Da Intesa Sanpaolo 10 miliardi di euro per l’indipendenza energetica delle imprese

Partnership per investimenti volti a ridurre la dipendenza energetica, accrescere le energie rinnovabili, gestire e mitigare l’aumento dei costi delle materie prime.

Autore: Redazione ImpresaCity

Favorire gli investimenti in energie rinnovabili di tutte le imprese, in particolare PMI, della filiera dell’agribusiness e del terzo settore è l’obiettivo principale del plafond di 10 miliardi di euro messo in campo da Intesa Sanpaolo insieme con SACE. L’impegno congiunto rientra nel quadro delle iniziative a supporto del PNRR e si focalizza su uno dei pilastri del più ampio programma di interventi, Motore Italialanciato un anno fa da Intesa Sanpaolo per sostenere le PMI.
In una fase in cui è necessario diversificare le fonti di energia e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, l’obiettivo condiviso è sostenere le piccole e medie imprese in un percorso di “autoproduzione energetica”, oltre a cogliere le opportunità previste dagli interventi governativi, con specifico riguardo al fotovoltaico, promuovendo la produzione di energia rinnovabile e l’incremento dell’efficientamento energetico del Paese.
Nell’ambito delle misure governative già annunciate come il PNRR in primis, il DL Energia che definisce misure per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili semplificandone gli iter autorizzativi e a seguire il DL Aiuti, la nuova iniziativa introdotta da Intesa Sanpaolo in collaborazione con SACE prevede specifiche linee di intervento a favore delle imprese orientate alla produzione di energia rinnovabile, all’efficienza energetica e alla circular economy:
Una recente indagine a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo in collaborazione con Prometeia conferma quanto le rinnovabili siano cruciali per la diversificazione delle fonti energetiche e come sia necessario offrire soluzioni di accompagnamento innovative alle imprese. Il conflitto tra Russia e Ucraina sta rendendo sempre più centrale il tema della transizione energetica, necessaria non solo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, ma anche per aumentare la sicurezza energetica dell’Europa e calmierare la volatilità dei prezzi, divenuta ormai un fattore di rischio per famiglie e cash flow aziendali. Investire nelle energie rinnovabili consentirebbe un risparmio sulla bolletta energetica delle PMI stimato tra il 30% e il 50% sulla base dei costi dell’energia registrati nei primi mesi del 2022. Sulla diversificazione delle fonti energetiche l’Italia è al secondo posto tra i principali paesi europei per consumi complessivi da rinnovabili (20,4% nel 2020, superiore al target del 17%), davanti a Germania e Francia.
Tra le misure ideate da Intesa Sanpaolo in questa direzione, il sostegno finanziario in questi mesi per supportare le PMI energivore e quelle con fatturato derivante in larga parte dall’export, specie verso Russia e Ucraina, oltre a un plafond da 1,5 miliardi di euro destinato a premiare e valorizzare i modelli di business sostenibili delle aziende che investono nella riduzione del proprio impatto ambientale. In questo contesto, S-Loan Climate Change è una iniziativa unica nel panorama bancario italiano, avviata ad agosto 2021 in sinergia con SACE, pensata per le PMI e le MID – Cap che intendono investire per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e ridurre il proprio impatto ambientale attraverso progetti per una trasformazione sostenibile.

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