Mercato del lavoro nel I trimestre 2026: cala la disoccupazione al 5,3% ma crescono gli inattivi

Il numero di occupati, che si attesta a 24 milioni 207 mila, aumenta su base congiunturale (+67 mila, +0,3% sul quarto trimestre 2025), a seguito della crescita dei dipendenti a tempo determinato (+9 mila, +0,3%) e, soprattutto, degli indipendenti (+72 mila, +1,4%).

Autore: Redazione ImpresaCity

L'economia italiana apre il primo trimestre del 2026 registrando una crescita congiunturale dello 0,3% sia per il Prodotto Interno Lordo (Pil) sia per l'input di lavoro, misurato attraverso le ore lavorate. Nel confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente, i dati tendenziali mostrano un incremento del Pil dello 0,8% e un aumento delle ore lavorate pari all'1%. I dati provvisori relativi al mese di aprile confermano questa dinamica positiva, evidenziando un ulteriore incremento mensile degli occupati dello 0,5% e una contestuale riduzione dei tassi di disoccupazione e inattività.

Il numero complessivo di occupati si attesta a 24 milioni 207 mila unità, segnando un incremento di 67 mila lavoratori (+0,3%) rispetto al trimestre precedente. Questa spinta congiunturale è guidata principalmente dalla forte crescita dei lavoratori indipendenti (+72 mila, +1,4%) e dal parziale aumento dei dipendenti a tempo determinato (+9 mila, +0,3%), che riescono a compensare il lieve arretramento dei contratti a tempo indeterminato (-13 mila, -0,1%). Parallelamente, si registra una decisa contrazione del numero di disoccupati, che calano di 110 mila unità (-7,6%), a fronte di un aumento di 44 mila inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,4%). Al netto degli effetti stagionali, il tasso di occupazione sale al 62,7% (+0,2 punti), il tasso di disoccupazione scende al 5,3% (-0,4 punti) e il tasso di inattività si attesta al 33,7% (+0,1 punti). Nel confronto su base annua, la crescita degli occupati si stabilizza a +50 mila unità (+0,2%), trainata esclusivamente dal comparto autonomo (+4,7%), mentre calano i lavoratori dipendenti sia a termine (-4,2%) sia stabili (-0,5%). Sempre in termini tendenziali, si accentua la riduzione dei disoccupati (-394 mila, -22,4%) e crescono gli inattivi (+320 mila, +2,6%), portando il tasso di disoccupazione annuo al 5,4% e quello di inattività al 33,8%.

Dal lato delle imprese, le posizioni lavorative dipendenti mostrano segnali di sviluppo sia su base trimestrale (+0,5%) sia su base annua (+1,5%). In entrambi i casi, l'espansione risulta più marcata nella componente a tempo pieno rispetto a quella a tempo parziale, determinando una lieve flessione della quota di part-time, che scende al 28,8% (-0,1 punti). Per quanto riguarda le forme contrattuali flessibili, dopo due trimestri di crescita si rileva una contrazione della domanda di lavoro in somministrazione (-0,3% in tre mesi e -0,6% in un anno), controbilanciata da un'accelerazione del lavoro intermittente, che mette a segno un incremento congiunturale del 3,1% e un balzo tendenziale dell'8,7%, il valore più alto registrato dalla fase di ripresa post-pandemica. Le ore lavorate per singolo dipendente diminuiscono dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ma crescono dello 0,1% su base annua, periodo in cui si riduce anche il ricorso alla cassa integrazione, che scende a 7,7 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti si attesta all'1,7%, in calo sia in termini congiunturali (-0,1 punti) sia tendenziali (-0,4 punti).

Infine, si rileva una spinta significativa sul fronte delle spese aziendali. Il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) registra un aumento sensibile dell'1,2% rispetto al trimestre precedente, causato da una crescita simmetrica delle retribuzioni (+1,1%) e dei contributi sociali (+1,1%). L'incremento della spesa per il personale risulta ancora più evidente nel confronto su base annua, mostrando un rialzo complessivo del 3% che è stato trainato in modo particolare dall'aumento delle componenti contributive (+3,5%) e, in seconda battuta, dalle retribuzioni (+3%).


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