Gas in casa: l’allarme di Federcasalinghe e DOMINA sui rischi per la salute e la dipendenza fossile

L'Italia resta seconda in Europa per consumi di gas domestico. La maggioranza delle famiglie ignora i pericoli degli inquinanti indoor e le opportunità economiche per la transizione verso l'elettrico.

Autore: Redazione ImpresaCity

L'Italia si trova al centro di un delicato dibattito sulla sicurezza domestica e la sostenibilità energetica. Durante la presentazione di una recente indagine condotta presso la Camera dei Deputati, Federcasalinghe e DOMINA hanno lanciato un monito urgente riguardante il legame tra le famiglie italiane e l'utilizzo del gas in casa. Nonostante la spinta verso la decarbonizzazione, il nostro Paese risulta essere il secondo in Europa per dipendenza dal gas nei consumi domestici, raggiungendo una quota del 49,2%. Questa abitudine quotidiana, apparentemente innocua, nasconde in realtà minacce significative sia per la sicurezza fisica sia per la salute respiratoria degli abitanti, un aspetto purtroppo ancora troppo sottovalutato.

La ricerca evidenzia una contraddizione profonda: mentre cresce il numero di famiglie che hanno scelto uno stile di vita "gas-free", passando da percentuali irrisorie del 2010 a oltre 1,1 milioni di nuclei attuali, rimane una fetta importante della popolazione legata a sistemi di approvvigionamento meno sicuri. Oltre 4 milioni di case, infatti, dipendono ancora da bombole o bomboloni esterni alla rete generale. Il rischio percepito dai cittadini resta quasi esclusivamente confinato agli eventi accidentali, come le fughe di gas o le esplosioni, che nel 2023 hanno richiesto circa 31.000 interventi da parte dei Vigili del Fuoco. Tuttavia, emerge un dato allarmante: il 45,6% delle famiglie intervistate non conosce i rischi sanitari legati alla cottura a gas. L'uso dei fornelli rilascia nell'ambiente domestico sostanze nocive, in particolare il biossido di azoto (NO2), che le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità associano direttamente a un aumento di sintomi respiratori, asma e respiro sibilante, specialmente tra i bambini.

A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge una carenza strutturale nelle abitazioni e una scarsa informazione sulle soluzioni alternative. Solo il 46% delle famiglie dispone di una cappa aspirante in grado di convogliare i fumi all'esterno, rendendo l'esposizione agli inquinanti indoor una costante silenziosa. Nonostante esistano strumenti di supporto economico come il Bonus Mobili 2026 e i Voucher Green del MIMIT, che potrebbero alleggerire il costo della transizione verso piani a induzione più sicuri, la consapevolezza è estremamente bassa. Il 64,4% delle famiglie ignora l'esistenza di questi incentivi, e una parte significativa dei cittadini non mostra disponibilità a investire nel passaggio all'elettrico. Federcasalinghe e DOMINA fanno dunque appello alle istituzioni affinché le tematiche di sicurezza domestica entrino con forza nel dibattito pubblico, promuovendo campagne informative efficaci per rendere accessibile a tutti una transizione energetica che, prima di essere ecologica, deve essere intesa come una tutela fondamentale per la salute delle persone.


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