Economia italiana secondo trimestre: PIL a +0,2%, disoccupazione al 5,8% e inflazione al 3,2%

La Nota Istat di luglio-agosto evidenzia il proseguimento della fase espansiva spinta da consumi e investimenti, con la crescita acquisita 2026 allo 0,8%. Recupera la produzione industriale, mentre pesano i rincari energetici e l'incertezza geopolitica.

Autore: Redazione ImpresaCity

Nel secondo trimestre del 2026 l'Istat evidenza la ripresa economica italiana, con il Prodotto Interno Lordo (PIL) in aumento dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Il dato, sostenuto dal contributo dei consumi privati e degli investimenti, dà continuità alla fase di espansione avviata nel terzo trimestre del 2025 e porta la crescita acquisita per il 2026 allo 0,8%. L'evoluzione italiana si inserisce in un quadro globale in cui le differenze tra le grandi economie tendono ad attenuarsi: negli Stati Uniti l'attività rallenta pur mantenendo ritmi sostenuti grazie a consumi e investimenti in AI, l'area euro ritrova il segno positivo dopo un primo trimestre piatto, mentre la Cina registra una decelerazione. Sul panorama internazionale continuano tuttavia a gravare forti incertezze geopolitiche, in particolare per le ripercussioni del conflitto tra Stati Uniti e Iran sulle catene globali di approvvigionamento.

Nel comparto produttivo nazionale si osserva un'inversione di tendenza: dopo i cali registrati a maggio (-0,2%) e giugno (-1,1%), l'indice destagionalizzato della produzione industriale torna a crescere a luglio dello 0,7% su base congiunturale. Parallelamente, si registra una spinta rialzista sui prezzi spinta dal comparto energetico: le stime preliminari di agosto indicano che l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è salito al 3,2% su base annua (rispetto al 2,9% di luglio), mantenendosi in linea con la dinamica media dell'area euro (+3,3%).

Sul fronte del lavoro, a luglio il numero complessivo di occupati si attesta stabilmente a 24 milioni e 370mila unità. L'andamento mensile mostra un incremento tra gli uomini e nella fascia d'età 35-49 anni, a fronte di una contrazione tra le donne e nelle restanti classi d'età. Il tasso di disoccupazione scende al 5,8% (a fronte del 6,4% medio dell'eurozona).

Il focus Istat dedicato al quinquennio 2021-2026 evidenzia un profondo consolidamento strutturale del mercato del lavoro italiano: la crescita dell'occupazione ha interessato quasi tutte le fasce anagrafiche, con un picco marcato tra i 50-64enni (+7,8 punti percentuali) legato all'invecchiamento demografico e alle riforme previdenziali, mentre rimangono penalizzati i più giovani. A livello contrattuale, il quinquennio evidenzia un deciso aumento della stabilità occupazionale, con una crescita dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e una parallela riduzione dei contratti a termine.


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