HWG Sababa entra tra i Major Player IDC nell'MDR mondiale

HWG Sababa è l'unica azienda italiana valutata Major Player da IDC nell'MDR per il midmarket, grazie all’HyperSOC, a specializzazione OT, e a una presenza in oltre 20 Paesi.

Autore: Redazione ImpresaCity

HWG Sababa è l'unica azienda italiana fra le 20 inserite nel quadrante Major Player dell'IDC MarketScape: Worldwide MDR Service for Midmarket 2026 Vendor Assessment, il punto di riferimento internazionale per la valutazione dei principali fornitori mondiali di servizi gestiti di rilevamento e risposta.

IDC sottolinea che il posizionamento di HWG Sababa è motivato dalla combinazione offerta di competenze specialistiche, esperienza pluriennale nella gestione dei Security Operations Center e sviluppo di tecnologie proprietarie. Non è un giudizio scontato per un gruppo relativamente giovane, nato nel 2023 dalla fusione tra HWG, con un solido background nella gestione dei SOC, e Sababa Security, specializzata in soluzioni integrate di cybersecurity, con una verticalità marcata su industria e automotive. Il risultato è stato una complementarità che ha consentito la specializzazione OT del gruppo e che IDC ha riconosciuto come elemento distintivo dell'offerta. Il report, infatti, cita esplicitamente organizzazioni con "una profonda competenza settoriale e capacità specializzate di rilevamento e risposta OT" attive in infrastrutture critiche, energia, difesa e industria, nei mercati europei e mediorientali.

"Riteniamo che essere riconosciuti come Major Player nell'IDC MarketScape 2026 rappresenti un importante risultato del percorso di crescita che abbiamo intrapreso", ha commentato Alessio Aceti, CEO di HWG Sababa, che ha indicato in automazione, intelligenza artificiale e sicurezza degli ambienti industriali le direzioni su cui l'azienda continuerà a investire.

L'azienda ha l’headquarter a Verona, ma è una realtà internazionale che serve clienti in oltre 20 Paesi e impiega oltre 260 professionisti distribuiti in oltre 10 città, fra cui Milano, Roma, Madrid, Vilnius, Tashkent e Dubai, grazie a una strategia di crescita per acquisizioni costruita sulla prossimità geografica ai clienti. Anche per questo motivo IDC ha posizionato HWG Sababa al pari di fornitori con alle spalle anni di presenza internazionale.

Il contesto e il merito della valutazione

Il mercato italiano della cybersecurity ha raggiunto 2,78 miliardi di euro nel 2025, con un +12% anno su anno e un'espansione trainata soprattutto dalla pubblica amministrazione e dai settori verticali Finance e Logistica. Buona parte di questa spesa aggiuntiva è destinata ai servizi gestiti, ossia a partner esterni a cui affidare in parte o in toto il presidio della cybersecurity. Questo spiega perché, a livello globale, i servizi MDR sono tra i segmenti con la più rapida crescita,  con proiezioni che stimano un tasso di crescita annuo composto superiore al 15% da qui alla fine del decennio.

L’offerta MDR è molto ricca, tuttavia, poche aziende hanno realmente assunto e formato un team interno capace di monitorare le minacce 24 ore su 24, che è il principale vuoto che i servizi gestiti come l'MDR sono chiamati a colmare. Ancora più rare sono le realtà in grado di supplire alla richiesta in continuo aumento di monitorare una superficie che include sia ambienti IT che OT. In questo frangente, ci sono settori più maturi e altri in cui il percorso è ancora in evoluzione: nell’Energy & Utilities e nelle altre infrastrutture critiche l’attenzione alla cybersecurityè generalmente elevata, anche per effetto dei requisiti normativi, mentre nel Manufacturing il livello di maturità rimane più eterogeneo. Per aiutare le imprese a orientarsi in questo mare magnum di fornitori, IDC ha implementato un modello che valuta le aziende per capacità e strategia. Più nel dettaglio, la capacità (sull’asse dell’ordinata) quantifica le prestazioni in termini di prodotto, strategia di commercializzazione ed esecuzione aziendale nel breve periodo. La strategia (sull’asse dell’ascissa), invece, valuta se e quanto l'offerta può soddisfare le esigenze dei clienti su un orizzonte temporale di 3-5 anni. La dimensione dei punti rappresenta la quota di mercato di ciascun fornitore.

Essere presenti nell'area Major Players significa dimostrare solidità su entrambi gli assi, che è appunto un livello riservato a una manciata di fornitori in tutto il mondo. È importante notare che il report si concentra sul segmento midmarket a livello globale, ossia sulle organizzazioni fino a 2.000 dipendenti, che fanno crescere più velocemente la domanda di servizi MDR perché hanno minore probabilità di potersi permettere una struttura di sicurezza interna comparabile a quella di una enterprise, ma gestiscono dati e processi altrettanto critici che devono essere protetti.

Un’offerta di primo livello

L’offerta HWG Sababa per il segmento di riferimento fa perno su HyperSOC, il modello di managed security per le operations continue, che supera il concetto tradizionale di Security Operations Center grazie all’integrazione di hyperautomation e intelligenza artificiale per coprire ambienti IT, OT, IoT, cloud e ibridi. Il motore alla base è Pulse, la piattaforma proprietaria che raccoglie oltre quindici anni di casi d'uso, playbook e regole di rilevamento validate sul campo, e che di fatto permette servizi su misura per gli ambienti dei singoli clienti. HWG Sababa sta ora ampliando le potenzialità di HyperSOC mediante il modulo aggiuntivo Risk Operation Center, che sposta parte del lavoro dal rilevamento degli incidenti alla gestione preventiva del rischio, riflettendo la tendenza più ampia del settore verso approcci risk-based.

Come accennato, HyperSOC rappresenta il salto rispetto al SOC tradizionale e rispetto a quest’ultimo offre scalabilità su ambienti diversi (IT, OT, IoT, cloud), senza intaccare la personalizzazione richiesta dai singoli clienti. Il suo valore aggiunto è Pulse, la piattaforma alla sua base che raccoglie playbook e regole di rilevamento: è la memoria operativa dell'azienda, che colleziona tutti i casi trattati nel tempo, e che vengono convertiti in azioni automatizzate e riutilizzabili, così da aumentare l’efficienza e ridurre i tempi di risposta. Il Risk Operation Center sposta a monte parte del lavoro del SOC, mediante la conversione dei dati raccolti da Pulse in indicatori di rischio da monitorare, prima che possano tradursi in incidenti.


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