Tra attacchi automatizzati sempre più sofisticati e la risposta strategica dei vendor di sicurezza, la sfida passa per l'integrazione nativa e la governance responsabile dell'intelligenza artificiale.
Autore: Redazione ImpresaCity
L'intelligenza artificiale si è ormai affermata con forza nel settore della sicurezza informatica aziendale. Mentre i provider di soluzioni la utilizzano per accelerare il rilevamento e contrastare attacchi rapidi, i criminali informatici sfruttano la stessa tecnologia per sferrare attacchi automatizzati di phishing e malware. . Secondo i dati di Kaspersky, il 43% delle aziende ritiene che gli hacker stiano utilizzando metodi basati sull'IA per aumentare la propria efficacia, mentre il 21% pensa che i cybercriminali siano in vantaggio nella corsa agli armamenti tecnologici. Questa simmetria rappresenta la sfida principale per i responsabili della sicurezza, costretti a bilanciare l'innovazione offensiva con una protezione avanzata.
L'adozione dell'intelligenza artificiale da parte dei criminali informatici è sistematica e interessa l'intera catena di attacco. Campagne come RevengeHotels in America Latina hanno integrato codice generato dall'IA per produrre contenuti di phishing più convincenti e payload elusivi, mentre nel settore finanziario l'IA è diventata un fattore chiave per frodi mirate e manipolazioni del mercato. Anche il settore dell'intrattenimento affronta rischi emergenti legati a deepfake e frodi sui contenuti. Il denominatore comune di questi scenari è la velocità e la portata, che eliminano i colli di bottiglia manuali riducendo drasticamente il tempo tra la ricognizione e la compromissione.
Per contrastare queste minacce, il settore della sicurezza ha risposto integrando l'intelligenza artificiale in tutte le fasi del ciclo di vita di rilevamento e risposta. Soluzioni avanzate come la famiglia di prodotti Kaspersky Next Expert utilizzano regole di correlazione comportamentale, valutazione continua del rischio, sintesi degli incidenti e assistenti intelligenti per spiegare le catene di attacco in linguaggio semplice, riducendo il carico di lavoro cognitivo degli analisti nei centri operativi. Tuttavia, l'implementazione dell'IA nelle infrastrutture aziendali presenta sfide significative, tra cui la qualità dei dati e la copertura telemetrica, la complessità di integrazione, il divario di competenze e la necessità di una governance responsabile in linea con il quadro normativo europeo come l'AI Pact.
Per ottenere un reale vantaggio operativo senza aumentare la complessità, le aziende devono adottare misure concrete fondate sull'integrazione strategica. È fondamentale consolidare i dati di telemetria in un'unica piattaforma prima di introdurre l'IA, valutare gli strumenti in base all'effettivo risparmio di tempo per gli analisti nei flussi di lavoro quotidiani e privilegiare piattaforme in cui l'intelligenza artificiale sia integrata fin dall'inizio. Solo attraverso un approccio graduale, standard interni di governance e l'uso di piattaforme unificate le organizzazioni potranno trasformare l'intelligenza artificiale in un pilastro fondamentale della propria resilienza cibernetica.