Check Point potenzia la cyber-difesa con l’IA avanzata di OpenAI

L’azienda integra il modello GPT-5.5 e accede al supporto diretto degli esperti di OpenAI tramite i programmi Trusted Access for Cyber e Daybreak, consolidando le proprie capacità di sicurezza difensiva.

Autore: Redazione ImpresaCity

Check Point Software Technologies ha ufficializzato un’importante svolta strategica nella lotta contro le minacce informatiche attraverso l’adesione ai programmi Trusted Access for Cyber e Daybreak di OpenAI. Questa collaborazione permette all'azienda di integrare nelle proprie operazioni le tecnologie di intelligenza artificiale più avanzate del mercato, rispondendo così alla crescente necessità di contrastare attori malevoli che utilizzano strumenti automatizzati per agire con rapidità e precisione sempre maggiori. In un panorama in cui il crimine informatico sfrutta l'IA per individuare vulnerabilità su larga scala, la qualità dei modelli che alimentano i workflow della sicurezza difensiva è diventata un fattore determinante per garantire la resilienza delle infrastrutture digitali.

Grazie all'ingresso nel programma Trusted Access for Cyber, Check Point ha ottenuto l'accesso a GPT-5.5, un modello di frontiera utilizzato per potenziare le attività di analisi delle minacce, investigazione sugli incidenti e sviluppo di meccanismi di rilevamento in tempo reale. L'adozione di questa tecnologia consente ai team di sicurezza di operare senza gli ostacoli o le inefficienze che potrebbero rallentare la risposta agli attacchi, garantendo una protezione più rapida e accurata per le aziende. Non si tratta solo di uno strumento software, ma di un investimento mirato a elevare gli standard di sicurezza enterprise, integrando l'intelligenza artificiale con il rigore richiesto dalle operazioni di alta criticità.

Il programma Daybreak rappresenta il tassello complementare di questa collaborazione, offrendo a Check Point un framework collaborativo di livello superiore. L'accesso all'ambiente Codex harness di OpenAI, unito al supporto diretto dei membri del team di cybersecurity dell'azienda che sviluppa i modelli, offre un vantaggio operativo senza precedenti. Questa sinergia permette di perfezionare i processi di difesa attraverso una consulenza specialistica costante, assicurando che l'integrazione dell'IA avvenga in modo efficace e sicuro.

Jonathan Zanger, Chief Technology Officer di Check Point, ha sottolineato come la qualità dei modelli utilizzati non sia più da considerarsi un semplice dettaglio tecnico, ma un vero e proprio elemento strategico capace di fare la differenza tra una difesa resiliente e una vulnerabile. L’adesione a queste iniziative di OpenAI conferma l'impegno di Check Point nel mantenere un approccio all'avanguardia, adottando standard di responsabilità elevati per proteggere i propri clienti da un ecosistema di minacce in continua evoluzione dove la velocità di reazione e la capacità analitica basata sull'intelligenza artificiale sono diventate armi indispensabili.


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