I ruoli più esposti all’AI sono quelli legati a sviluppo, automazione e testing, quelli con le retribuzioni più alte sono Change Manager, AI Engineer e Solutions Architect: i dati del Talent Tech Explorer di Hays
Autore: Redazione ImpresaCity
Nel mondo del lavoro “tech” in Italia, i ruoli più esposti alla trasformazione guidata dall’intelligenza artificiale (AI) sono quelli legati a sviluppo, automazione e testing, tra cui AI Engineer, RPA Engineer e Test Analyst. La retribuzione media dei professionisti IT nel nostro paese si conferma nettamente inferiore a quelle di Regno Unito (38% in meno), Germania (37% in meno), e Francia (23% in meno), mentre la disponibilità sul mercato è ampia per profili come Project Manager, Software Developer e Data Analyst, e molto più ristretta per profili più specialistici come DevOps, RPA Engineer e Cloud Engineer.
Queste le principali tesi di un recente rapporto della società di ricerca del personale Hays, basato sul suo “Tech Talent Explorer”, un portale interattivo che analizza i dati di 10mila professionisti tech di 34 Paesi, permettendo tra l’altro di confrontare retribuzioni e capire quali sono le competenze più richieste dal mercato
Più in dettaglio, spiega il report di Hays, in Italia per ora quella dell’AI non è una trasformazione tale da far scomparire alcune figure, ma un’evoluzione progressiva delle attività e delle competenze richieste.
Secondo i feedback dei professionisti IT, i ruoli come Network Engineer, Change Manager e Project Manager sembrano oggi meno interessati dalla trasformazione legata all’IA, mentre l’impatto cresce per profili più legati a sviluppo, automazione e testing, come AI Engineer, RPA Engineer e Test Analyst, che registrano il livello più alto di esposizione tra i ruoli analizzati.
I profili più esposti sono quindi quelli in cui una parte delle attività può essere progressivamente supportata dall’automazione, soprattutto nei processi più operativi, ripetitivi o standardizzabili. Questo però, sottolinea il report, non comporta perdite di centralità delle persone, perché restano essenziali competenze come supervisione, progettazione, problem solving, controllo qualità e capacità di integrare le soluzioni tecnologiche nei processi aziendali.
La trasformazione guidata dall’AI quindi secondo Hays non riduce il valore dei professionisti tech, ma ne ridefinisce il ruolo: accanto all’expertise tecnica diventano sempre più importanti capacità decisionale, visione strategica, comprensione del business e gestione del cambiamento.
Nel confronto con alcuni dei principali mercati europei, considerando la media delle fasce salariali dei 20 ruoli tech analizzati, l’Italia registra una retribuzione media di 41.590 euro, ovvero il 38% in meno del Regno Unito (media 67.350 euro), del 37% rispetto alla Germania (66.100 euro), del 23% rispetto alla Francia (54.300 euro). L’Italia si rivela indietro anche rispetto alla Spagna (media 48.300 euro), e avanti rispetto al Portogallo (38.050 euro).
In questo scenario, il Change Manager è il ruolo italiano meglio posizionato nel confronto internazionale, con retribuzione media 72.270 euro, e massimi che sfiorano gli 85mila euro. Un dato, rimarca il report, che conferma il valore crescente delle competenze legate alla gestione del cambiamento, alla trasformazione organizzativa e all’adozione di nuove tecnologie.
Tra gli altri ruoli con le retribuzioni medie più elevate in Italia figurano anche gli AI Engineer, con 51.910 euro, i Solutions Architect (47.915 euro), i Project Manager (47.420 euro), e i Security Engineer (46.920 euro).
I dati di Hays inoltre mostrano che in Italia la disponibilità di talenti si concentra soprattutto sulle figure più richieste, come i Project Manager, che rappresentano circa il 9,7% dei profili disponibili, seguiti dai Software Developer con il 9,6%, dai Data Analyst con l’8,5% e dai Business Analyst con l’8,2%.
Al contrario, le figure più specialistiche e verticali risultano meno diffuse: profili come i DevOps Engineer (0,9% dei profili disponibili), gli RPA Engineer (0,6%), i Cloud Engineer (0,3%) e gli Scrum Master (0,2%) evidenziano una disponibilità più limitata, e quindi una possibile maggiore difficoltà di attrarli per le aziende.
“Il Tech Talent Explorer mostra come l’AI stia cambiando il valore dei ruoli tech”, dichiara nel report Fabiano Peveralli, Director di Hays. “Le competenze tecniche restano fondamentali, ma cresce il peso delle capacità che permettono di trasformare l’innovazione in risultati concreti. Per il mercato italiano, la sfida sarà valorizzare sempre di più i profili coinvolti nella trasformazione digitale, a partire dalle competenze più specialistiche e meno diffuse, e investire in upskilling, percorsi di crescita e strategie di attraction mirate”.