Nonostante la Direttiva UE di giugno, emerge un forte divario tra la preparazione dichiarata dalle aziende e la reale percezione di equità dei dipendenti.
Autore: Redazione ImpresaCity
L’Italia si avvicina all'appuntamento con la Direttiva europea sulla trasparenza retributiva con un preoccupante deficit informativo: secondo la ricerca “HR & Payroll Pulse” di SD Worx, ben sei lavoratori su dieci non conoscono i nuovi diritti che entreranno in vigore a giugno. Lo studio, condotto su scala europea, evidenzia una frattura profonda tra la visione dei datori di lavoro e quella dei dipendenti. Mentre il 64% delle aziende italiane si dichiara già pronto per la nuova normativa, solo il 32% dei lavoratori percepisce un impegno reale nel monitorare e correggere le disuguaglianze salariali. Questo divario è ancora più marcato tra le donne, dove la fiducia nell'operato aziendale crolla al 26%, uno dei valori più bassi registrati in Europa.
La questione salariale in Italia resta un tema critico anche sotto il profilo della percezione del valore: solo il 37% dei dipendenti ritiene che la propria busta paga sia adeguata alle mansioni svolte, contro una media europea del 52%. Sebbene i datori di lavoro siano molto più ottimisti (il 63% è convinto di offrire retribuzioni giuste), la realtà dei fatti mostra una carenza di strumenti pratici. In Italia, infatti, solo il 23% delle imprese mette a disposizione dashboard o sistemi strutturati per permettere ai lavoratori di comprendere le politiche retributive, cifra che precipita al 6% nelle piccole e medie imprese con meno di 100 dipendenti.
Oltre a essere un obbligo normativo volto a colmare il gender pay gap, la trasparenza sta diventando un fattore competitivo cruciale per il mercato del lavoro. Il 59% dei lavoratori italiani (che sale al 62% tra le donne) considera la chiarezza salariale un elemento decisivo nella scelta di un nuovo impiego. In questo scenario, la Pay Transparency smette di essere un semplice adempimento burocratico per trasformarsi in una leva strategica di attrazione e retention dei talenti. Nonostante le attuali criticità, le aspettative per il futuro restano positive: il 55% degli italiani confida che l'introduzione della nuova normativa porterà miglioramenti concreti nelle dinamiche retributive nazionali.