A VMware Explore 2026 di Las Vegas, si rafforza la strategia Private AI Cloud, che unisce cloud privato e servizi AI in un’unica architettura, e spiccano le novità per la piattaforma VMware Cloud Foundation 9
Autore: Edoardo Bellocchi
Si è rinnovato anche quest’anno l’appuntamento a inizio settembre a Las Vegas con Broadcom per l’evento VMware Explore, tradizionalmente caratterizzato da numerosi annunci, tra i quali spiccano la nuova VMware AI Factory e le novità apportate a VMware Cloud Foundation 9 (VCF), la piattaforma di elezione per il cloud privato e l’intelligenza artificiale.
Iniziando da quest’ultima, Prashanth Shenoy, VP of Product Marketing della VMware Cloud Division di Broadcom, ha evidenziato che VCF 9 ha già superato le 3.000 implementazioni presso clienti e gestisce oltre 19 milioni di core allocati in ambienti di produzione, sottolineando che “si tratta di workload reali eseguiti in produzione su larga scala, in aziende di ogni dimensione nei settori finanziario, sanitario, manifatturiero, pubblico ed educational in tutte le principali aree geografiche”.
Tra le innovazioni di spicco vi è VMware AI Assistant, progettato per semplificare la gestione dell’infrastruttura cloud privata, che consente agli amministratori di identificare e risolvere problemi complessi, come degradi prestazionali o anomalie legate a CPU, memoria e storage, utilizzando un’interfaccia conversazionale. L’idea è quella di "rendere molto più semplice il troubleshooting cross-domain, eliminando la necessità di competenze specialistiche per individuare colli di bottiglia e problemi infrastrutturali”, ha spiegato Prashanth Shenoy, sottolineando che a supporto di questa visione, Broadcom ha introdotto anche strumenti di integrazione no-code che permettono di collegare l’assistente AI a sistemi di terze parti, offrendo una visibilità end-to-end dell’intera infrastruttura.
Di rilievo anche il rafforzamento della strategia Private AI Cloud, che unisce cloud privato e servizi AI in un’unica architettura, anche alla luce del fatto che sempre più aziende stanno riportando in ambienti on-premise e cloud privati i workload AI inizialmente sperimentati nel cloud pubblico, in ragione degli aspetti critici legati a costi, sicurezza, conformità normativa e sovranità dei dati. A questo scopo, la piattaforma integra infrastruttura, modelli AI, sicurezza e strumenti per lo sviluppo di agenti autonomi all’interno di un unico framework operativo, realizzando un approccio all’intelligenza artificiale più sicuro, scalabile e flessibile che porta il modello ai dati, anziché i dati al modello.
Basato sulle funzionalità software di Broadcom, VMware Private AI Cloud offre un percorso production-ready che consente di creare, eseguire e gestire in modo sicuro carichi di lavoro di inferenza, applicazioni agentiche e carichi di lavoro enterprise tradizionali, il tutto su un’unica piattaforma cloud privata. Offrendo un’ampia scelta di hardware, modelli e acceleratori, VMware Private AI Cloud consente alle aziende di scalare l’intelligenza artificiale in modo economicamente vantaggioso, operare in modo più sicuro e innovare rapidamente.
“VMware Private AI Cloud rappresenta il punto di svolta in cui il cloud privato enterprise e l’infrastruttura privata di intelligenza artificiale smettono di operare come discipline separate per diventare un tutt’uno, consentendo l’esecuzione di carichi di lavoro di inferenza in produzione e l’intelligenza artificiale agentica con la sovranità dei dati, la conformità normativa e la prevedibilità dei costi richieste dalle aziende”, ha sottolineato Ram Velaga, President, Infrastructure Software Group di Broadcom.
Sviluppando ulteriormente questa visione, Broadcom ha annunciato a Explore VMware AI Factory, la base software-defined di VMware Private AI Cloud che realizza una soluzione integrata che combina infrastruttura, acceleratori hardware, software AI e modelli prevalidati. “Le aziende vogliono eseguire l’AI dove risiedono i dati, invece di portare i dati verso il modello”, ha sottolineato Prashanth Shenoy, spiegando che “dato che costruire un’infrastruttura AI completa è un processo estremamente complesso e manuale, con AI Factory vogliamo eliminare questa complessità”.
Realizzata in collaborazione con numerosi partner dell’ecosistema, tra cui AMD, Cisco, Lenovo e Supermicro, VMware AI Factory offre un percorso semplificato verso l’implementazione dell’AI in produzione, grazie a nuove innovazioni in materia di automazione per l’implementazione di infrastrutture per l’AI e il supporto delle operazioni di Day 2. Con VMware AI Factory, spiegano in Broadcom, le aziende possono ridurre i tempi necessari per la prima implementazione di un modello e gestire meglio la tokenomics dell’AI.
Come ha sintetizzato Prashanth Shenoy, VMware AI Factory è “una soluzione validata costruita su VCF, che integra server OEM/ODM, servizi di Private AI e modelli erogati come servizio, ovvero model-as-a-Service, in un’unica soluzione testata e validata insieme ai partner dell’ecosistema: continueremo ad ampliare queste partnership e ad aggiungerne di nuove nel corso del tempo”.
Più in dettaglio, VMware AI Factory porta le applicazioni di intelligenza artificiale direttamente sui dati riservati delle aziende all’interno di un ambiente cloud privato e sicuro. Le funzionalità di automazione dell’infrastruttura di VCF consentono di ridurre il tempo necessario per passare dall’implementazione di un server bare metal alla messa in servizio del primo modello di AI da settimane a poche ore. VMware AI Factory semplifica la gestione dell’infrastruttura di AI automatizzando completamente il provisioning dell’hardware, l’abilitazione dello stack software e la gestione end-to-end del ciclo di vita. Integrando le operazioni hardware e software in un’unica soluzione automatizzata, le organizzazioni possono scalare rapidamente i carichi di lavoro di AI riducendo al minimo la complessità operativa.
Nell’ambito della VMware AI Factory, i servizi di private AI contribuiscono a rendere l’intelligenza artificiale operativa, gestibile ed economicamente vantaggiosa. VCF raggruppa e condivide le risorse GPU all’interno dell’organizzazione, consentendo ai team di eseguire più modelli su hardware condiviso anziché dedicare un’infrastruttura specifica a ciascun carico di lavoro. Una libreria di modelli unificata offre ai team IT e di data science un'unica interfaccia per la distribuzione e la gestione dei flussi di lavoro di inferenza dei modelli e RAG su VM, container e risorse GPU, con funzionalità integrate di osservabilità relative al throughput dei token, alla latenza e all'utilizzo di risorse di calcolo e memoria. Le aziende possono passare a nuovi modelli mantenendo bassi i costi grazie all'infrastruttura condivisa e ai modelli as-a-service gestiti.
Per semplificare ulteriormente l’implementazione di VCF AI Factory, Broadcom ha annunciato all’evento di Las Vegas una nuova partnership con MetalSoft, volta a fornire un’automazione integrata ed eterogenea a livello bare metal per VCF, in grado di ridurre i tempi di provisioning bare metal da settimane a minuti. L’integrazione consentirà al reparto IT di effettuare il provisioning o la riprogrammazione dei server fisici di diversi fornitori direttamente tramite la console di gestione VCF, unificando il ciclo di vita di software e hardware in un unico modello operativo ed eliminando la necessità di strumenti specifici dei fornitori per la gestione dell’hardware e del firmware.
Da notare anche, come accennato, che VMware AI Factory combina VMware Cloud Foundation con i VCF AI ReadyNodes certificati tra gli altri da Cisco, Dell Technologies e Lenovo, nonché con il software di intelligenza artificiale e le architetture di acceleratori più apprezzati dai clienti. Broadcom e AMD stanno collaborando per offrire una soluzione VMware AI Factory che abbini VCF alle GPU AMD Instinct e all’ecosistema software aperto AMD ROCm. Il provisioning zero-touch orchestrerà l’implementazione end-to-end dell’intero stack, da vSphere e vSAN fino a Kubernetes e all’operatore GPU AMD, mentre il driver AMD DVX consentirà di collegare le GPU a macchine virtuali di grandi dimensioni utilizzate da un cluster VMware vSphere Kubernetes Service.
Infine, tra gli altri elementi di rilievo all’evento Explore di Las Vegas non è mancato un focus sulla sicurezza, tema come noto sempre più di attualità alla luce del fatto che l’avvento dell’AI generativa ha accelerando velocità, volume e varietà degli attacchi informatici, come ha ricordato Prashanth Shenoy: “gli attaccanti oggi operano in ore, non più in settimane o mesi, e il tempo tra l’accesso iniziale e il movimento laterale può essere inferiore a cinque minuti”.
Per rispondere a queste nuove minacce, Broadcom ha presentato tra le altre cose il programma Frontier AI Security Readiness, articolato in quattro fasi: valutazione del rischio e identificazione delle vulnerabilità; progettazione di architetture intrinsecamente sicure; implementazione di processi di monitoraggio, remediation e patching; e infine formazione e certificazione delle persone. Tra le iniziative, spicca una nuova certificazione professionale dedicata agli amministratori VMware, denominata VMware AI Resilient Infrastructure Expert.