Anche l'Italia aspetta il suo boom dell'AI Economy. Ma per questo serve un deciso, e rapido, sviluppo infrastrutturale. A Data Center Nation 2026 ne abbiamo parlto con Vincenzo Spagnoletti, Account Executive Data Center di Panduit
Autore: Redazione ImpresaCity
Il 2026 si conferma un anno di svolta per il mercato dei data center. A trainare la trasformazione è ovviamente l'intelligenza artificiale, che sta ridisegnando in profondità le logiche di progettazione e implementazione delle infrastrutture fisiche. Ne abbiamo parlato con Vincenzo Spagnoletti, Account Executive Data Center di Panduit, platinum sponsor dell'evento Data Center Nation 2026 di Milano.
Secondo Spagnoletti, l'impatto dell'AI sull'infrastruttura si declina in tre grandi tendenze. La prima riguarda la crescita esponenziale della capacità di calcolo, che si traduce in una domanda sempre più elevata di sistemi di raffreddamento e connettività ad alta velocità. La seconda è la necessità di infrastrutture scalabili e modulari, capaci di rispondere con rapidità all'evoluzione dei carichi di lavoro AI. La terza mette al centro sostenibilità e continuità operativa: le applicazioni di intelligenza artificiale sono per loro natura mission critical, e qualsiasi interruzione comporta costi significativi. In questo scenario "avere un'infrastruttura fisica olistica ben progettata, dove le singole componenti ragionano da architettura, è fondamentale", sottolinea Spagnoletti.
E se è certamente vero che il mercato sta investendo miliardi in GPU e CPU, Spagnoletti sottolinea come la vera competitività si giocherà sulla capacità di costruire un'infrastruttura fisica equilibrata e resiliente a supporto dell'AI. Power distribution unit, fibra ottica, sistemi di cooling: tutti questi elementi devono essere progettati fin dall'inizio in modo modulare e scalabile. Come spiega Spagnoletti: "Oggi energia e rete sono più strettamente integrate con la parte computazionale, e saper progettare dal principio un'infrastruttura che tenga conto di tutte queste componenti è fondamentale per garantire l'intero ciclo di vita del data center stesso".
Il mercato si divide anche tra chi costruisce nuove strutture - le AI Factory, già native per l'alta densità computazionale - e chi deve aggiornare infrastrutture esistenti per ospitare i nuovi workload AI. Panduit supporta entrambi i percorsi con processi dedicati, accompagnando i clienti nella definizione di concept e design su misura, sia per i nuovi impianti sia per l'adeguamento di porzioni di data center legacy.
La presenza di Panduit come platinum sponsor del Data Center Nation milanese riflette l'importanza sia dell'evento, sia del momento storico del mercato italiano: a Milano, sottolinea il manager panduit, "c'è un confronto diretto con il mercato, con gli specialisti del settore, con i clienti che utilizzano le nostre infrastrutture, ma anche con i partner e i consulenti che andranno a progettare le nuove infrastrutture IT". L'obiettivo comune, spiega Spagnoletti, è costruire architetture sempre più scalabili e resilienti, capaci di abbracciare anche in Italia le sfide future dell'AI e della trasformazione digitale.