Un'analisi del Centro studi di Unimpresa evidenzia come quasi un accertamento su due colpisca le piccole e medie imprese, concentrando circa due terzi delle somme contestate a fronte di una riscossione effettiva che si ferma al 17,3%.
Autore: Redazione ImpresaCity
Nel 2024 il sistema degli accertamenti fiscali in Italia ha fatto registrare un totale di 189.578 controlli ordinari, segnando un incremento dell’8% rispetto all'anno precedente ma rimanendo ancora distante dai livelli pre-pandemici. Secondo un’analisi condotta dal Centro studi di Unimpresa, a subire l’impatto maggiore sono state le piccole e medie imprese (PMI), che hanno concentrato 81.027 verifiche, pari al 42,7% del totale nazionale.
A questo segmento produttivo sono state contestate maggiori imposte per 9,098 miliardi di euro, un valore che rappresenta quasi i due terzi (64%) dei 14,225 miliardi di euro complessivamente accertati dall’amministrazione finanziaria. Analizzando la spaccatura interna, le piccole imprese hanno ricevuto 73.056 controlli con 5,115 miliardi contestati (circa 70.000 euro in media per posizione), mentre le medie imprese, pur a fronte di un numero più contenuto di verifiche pari a 7.971, hanno registrato 3,983 miliardi di euro di maggiori imposte contestate, con un valore medio che sale a circa 500.000 euro per controllo.
Per fare un confronto con le altre categorie, i grandi contribuenti sono stati interessati da appena 1.677 accertamenti (lo 0,9% del totale), che hanno tuttavia generato 3,181 miliardi di euro di imposte contestate, con una media vicina a 1,9 milioni di euro per singola verifica. Ai professionisti sono stati rivolti 19.845 controlli per 329 milioni di euro, mentre gli enti non commerciali hanno ricevuto 3.292 verifiche per 163 milioni. Particolarmente debole si conferma l'efficacia degli accertamenti sintetici Irpef, che a fronte di 799 controlli e 16 milioni contestati hanno prodotto incassi effettivi inferiori a 600.000 euro.
Il nodo centrale sollevato dall'indagine riguarda la forte distanza tra somme accertate e riscossione effettiva. A fronte dei 14,225 miliardi di euro complessivamente richiesti dal fisco nel corso del 2024, gli incassi reali si sono fermati a 2,458 miliardi di euro, pari ad appena il 17,3%, lasciando oltre quattro quinti delle contestazioni senza effetti immediati sulle entrate erariali.
Commentando i dati, il rappresentante di Unimpresa Giuseppe Spadafora ha sottolineato come la lotta all’evasione sia assolutamente indispensabile ma non debba trasformarsi in una pressione sproporzionata sulle attività più piccole, ribadendo la necessità di controlli selettivi, un contraddittorio preventivo e una maggiore certezza delle regole per tutelare il tessuto produttivo del Paese.