Un nuovo studio globale di IBM evidenzia come CIO e CTO fatichino a mantenere il controllo sui sistemi di intelligenza artificiale, in una corsa all'innovazione che spesso supera le capacità di gestione e sicurezza delle organizzazioni.
Autore: Redazione ImpresaCity
I CIO e i CTO di tutto il mondo si trovano di fronte a una sfida senza precedenti: stanno perdendo il controllo sui sistemi di intelligenza artificiale mentre le aziende accelerano il passaggio dalla fase sperimentale alla distribuzione su larga scala. Secondo l'ultimo studio dell'IBM Institute for Business Value, due terzi dei leader tecnologici ammettono di essere ritenuti responsabili di sistemi AI che non controllano pienamente, evidenziando un divario preoccupante tra la velocità di adozione e la capacità di governance, che fatica a tenere il passo con l'evoluzione tecnologica. La maggior parte degli intervistati rivela che i team interni stanno implementando tecnologie più rapidamente di quanto l'IT riesca a monitorare, creando zone d'ombra che espongono l'azienda a rischi significativi.
La situazione è aggravata dalla pressione crescente per accelerare l'adozione degli agenti AI, pur in assenza delle necessarie strutture di supporto. Solo l'11% dei dirigenti si dichiara completamente preparato a gestire l'implementazione estesa prevista per il prossimo anno, mentre il 77% delle organizzazioni ammette che l'adozione dell'AI sta già superando le attuali capacità di governance. Questa disconnessione si traduce in un aumento tangibile dei rischi operativi: nel solo ultimo anno, le aziende hanno registrato una media di 54 incidenti legati agli agenti AI, con una parte significativa di questi eventi classificata come di elevata gravità, che ha causato violazioni della sicurezza, guasti a catena nei sistemi o problemi di conformità normativa.
Nonostante l'esplosione dei budget dedicati all'AI, che dovrebbero aumentare del 71% entro il 2027, la maggior parte dei tech leader manca di una piena visibilità in tempo reale sulla spesa e non ha ancora reso operativa una gestione finanziaria efficace. Tuttavia, l'analisi dimostra che le organizzazioni che integrano il controllo direttamente nei propri sistemi AI ottengono risultati significativamente migliori, arrivando a implementare un numero di agenti 16 volte superiore rispetto a chi si affida ancora a una governance manuale, con margini operativi superiori del 18% e una drastica riduzione degli incidenti. Progettare fin dall'inizio sistemi adattabili e carichi di lavoro portabili si sta rivelando la chiave per superare le dipendenze rigide e massimizzare il ritorno sugli investimenti.
In Italia, il divario tra le ambizioni e la prontezza operativa appare particolarmente marcato. Nonostante l'86% dei leader tecnologici italiani subisca una pressione medio-alta da parte della leadership aziendale per accelerare l'adozione, soltanto il 9% dei manager si considera pienamente pronto a gestire la scalabilità di queste tecnologie. Il quadro che emerge nel nostro Paese è quello di una spinta verso l'innovazione che procede a ritmi serrati, spesso non accompagnata da una pari capacità di controllo dei costi e di supervisione dei processi. La sfida fondamentale per le imprese non è rallentare l'innovazione, ma creare le condizioni necessarie per scalarla in modo sicuro e sostenibile, integrando fin dall'inizio governance, trasparenza e responsabilità nelle architetture AI per garantire che la velocità di adozione si traduca in valore concreto e duraturo.