Un recente studio di Geotab svela l'impatto economico della congestione urbana e rivela risultati sorprendenti sull'efficienza di Roma e Madrid rispetto alle altre capitali.
Autore: Redazione ImpresaCity
Il costo della congestione urbana non si misura solo in tempo perso, ma anche in un ingente spreco di risorse energetiche ed economiche. Secondo un'analisi condotta da Geotab sui veicoli connessi, nel corso del 2025 i mezzi pesanti e commerciali fermi nel traffico delle principali capitali europee hanno sprecato oltre 1,58 milioni di litri di carburante, generando una perdita stimata di 2,6 milioni di euro. Se si proietta questo dato sullo scenario attuale, caratterizzato da un aumento del prezzo del diesel superiore ai 2 euro al litro nella prima metà del 2026, il costo complessivo di questo spreco salirebbe a circa 3,6 milioni di euro, evidenziando come la sosta a motore acceso rappresenti un vero e proprio drenaggio economico per le imprese di trasporto.
Tra le sette città monitorate dallo studio, i risultati offrono spunti controintuitivi, in particolare per quanto riguarda Roma e Madrid. Nonostante le due capitali registrino livelli di congestione tra i più elevati, si dimostrano paradossalmente le più efficienti dal punto di vista dei consumi. Sulle strade romane, i mezzi pesanti consumano durante le soste solo il 2,8% del carburante totale, il valore più basso rilevato nell'intera ricerca, poiché il traffico scorre lentamente ma in modo costante, evitando il logorante ciclo di stop-and-go. Una dinamica analoga si riscontra a Madrid, dove, pur in presenza di una congestione costante che limita i margini di manovra degli operatori, la circolazione continua permette di contenere lo spreco dei mezzi pesanti allo stesso identico tasso del 2,8%.
Altre metropoli mostrano dinamiche differenti. Berlino, prima nell'indice di efficienza, beneficia di una struttura policentrica che distribuisce meglio i flussi, mentre Amsterdam sfrutta una gestione ottimizzata dei semafori che favorisce la fluidità dei veicoli. Più critiche risultano invece altre realtà: Dublino penalizza il trasporto passeggeri con un 12,9% di carburante sprecato a causa di fermate frequenti, e Parigi registra il tasso più alto di consumo in sosta tra i veicoli commerciali, dove viene sprecato quasi un litro di carburante su cinque.
La situazione più complessa si riscontra tuttavia a Londra, che si conferma il contesto operativo meno efficiente. Qui, le continue ripartenze impediscono ai motori di mantenere le temperature di esercizio ottimali, portando a consumi elevatissimi: le auto londinesi arrivano a bruciare 15,60 litri ogni 100 chilometri, un valore di gran lunga superiore a quello di Parigi. In definitiva, l'analisi dimostra che non è la quantità di traffico a determinare l'inefficienza, quanto piuttosto la fluidità della circolazione; la capacità di evitare arresti continui e ripartenze brusche si conferma dunque la chiave per ottimizzare i costi operativi delle flotte e ridurre l'impatto ambientale nelle aree urbane.