Veeam: la ‘crisi degli agenti shadow’ AI mette sotto pressione le aziende

Secondo una ricerca, il 70% delle organizzazioni dell’area Emea ammette che i workflow di AI interagiscono con dati sensibili senza una supervisione completa, e la mancanza di governance e di fiducia nei dati crea problemi

Autore: Redazione ImpresaCity

Una ricerca di Veeam Software rivela una crescente “crisi degli agenti shadow” nelle aziende Emea. In base ai risultati, le aziende stanno affrontando il problema dell’AI non gestita su due fronti: su quello della sicurezza dei dati, il 70% ammette che i workflow automatizzati di AI interagiscono con dati aziendali sensibili senza una supervisione completa, mentre su quello della governance, l’IT sta perdendo il controllo: il 67% riferisce che i dipendenti stanno creando workflow autonomi di AI che l’IT non è in grado di monitorare completamente.

La sfida oggi è quindi di garantire che i dati alla base degli agenti di AI rimangano affidabili, sicuri e resilienti. Senza un’adeguata governance, visibilità e protezione, le aziende rischiano di esporre informazioni sensibili, aumentare i rischi di non conformità e indebolire le fondamenta di dati affidabili necessarie per adottare l’AI in modo sicuro e con fiducia su larga scala. La crescente pressione normativa e l’attenzione alla “responsabilità aziendale” stanno inoltre portando la governance dell’AI fuori dal back office tecnico per approdare nelle sale dei consigli di amministrazione. Quasi un terzo delle aziende (32%) afferma che questa pressione sta già creando tensioni o conflitti tra i manager.


La governance dell’AI

Con l’introduzione, in tutta l’area Emea, di responsabilità legali personali a carico dei dirigenti C-level per la resilienza informatica e la conformità normativa, gli obblighi di compliance stanno diventando sempre più complessi e i senior leader sono sottoposti a una pressione crescente. La ricerca, condotta su 1.000 decision-maker in ambito IT, dati e sicurezza nell’area Emea, ha rilevato che il 58% delle aziende intervistate è ora soggetto a nuove normative in materia di responsabilità aziendale. È preoccupante, tuttavia, che il 12% degli intervistati, ovvero uno su dieci, abbia dichiarato che le responsabilità individuali specifiche sono condivise e non chiaramente definite.

Questo aumento delle responsabilità sta avendo un impatto evidente sui team di management: il 40% è preoccupato per la propria responsabilità personale o per le possibili conseguenze; il 39% segnala un maggiore controllo da parte del consiglio di amministrazione; il 37% afferma che ciò ha aumentato lo stress o l’ansia personali; e indfne il 32% dichiara che ha creato tensioni o conflitti con altri dirigenti.

Tuttavia, la ricerca evidenzia anche un’evoluzione positiva: il 45% afferma che l’aumento della responsabilità ha migliorato l’allineamento e la focalizzazione a livello dirigenziale.

Gli “agenti shadow”

I risultati evidenziano un approccio frammentato alla governance dell’AI nell’area EMEA. La Germania deve affrontare sfide particolarmente significative: l’81% dei leader ammette che i workflow automatizzati interagiscono con dati sensibili senza supervisione, mentre il 79% riferisce che i dipendenti stanno creando “workflow shadow” che i team IT non sono in grado di monitorare.

Anche il Regno Unito deve affrontare sfide simili: il 75% delle organizzazioni afferma di non disporre di una supervisione adeguata sugli agenti di AI che interagiscono con dati sensibili.

Tutto questo avviene nonostante gli ingenti investimenti in ambienti di AI più controllati. In tutta l’EMEA, il 41% delle organizzazioni sta sviluppando propri modelli di AI locali o sovrani specificamente per contrastare la Shadow AI. Quasi la metà (49%) sta adottando un approccio ibrido, utilizzando una combinazione di modelli locali e sovrani per i dati sensibili e modelli globali per le attività generiche.

Le organizzazioni dell’area MEA, ovvero Medio Oriente e Africa, rappresentano un’eccezione, con il 41% che si affida esclusivamente a provider globali di AI per tutti i casi d’uso. Questo dato suggerisce che il quadro normativo dell’UE sta avendo un impatto significativo sulla governance dell’AI nelle aziende dell’area Emea.

Il gap di fiducia

A questa pressione si aggiunge l’EU AI Act. Il Regolamento ha già iniziato a entrare in vigore e ulteriori scadenze per la conformità saranno introdotte progressivamente fino al 2028.

La ricerca ha rivelato che, sebbene la stragrande maggioranza (83%) dei leader ritenga che il Regolamento avrà un impatto positivo sulle organizzazioni e sul contesto più ampio, il 62% ritiene che le “ambiguità o aree grigie” possano creare rischi di non conformità, mentre un ulteriore 63% teme che possano introdurre rischi operativi o legali imprevisti. Regno Unito e Germania mostrano una particolare preoccupazione su questo fronte: rispettivamente il 74,4% e il 73,6% considerano le ambiguità un rischio per la conformità.

Tim Pfaelzer di VeeamFonte: immagine fornita da agenzia

Mai come oggi i manager si sono trovati a dover affrontare così tante questioni legate alla governance dei dati e alle normative sulla resilienza informatica. Sebbene l’aumento dello stress e delle tensioni sia del tutto comprensibile, se il risultato è un maggiore allineamento a livello del consiglio di amministrazione, l’organizzazione sarà molto più preparata a garantire affidabilità alla governance dei propri dati e dell’AI nell’era dell’AI agentica. Un maggiore allineamento si traduce, in ultima analisi, in una migliore governance dei dati, maggiore visibilità e una protezione più efficace in tutta l’organizzazione. Le aziende Emea stanno ancora cercando di definire il proprio approccio alla governance nella nuova era dell’AI agentica, tuttavia, i dati mostrano che il settore sta affrontando il tema della fiducia nell’AI dal punto di vista sbagliato. Cercare di controllare migliaia di agenti autonomi uno per uno semplicemente non è un approccio scalabile. Per rendere l’AI sicura a livello aziendale, le organizzazioni devono proteggere, governare e comprendere i dati da cui questi agenti dipendono”, commenta Tim Pfaelzer, General Manager e Senior Vice President per l’area Emea di Veeam.


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