Integrato direttamente nei dispositivi fisici e virtuali già in uso, il nuovo sistema colma il punto cieco dell'intelligenza artificiale nel web offrendo visibilità e controllo senza richiedere nuove infrastrutture.
Autore: Redazione ImpresaCity
Il panorama della cybersecurity compie un passo decisivo verso l'innovazione con l'annuncio da parte di Check Point Software Technologies del nuovo AI Network Firewall, rilasciato all'interno della versione R82.20 del software aziendale. L'avvento dell'intelligenza artificiale ha introdotto una classe completamente inedita di traffico di rete, fatta di prompt, azioni autonome degli agenti e flussi di dati sensibili che i firewall tradizionali non sono strutturati per intercettare o proteggere. Per rispondere a questa urgenza, la soluzione di Check Point trasforma i dispositivi di sicurezza già operativi nelle aziende in strumenti di protezione basati sull'intelligenza artificiale, estendendo la difesa a filiali, data center e ambienti cloud e multi-cloud senza la necessità di implementare nuove infrastrutture o di riprogettare l'architettura esistente.
La necessità di un intervento tempestivo è confermata dai dati allarmanti emersi dall'ultimo AI Security Report 2026 di Check Point Research, secondo cui una percentuale compresa tra l'ottantasette e il novantatré percento delle organizzazioni subisce regolarmente interazioni ad alto rischio con l'intelligenza artificiale generativa ogni mese, con un raddoppio in appena un anno dei prompt contenenti dati personali o aziendali sensibili. A fronte di un'adozione tecnologica che supera la capacità di governance delle imprese, il nuovo AI Network Firewall agisce direttamente nel flusso di elaborazione dei dati per coprire tre ambiti critici. Sul fronte dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale da parte dei dipendenti, la tecnologia individua applicazioni e strumenti ombra o autorizzati, bloccando la fuga di informazioni riservate. Un secondo ambito riguarda il controllo dei Model Context Protocol (MCP), garantendo visibilità sui server utilizzati e bloccando le vulnerabilità riscontrate in una vasta fetta di infrastrutture esaminate. Infine, la protezione si estende alle applicazioni IA e ai Large Language Models, prevenendo attacchi come l'iniezione di prompt malevoli direttamente inline e senza rallentare i software esistenti.
Inserito all'interno dell'architettura unificata dell'AI Defense Plane, il sistema consente di estendere la protezione a endpoint, assistenti di programmazione, API e agenti SaaS, garantendo una governance coerente in ogni contesto operativo. La gestione centralizzata viene inoltre estesa anche a Check Point SASE e SD-WAN, permettendo ai team di sicurezza di amministrare firewall on-premise, cloud e nativi attraverso un'unica console unificata. Questa integrazione nativa e aperta elimina la frammentazione operativa e riduce la proliferazione di strumenti isolati, offrendo alle organizzazioni la possibilità di abbracciare l'intelligenza artificiale in modo sicuro, rapido e conforme ai più elevati standard normativi.