Le evidenze di una analisi di BCS Consultancy: senza energia e infrastrutture adeguate rallenta la crescita dell’AI. Il report “Data Centre Truths – Summer 2026” di BCS Consultancy evidenzia un cambio di paradigma per gli investitori: sono disponibilità di potenza elettrica e fattibilità reale dei progetti a dettare oggi le regole del mercato, non più la semplice domanda di spazi
Autore: Redazione ImpresaCity
La disponibilità di energia elettrica e la concreta fattibilità dei progetti stanno diventando i fattori determinanti per lo sviluppo dei Data Center, superando la semplice domanda di capacità. È quanto emerge dal nuovo report Data Centre Truths – Summer 2026 di BCS Consultancy (BCS), società di consulenza globale specializzata nel settore dei Data Center.
L’indagine, basata sulle indicazioni di oltre 3.000 esperti, evidenzia come il boom dell’Intelligenza Artificiale stia spingendo la domanda di capacità in Europa a livelli record. I trend rilevati a livello continentale rappresentano però anche un segnale per il mercato italiano e, in particolare, per l’area di Milano, considerata un hub strategico per il Sud Europa. Secondo lo studio, il mercato sta vivendo un cambio di paradigma: una domanda elevata non è più sufficiente a garantire il successo di un progetto. A fare la differenza è oggi la capacità di portarlo realmente a compimento, la cosiddetta deliverability.
Nel contesto italiano, caratterizzato da iter autorizzativi complessi e da importanti sfide infrastrutturali, gli investitori risultano sempre più selettivi. Prima di avviare nuovi cantieri vengono richieste garanzie molto più solide rispetto al passato. Non a caso, il 42% degli sviluppatori dichiara di pretendere un tasso di pre-locazione (pre-letting) pari almeno al 75%, contro il 12% registrato appena sei mesi fa.
Il report individua quattro dinamiche chiave che stanno influenzando lo sviluppo del settore.
L’energia vince sulla posizione geografica - La prima riguarda il ruolo dell’energia, ormai più importante della posizione geografica nella scelta di un sito. Per il 91% degli intervistati, l’accesso alla rete elettrica rientra tra i due criteri principali per selezionare una location. In Italia, dove gli allacciamenti richiedono un coordinamento complesso con i gestori nazionali, i terreni privi di una fornitura energetica garantita stanno rapidamente perdendo valore, mentre gli investimenti si concentrano esclusivamente sui progetti che offrono un percorso credibile verso l’elettrificazione.
L’Intelligenza Artificiale si scontra con la realtà fisica - Il secondo elemento evidenzia come la crescita dell’Intelligenza Artificiale si scontri con i limiti delle infrastrutture esistenti. Sebbene il 78% degli operatori segnali un forte incremento della domanda legata alle applicazioni AI, il 90% ritiene che la scalabilità sia frenata dalla carenza di capacità energetica e di sistemi di raffreddamento adeguati. Il passaggio a densità superiori ai 15 kW per rack richiede infatti caratteristiche tecniche che molte strutture di precedente generazione non sono in grado di supportare.
Acqua e sostenibilità come “licenza di operare” - Il terzo tema riguarda acqua e sostenibilità, destinate a diventare una vera e propria "licenza di operare". Nel bacino del Mediterraneo l’impatto climatico assume un’importanza crescente e il 77% degli esperti prevede un aumento dei consumi idrici dei Data Center nei prossimi tre anni. A questo si aggiunge una percezione pubblica spesso distorta: oltre il 90% degli intervistati ritiene che l’impatto ambientale del settore sia sostanzialmente frainteso dai cittadini. Di conseguenza, la sostenibilità non rappresenta più soltanto un obbligo di rendicontazione, ma un fattore determinante per ottenere le autorizzazioni necessarie alla realizzazione di nuovi impianti.
L’emergenza talenti frena i cantieri - Infine, il report richiama l’attenzione sulla crescente carenza di personale qualificato. Per la prima volta, il 100% degli intervistati prevede una riduzione della disponibilità di competenze specialistiche nei prossimi dodici mesi, mentre la domanda continua ad aumentare. A questa criticità si aggiunge la persistente volatilità della catena di approvvigionamento, indicata dal 91% del campione, con inevitabili effetti sui tempi di realizzazione dei progetti e sui costi di costruzione.
"L’appetito per l’Intelligenza Artificiale impone all’Italia un severo esame di realtà", commenta Luca D’Alleva, Regional Director Southern Europe di BCS Consultancy. "Nel nostro Paese, e in hub strategici come Milano, il Data Center non è più un semplice asset immobiliare, ma un’infrastruttura energetica a tutti gli effetti. Oggi un terreno senza un accesso garantito alla rete o privo di un piano di sostenibilità idrica semplicemente non è investibile. Il vero vantaggio competitivo non è più trovare la domanda, ma garantire la 'messa a terra'. Per avere successo dobbiamo governare la complessità, allineando fin dal primo giorno la pianificazione energetica, i complessi iter autorizzativi e il dialogo con il territorio".
Il report Data Centre Truths – Summer 2026 si basa sulle risposte di oltre 3.000 decisori del settore, tra cui investitori, sviluppatori, operatori di colocation e utenti aziendali distribuiti in 41 Paesi, e rappresenta una delle analisi più complete dedicate al mercato europeo dei Data Center.