La terza edizione della ricerca globale evidenzia che la vera sfida si sposta dall'adozione all'integrazione strutturale, incoronando gli agenti IA come trend dell'anno e vedendo l'innovazione superare l'efficienza tra i driver aziendali.
Autore: Redazione ImpresaCity
Il panorama della trasformazione digitale globale registra una nuova, complessa fase di maturazione, in cui l'accelerazione degli investimenti in intelligenza artificiale si scontra con persistenti limiti organizzativi ed esecutivi. Secondo la terza edizione del report intitolato "What CTOs Think 2026: Scaling the Agentic Enterprise with Confidence", pubblicato da Akkodis - leader globale nella consulenza in ingegneria digitale e parte del Gruppo Adecco - la quota di Chief Technology Officer convinta che le proprie organizzazioni siano pronte a scalare l'IA è scesa al 48% a livello globale, evidenziando un calo ancora più marcato in Italia, dove si attesta appena al 30%. Basata sulle opinioni di 500 CTO in tutto il mondo, la ricerca presentata il 14 settembre 2026 mostra come il nodo centrale non sia più l'accesso alla tecnologia in sé, quanto la sua effettiva integrazione nei processi operativi e decisionali.
Tra i principali fattori di svolta del 2026 emerge con forza l'IA agentica, indicata dal 40% dei dirigenti a livello internazionale e dal 47% in Italia come il trend tecnologico di maggiore impatto sul business grazie alla sua capacità di pianificare e agire in autonomia. Tuttavia, il passaggio dalla sperimentazione alla scalabilità incontra barriere di natura organizzativa: solo il 44% dei CTO ritiene che i team di leadership comprendano appieno le potenzialità della tecnologia, mentre appena il 46% dispone di framework consolidati di governance responsabile e solo il 36% si dichiara soddisfatto della fiducia riposta dai dipendenti. A frenare ulteriormente i progetti concorrono la carenza di competenze interne (32%), l'incertezza sul ritorno degli investimenti (31%) e una limitata percezione dell'urgenza strategica (27%).
Nonostante queste complessità, lo scenario economico e strategico aziendale attraversa una transizione strutturale di grande rilievo. Per la prima volta, infatti, l'innovazione supera l'efficienza operativa come principale driver degli investimenti in digital transformation, spingendo le imprese a considerare la tecnologia non più come mero strumento di riduzione dei costi, ma come leva di crescita e differenziazione competitiva. Nel contesto italiano, in particolare, il miglioramento dei processi decisionali guida le priorità del 2026, affiancato dall'accelerazione del time-to-market e dall'ingresso della sostenibilità tra i pilastri strategici.
Sul fronte occupazionale, il report smentisce gli scenari di drastica contrazione: solo il 21% dei CTO segnala una riduzione della forza lavoro legata all'IA, mentre la metà evidenzia una profonda evoluzione delle competenze e delle attività quotidiane richieste alle persone. Come sottolineato da Luis Santiago Fernández del Valle, CEO di Akkodis Italia, Spagna e Portogallo, il successo dipenderà dalla capacità delle aziende di superare approcci frammentati, trasformando l'intelligenza artificiale da una serie di iniziative pilota a un pilastro strutturale di creazione di valore attraverso la combinazione sinergica di tecnologia, governance e capitale umano.