istanza, la volontà di realizzare una struttura fortemente caratterizzata dal criterio di massimo risparmio energetico. Grazie all’esperienza acquisita con gli anni in ambito data center e a una proposta tecnica presentata sulla base di importanti referenze, In-Site è riuscita ad aggiudicarsi il bando di gara, vincendo la competizione di grandi realtà europee del settore".

"Punto di forza dell’infrastruttura di Carini, spiega la società,  è la proposta di una soluzione tecnica di tipo idronico. I due refrigeratori d’acqua (o chillers) con condensazione ad aria garantiscono un elevato grado di ridondanza (2N). Dotati di pompe di circolazione e di serbatoi inerziali, i chillers assicurano semplicità di utilizzo ed economicità del processo, presentandosi come dei package plug&play, utili a ridurre la dispersione energetica e assicurare il miglior rendimento. La configurazione dell’impianto, inoltre, permetterà di rispettare i parametri di scalabilità, grazie all’utilizzo del Sistema UPS 2N+1: in questo contesto, dal punto di vista elettrico, da evidenziare il fatto che In-Site ha predisposto anche le basi strutturali per una potenziale configurazione Tier 4, la più elevata tra quelle conosciute oggi. Un aspetto fondamentale, infine, è il tema della sicurezza: grazie all’utilizzo di particolari dispositivi elettrici, infatti, verrà garantita la protezione da episodi di sovratensione. E nell’eventualità di un incendio, i cavi di energia a bassa emissione permetteranno di limitare al minimo i danni di carattere ambientale".

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