Il modello svizzero e la sfida italiana, WWF: le rinnovabili sono il vero motore della competitività nazionale

Mentre la Svizzera risparmia 38 miliardi di dollari grazie alla transizione energetica, l’Italia rallenta nella crescita delle rinnovabili, rischiando di restare ostaggio della volatilità del gas.

Autore: Redazione ImpresaCity

La Svizzera ha dimostrato con i fatti che la transizione energetica non è soltanto una necessità ambientale dettata dall'urgenza climatica, ma una formidabile opportunità economica. Negli ultimi quindici anni, la Confederazione Elvetica ha conseguito un risparmio di 38 miliardi di dollari in combustibili fossili, un risultato straordinario che evidenzia la solidità di una strategia basata sull'efficienza e sull'apporto delle fonti rinnovabili. Circa la metà di questa cifra è stata accumulata nel triennio 2022-2024, in piena crisi energetica, confermando che puntare sulle fonti pulite è la via maestra per proteggere le tasche dei cittadini e la stabilità del sistema economico. Questo scenario trova riscontro anche a livello continentale, dove l'Agenzia Europea per l'Ambiente ha rilevato che le energie rinnovabili hanno fatto risparmiare ai consumatori europei ben 29 miliardi di euro, compensando ampiamente i costi generati dalla volatilità dei prezzi del gas, che resta purtroppo il principale fattore di determinazione delle tariffe elettriche all'ingrosso.

Nonostante l'evidenza di questi vantaggi, l'Italia appare in una posizione di incertezza. Il Paese, ancora fortemente condizionato da una dipendenza dal gas che ne mina la competitività, mostra segnali preoccupanti di frenata sul fronte delle rinnovabili. Nel 2025, infatti, si è registrata una contrazione nella nuova capacità installata, scesa a 7,2 GW rispetto ai 7,6 GW dell'anno precedente, un dato in netta controtendenza rispetto alla necessità di accelerare per raggiungere gli obiettivi fissati dal PNIEC. In questo contesto, il dibattito politico sembra essersi spostato su altre direttrici, con il governo che guarda con interesse a un nucleare di Schrödinger – tecnologia ancora lontana dalla fattibilità commerciale e circondata da incertezze – invece di focalizzarsi sull'unica risorsa capace di abbattere concretamente i costi e garantire autonomia.

Secondo il WWF, questa scelta rappresenta un grave rischio per il sistema Paese. La critica è netta: l'attuale strategia, che appare più orientata a rinviare le azioni necessarie che a risolverle, finisce per mantenere l'Italia incatenata alla volatilità del gas. Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, sottolinea come le rinnovabili debbano essere considerate un vero e proprio fattore di competitività per le imprese e un pilastro della sicurezza energetica. Il rallentamento attuale, alimentato anche da complessità burocratiche tra Stato e Regioni, non si concilia in alcun modo con l'interesse nazionale. Proseguire su questa strada significa ignorare le lezioni che arrivano dal resto d'Europa e dalla vicina Svizzera, privando cittadini e aziende dei benefici economici, lavorativi e sanitari che una transizione energetica rapida e decisa porterebbe in dote all'intero Paese.


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