Retelit inizia a cambiare pelle partendo dalle facce

Il rinnovo del consiglio di amministrazione coincide con il varo di un piano industriale fondato sul potenziamento dei servizi a valore aggiunto e del ruolo dei partner.

Autore: Roberto Bonino

Si guarda avanti in casa Retelit, dopo la decisione, presa a inizio anno dagli azionisti, di rinnovare integralmente il consiglio di amministrazione, affidando la presidenza a Dario Pardi (proveniente da una lunga esperienza in Hitachi Data Systems) e il ruolo di amministratore delegato a Federico Protto (manager di comprovato corso nel mondo delle telecomunicazioni).
Gli impegni assunti dal nuovo gruppo dirigenziale dovrebbero portare al raggiungimento di un fatturato pari a 70 milioni di euro (il doppio di quello attuale) nel 2019, con un tasso di crescita annuo del 14%: "L'obiettivo è certamente ambizioso - conferma Pardi - ma si fonda sulle radici infrastrutturali consolidate in questi anni e sulla volontà di potenziare il business generato dei servizi a valore aggiunto". Oggi, infatti, oltre il 90% del volume d'affari generato dall'azienda deriva dal mercato wholesale, ma l'intento a medio termine e portare a una quota non distante dal 20% l'apporto generato da Vas e cloud.
Retelit può contare su circa 8000 km di dorsale in fibra ottica, nove reti metropolitane (Milano, Roma, Torino, Padova, Napoli, Bologna, Reggio Emilia, Treviso, Bari) e 18 data center, quattro dei quali attrezzati per offrire tutta la gamma di servizi. Questa infrastruttura continuerà ad alimentare il mercato wholesale di servizi per le telecomunicazioni dedicati agli operatori nazionali e internazionali, oltre che di connettività per il mercato aziendale e della pubblica amministrazione.
Accanto a quest'ambito tradizionale, la società intende affiancare e far crescere il business dei servizi per data center e cloud, In quest'ultimo caso soprattutto in collaborazione con partner interessati ad appoggiarsi a un fornitore nazionale per rafforzare la propria gamma di soluzioni PaaS e SaaS: "Il target comune e quello della medio grande impresa oggi molto dinamica e aperta all'internazionalizzazione - ha commentato Protto -. La presenza di un provider italiano è percepito come un vantaggio, soprattutto per la sicurezza dei dati portati in cloud. Puntiamo a individuare partner interessati anche a modelli di tipo revenue sharing".
Naturalmente, Retelit non intende perdere di vista il proprio business tradizionale. In quest'ottica rientra la confermata adesione al consorzio Aae-1, chi si occupa della realizzazione di un cavo sottomarino in fibra ottica da 25.000 km, destinato a collegare il Far East all'Europa: "Abbiamo corretto il tiro rispetto alle posizioni assunte dal precedente consiglio di amministrazione - ha puntualizzato Pardi - ma comunque abbiamo previsto un investimento pari a 70 milioni di euro per concorrere al completamento di un'opera che dovrebbe partire nel primo trimestre del 2017".
Un'altra quota di investimenti messi a piano riguarderanno l'aggiornamento tecnologico dell'infrastruttura di rete oggi esistente a 100 Gbps, per adeguarsi ai nuovi standard di potenza che si affermeranno sul mercato.

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