Il report annuale di Allianz Trade rivela come il passaggio al modello di resilienza "just-in-case" stia trasformando la gestione del capitale circolante nelle imprese di tutto il mondo.
Autore: Redazione ImpresaCity
Le aziende globali impiegano oggi una media di 67 giorni per trasformare la liquidità spesa nelle attività operative in incassi derivanti dalle vendite. Questo dato, emerso dall'ultimo report annuale di Allianz Trade sui Days Sales Outstanding e sul Cash Conversion Cycle, evidenzia una stabilizzazione su un plateau strutturalmente elevato, ben oltre la media dell'ultimo decennio. Il motore principale di questo fenomeno è rappresentato dalle scorte: le imprese stanno progressivamente abbandonando l'efficienza estrema del modello just-in-time in favore della sicurezza offerta dal sistema just-in-case. Questa strategia di accumulo dei magazzini risponde alla necessità di garantire la continuità della catena di approvvigionamento di fronte a un panorama caratterizzato da incertezza geopolitica, frammentazione del commercio internazionale e frequenti interruzioni della supply chain.
La centralità della gestione degli stock emerge chiaramente dai numeri: i Days Inventory Outstanding spiegano ormai quasi l'80% del valore complessivo del ciclo di conversione della liquidità. A livello globale, il tempo medio di giacenza in magazzino ha raggiunto i 53 giorni nel 2025, mantenendosi stabilmente sopra la soglia pre-pandemica di 48 giorni. Tale scelta strategica comporta inevitabilmente l'immobilizzazione di maggiori capitali in stock, sacrificando la rapidità di rotazione della liquidità in cambio di una protezione superiore contro i rischi sistemici. Nel frattempo, i termini di pagamento concessi ai clienti rimangono stabili, con i tempi di incasso che si attestano a 56,5 giorni, confermando che la pressione sul flusso di cassa deriva in misura quasi esclusiva dalle politiche di gestione del magazzino e non da un peggioramento delle abitudini di pagamento dei debitori.
Il quadro economico globale mostra tuttavia una crescente divergenza settoriale, con una frattura netta tra comparti strategici e il resto dell'economia. Se per il 25% delle aziende il ciclo di cassa rimane sotto i 43 giorni, per un altro quarto dei soggetti monitorati il tempo supera i 107 giorni. I settori legati alla manifattura upstream e ai fornitori di input industriali, come l'automotive, la carta e i metalli, hanno dovuto incrementare significativamente i propri buffer di sicurezza, registrando gli aumenti più marcati del ciclo di conversione. Al contrario, comparti ad alta valenza strategica, quali l'energia, le infrastrutture digitali e i mezzi di trasporto, hanno beneficiato di una compressione dei tempi di cassa, trainata da un solido potere di determinazione dei prezzi e da politiche industriali favorevoli.
Le prospettive per il 2026 preannunciano un aumento solo moderato del ciclo di conversione della liquidità. Allianz Trade rileva infatti come molti settori abbiano ormai raggiunto un limite massimo di assorbimento del capitale circolante, oltre il quale il fabbisogno di finanziamento potrebbe generare tensioni finanziarie insostenibili. Questo potenziale shock dovrebbe essere mitigato dagli ingenti investimenti privati in infrastrutture per l'intelligenza artificiale e data center, fattori che continuano a sostenere i settori informatici e software, mantenendo ampie fasce dell'economia globale su percorsi di stabilità o di ulteriore ottimizzazione della gestione finanziaria.