Oltre tre imprese su quattro registrano fatturati stabili o in crescita, mentre l'88% punta con fiducia sui mercati esteri per il biennio 2026-2027, trasformando le sfide globali in opportunità di innovazione.
Autore: Redazione ImpresaCity
Tra incertezza internazionale e la spinta verso una profonda trasformazione digitale ed energetica, la manifattura italiana dimostra una solida capacità di reazione. È quanto emerge dall’ultima rilevazione dell’Osservatorio MECSPE relativa al primo quadrimestre del 2026, in vista della prossima edizione della fiera di riferimento in programma a BolognaFiere dal 3 al 5 marzo 2027. Con un settore che nel 2026 raggiungerà un valore complessivo di 1.168 miliardi di euro e prospettive di crescita annua dell’1% a prezzi costanti per il periodo 2027-2030, il tessuto industriale nazionale conferma un cauto ma diffuso ottimismo, fondato sulla concretezza dei risultati aziendali e sulla capacità di adattamento strategico.
Il quadro economico tracciato dall'indagine evidenzia che quasi due terzi delle imprese, pari al 63%, risultano perfettamente in linea con gli obiettivi fissati per l'anno in corso, mentre oltre tre aziende su quattro hanno archiviato i primi quattro mesi del 2026 con un fatturato stabile o in crescita rispetto al medesimo periodo del 2025. Nonostante le criticità globali - tra cui spiccano l'instabilità internazionale indicata dal 48% dei rispondenti, l'andamento generale dei mercati al 41% e il rincaro delle materie prime al 40% - l'85% degli imprenditori affronta il biennio 2026-2027 con un livello di fiducia almeno moderato, di cui il 22% con aspettative elevate.
Per mantenere la competitività, le aziende stanno accelerando sugli investimenti tecnologici e strategici. Tra le priorità indicate per i prossimi anni figurano l'automazione e la robotica per l'efficienza produttiva al 34%, la digitalizzazione dei processi al 33% e la produzione su misura al 31%. Parallelamente, le pressioni sui costi energetici - previste in aumento da oltre otto imprese su dieci ma giudicate gestibili dal 57% di esse - stanno stimolando una transizione ecologica concreta: il 42% delle aziende ha infatti pianificato investimenti mirati nelle energie rinnovabili e nell'efficienza energetica per ridurre l'esposizione alla volatilità dei mercati.
Segnali di forte vitalità arrivano anche dal fronte internazionale, dove l'88% delle imprese guarda all'export con prospettive positive o stabili per il biennio 2026-2027. Per consolidare la propria presenza globale, il 33% degli esportatori punta a rafforzare i mercati già presidiati, il 32% esplora nuove geografie per diversificare il rischio e oltre la metà si dichiara poco o del tutto non preoccupata dall'impatto dei dazi. Attraverso una gestione flessibile delle catene di fornitura e una strategia incentrata su innovazione e sostenibilità, la manifattura italiana conferma così di saper trasformare le turbolenze globali in un volano per la crescita futura.