Ogni generazione di reti di telecomunicazioni è stata modellata da un workload dominante: oggi l'AI spinge il passaggio dalle Self-Organizing Netwok all’Autonomous RAN
Autore: Massimiliano Ronzitti
La realtà operativa delle reti di telecomunicazioni sta cambiando, poiché i workload AI, le architetture aperte e gli ambienti multi-vendor stanno spingendo l’automazione tradizionale della rete oltre i limiti. Le operazioni Autonomous RAN di livello 4 stanno diventando business-critical. La buona notizia è che implementare i livelli più alti di automazione RAN non richiede una trasformazione radicale. Si tratta piuttosto di un’evoluzione graduale che inizia con le Self-Organizing Network (SON).
Ogni generazione di reti di telecomunicazioni è stata modellata da un workload dominante. Dalla voce ai dati, ai video e ora ai workload AI, ogni cambiamento ha abilitato nuove capacità e servizi di rete, guidando al contempo continui aumenti della capacità di rete e della potenza di calcolo. Con l’aumento della scala e della diversità dei workload, la complessità operativa accelera, spinta da un numero crescente di funzionalità, algoritmi e parametri nella Radio Access Network (RAN) e nell’architettura end-to-end della rete.
Cloudified RAN, Open RAN, implementazioni multi-vendor e network slicing per fornire servizi differenziati sono ora realtà operative. Per affrontare efficacemente queste sfide a livello di sistema, le reti autonome guidate dall’AI diventeranno una necessità: gli esseri umani definiscono gli obiettivi (intent) e gli agenti AI autonomi garantiscono che la rete li raggiunga. Le ottimizzazioni manuali e le operazioni isolate semplicemente non riescono più a stare al passo.
Per arrivare a questo risultato, i provider di telecomunicazioni non hanno bisogno di una trasformazione costosa o dirompente. Il percorso verso l’Autonomous RAN è un’evoluzione fluida iniziata diversi anni fa con il SON. Basandosi su questa solida base già collaudata, gli operatori possono aumentare gradualmente il livello di autonomia e proteggere gli investimenti esistenti, progredendo in termini di sicurezza verso il livello 4 di autonomia.
Le Self Organizing Network sono state progettate per affrontare sfide operative concrete nelle reti radio su larga scala, come la complessità della configurazione, l’ottimizzazione delle performance e il ripristino dai guasti, consentendo ai provider di telecomunicazioni di introdurre l’automazione closed-loop. Le implementazioni SON esistenti non hanno perso rilevanza, sono sistemi di automazione multi-vendor comprovati sul campo che forniscono risultati misurabili di ottimizzazione attraverso più generazioni di reti mobili.
Il cambiamento chiave oggi è il passaggio da loop di controllo isolati a un’automazione orchestrata dall’AI basata su intent e policy. Le reti odierne devono operare come sistemi integrati, coordinando in modo olistico automazione, vendor, tecnologie e cicli di vita dei servizi. È qui che il Service Management and Orchestration (SMO) diventa essenziale.
SMO è definito dalla O-RAN Alliance come un framework aperto per la gestione di RAN multi-vendor e multi-tecnologia. In pratica, SMO fornisce un livello coordinato di controllo e intelligence che offre vantaggi sia nelle implementazioni purpose-built sia in quelle cloud nelle reti attuali, supportando al contempo un percorso chiaro verso l’Open RAN. Massimizza l’agilità dei servizi e l’efficienza operativa mentre i provider di telecomunicazioni avanzano verso una maggiore autonomia della rete.
Le Self Organizing Network sono un elemento abilitante intelligente nel percorso verso il SMO, consentendo ai provider di telecomunicazioni di beneficiare della profonda conoscenza operativa integrata sul comportamento delle reti radio in condizioni reali di traffico, guasti e vincoli topologici. Questa è una base naturale per l’Autonomous RAN.
L’introduzione delle rApps e del non-real-time RAN Intelligent Controller (non-RT RIC) come parte del framework SMO segna un importante cambiamento verso l’apertura e la gestione standardizzata del ciclo di vita delle applicazioni nella RAN. Tuttavia, non si tratta di un reset totale. Con le rApps, si semplifica il modo in cui le capacità di automazione vengono pacchettizzate e distribuite in ambienti multi-vendor, portando maggiore flessibilità e innovazione dell’ecosistema attraverso interfacce aperte.
Ciò che le rApps non introducono autonomamente è l’intelligenza dell’automazione. Questa intelligenza deriva dall’accesso a dati RAN affidabili e da una logica di ottimizzazione affinata nel corso degli anni con le Self Organizing Network, ora modernizzate ed esposte attraverso il framework SMO. L’Autonomous RAN non è quindi una scelta tra SON e rApps, ma un’evoluzione incrementale che garantisce protezione degli investimenti e un chiaro percorso guidato dagli intent verso il livello 4 di autonomia.
Se l’automazione si espande tra domini e applicazioni con loop isolati basati su KPI individuali, aumenta il rischio di azioni e risultati in conflitto. Un’autonomia affidabile richiede una governance chiara. Operazioni basate sugli intent, framework di policy e rilevamento sistematico e risoluzione dei conflitti garantiscono che il sistema autonomo si comporti in modo prevedibile e sicuro su larga scala, allineando le ottimizzazioni agli obiettivi di business di alto livello.
Questo livello di autonomia si raggiunge quando la rete comprende il contesto. La stessa rete richiede azioni diverse a seconda di fattori come il carico di traffico, la topologia o la differenziazione del servizio. L’Autonomous RAN si basa sulle capacità di contestualizzazione e orchestrazione guidate dall’AI del SMO per ottimizzare la rete. Coordina sia le funzioni di ottimizzazione consolidate, come le applicazioni SON, sia le nuove funzioni di ottimizzazione, come le rApps, all’interno di un sistema unificato. Questa capacità di orchestrazione basata sul contesto trasforma l’automazione da esecuzione reattiva a operazioni proattive e guidate dagli intent.
Massimiliano Ronzitti è Sales Core & Autonomous Networks, South Europe di Nokia