Ricerca Cisco, l’IA trasforma la produzione: il 61% delle aziende è già operativo, ma il vero nodo è l’infrastruttura

Una nuova ricerca Cisco svela come l'intelligenza artificiale stia uscendo dai laboratori per trasformare le infrastrutture fisiche, richiedendo però investimenti strutturali su rete, sicurezza e collaborazione tra i reparti aziendali.

Autore: Redazione ImpresaCity

L’intelligenza artificiale ha cessato di essere una promessa futuristica per diventare il motore pulsante della produzione moderna. Secondo lo State of Industrial AI Report pubblicato da Cisco, il 61% delle organizzazioni ha già integrato tecnologie IA all'interno delle proprie infrastrutture fisiche, dalle fabbriche alle reti di trasporto, trasformando radicalmente processi come la manutenzione predittiva, l'automazione della qualità e la logistica. Tuttavia, nonostante l'entusiasmo crescente che spingerà l'83% delle aziende ad aumentare gli investimenti nel settore nei prossimi due anni, emerge un divario significativo tra la sperimentazione e la capacità di scalare queste soluzioni su base industriale. Molte imprese si trovano infatti impreparate a supportare un'IA che non si limita a elaborare dati, ma agisce attivamente nel mondo fisico, richiedendo prestazioni di rete e standard di sicurezza che le attuali infrastrutture non sempre sono in grado di garantire.

Il successo di questa transizione tecnologica non dipende dal singolo modello di IA utilizzato, ma dalla prontezza dell'infrastruttura di rete, che si conferma il fattore primario per la scalabilità. L’adozione dell'IA in macchinari, sensori e sistemi di visione impone requisiti di connettività, latenza e capacità di calcolo edge estremamente severi, rendendo il networking wireless una componente imprescindibile. La scarsa affidabilità della connettività senza fili rimane, in molti settori manifatturieri, l'ostacolo principale all’implementazione di tecnologie avanzate come i veicoli autonomi. Parallelamente, la cybersecurity gioca un ruolo a doppio taglio: se da un lato la gestione sicura dell'aumento dei flussi di dati rappresenta la sfida più complessa, dall'altro l'IA stessa è vista come una soluzione chiave per rafforzare le capacità di monitoraggio e la resilienza operativa di intere reti industriali.

Un elemento di distinzione fondamentale tra le aziende che riescono a dominare questa trasformazione e quelle che restano ferme è rappresentato dalla collaborazione tra il personale IT e gli addetti alle tecnologie operative (OT). Nei contesti in cui questi team lavorano in sinergia, si registra una maggiore stabilità dell'infrastruttura di rete, una sensibilità superiore verso la sicurezza informatica e una diffusa fiducia nella capacità di scalare i progetti. Al contrario, dove questa cooperazione è limitata o assente, l'instabilità della rete diventa una barriera insormontabile. La lezione che emerge dallo studio è chiara: per portare l'intelligenza artificiale nel mondo reale non bastano innovativi algoritmi, ma occorre costruire un ecosistema tecnologico e umano integrato, dove la rete, la protezione dei dati e la condivisione delle competenze non siano considerati fattori opzionali, bensì il requisito base per competere nell'era della produzione intelligente.


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