Nasce l’Osservatorio IIA per accompagnare le PMI italiane nell’era dell’AI

In vista dell'entrata in vigore dell'AI Act, il nuovo think tank guidato da Paolo Bomparola punta a colmare il significativo divario tecnologico che separa le piccole e medie imprese italiane dall'adozione consapevole dell'intelligenza artificiale.

Autore: Redazione ImpresaCity

A meno di due mesi dalla piena applicazione dell’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale fissata per il 2 agosto 2026, il tessuto produttivo italiano si trova di fronte a una sfida cruciale. Infatti, nonostante l'IA rappresenti uno strumento strategico per valorizzare il Made in Italy sui mercati globali, l'83,6% delle imprese italiane non utilizza ancora alcuna forma di intelligenza artificiale. Per affrontare questo paradosso, è stato presentato alla Camera dei Deputati l’Osservatorio IIA – Intelligenza Artificiale per l’Italia, fondato e presieduto dall'esperto Paolo Bomparola. Il divario nell'adozione dell'IA tra grandi imprese, che raggiungono una quota del 53,1%, e le piccole e medie imprese, ferme al 15,7%, si è ampliato negli ultimi anni, raggiungendo un gap di 37,4 punti percentuali.

L’urgenza del momento è dettata dall'AI Act, il primo quadro giuridico organico al mondo sull'IA, che dal 2 agosto imporrà nuovi obblighi di trasparenza, governance nazionale e gestione dei sistemi ad alto rischio, con l'ACN come autorità competente in Italia. Il rischio concreto per le PMI, che costituiscono oltre il 96% delle aziende italiane, è quello di giungere impreparate alla scadenza normativa proprio mentre scontano un ritardo nell'adozione tecnologica. Le barriere principali individuate dal settore includono la mancanza di competenze, segnalata dal 58,6% delle PMI, e la difficoltà nel misurare il ritorno economico degli investimenti in marketing.

L’Osservatorio IIA si propone di operare attraverso tre assi strategici per supportare gli imprenditori. Il primo asse è la ricerca applicata, focalizzata sulla produzione di analisi, dati e report disaggregati per territorio, settore e dimensione aziendale per orientare le decisioni operative. Il secondo pilastro è la formazione e divulgazione, con l'obiettivo di offrire guide pratiche e contenuti accessibili sull'uso dell'IA nella gestione aziendale, nella comunicazione e nel rapporto con il cliente. Infine, l'attività di indirizzo strategico mira a fare chiarezza in un mercato in rapida evoluzione, che spazia dalle piattaforme di IA generativa alle nuove frontiere dell'Agentic AI, la quale entro il 2027 dovrebbe gestire autonomamente il 25% delle interazioni di marketing B2C secondo le stime di Gartner.

La missione di fondo dell'Osservatorio è garantire che l'intelligenza artificiale possa effettivamente "parlare italiano", adattandosi alle specificità del tessuto produttivo locale anziché imporre framework globali non idonei. Secondo il Presidente Paolo Bomparola, l'IA non costituisce una minaccia per l'identità del Made in Italy, ma rappresenta piuttosto lo strumento più efficace per proiettare tale identità verso i clienti globali di domani. L'Osservatorio IIA nasce dunque per prevenire lo scenario in cui le piccole imprese si trovino a rincorrere l'innovazione e le nuove regole, offrendo loro le competenze necessarie per competere in modo consapevole e misurabile.


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