C'è più tempo per la migrazione da Exchange 2016 e 2019

Per le aziende che proprio non riescono ad abbandonare le vecchie versioni di Exchange, c'è la possibilità di un nuovo ESU di sei mesi

Autore: Redazione ImpresaCity

Le ottimistiche previsioni dei software vendor sull'aggiornamento delle loro piattaforme giunte teoricamente a fine vita sono destinate, quasi sempre, ad essere smentite dai fatti e dalla difficoltà delle imprese ad abbandonare piattaforme che hanno usato per anni. Se ne è dovuta accorgere anche Microsoft nel caso di Exchange 2016 e 2019, il cui supporto "standard" è terminato lo scorso ottobre.

Microsoft pensava che le aziende utenti delle vecchie versioni di Exchange fossero ormai pronte alle loro migrazioni verso il nuovo Exchange a abbonamento, e comunque aveva predisposto un programma di Extended Security Update che doveva coprirle sino all'inizio di aprile. Ma questi mesi in più non sono bastati a completare le migrazioni, e Microsoft ha pensato bene di non essere troppo rigida nel suo approccio.

Così ecco l'arrivo di un “Period 2” per il programma Exchange Server ESU: sono sei mesi in più di supporto - dall'inizio di maggio alla fine di ottobre 2026 - durante i quali Microsoft potrebbe rilasciare - ma non garantisce di farlo - aggiornamenti critici e di sicurezza per Exchange Server 2016 CU23 ed Exchange Server 2019 CU14/CU15. Dopo questi sei mesi, "non ci saranno ulteriori estensioni di questo programma", afferma la casa di Redmond.

Chi è interessato ai security update del Period 2 deve acquistare nuovamente un contratto di supporto esteso, perché il Period 2 non è una aggiunta automatica al Period 1 iniziale di Extended Security Update. Inoltre, il supporto esteso è solo legato agli aggiornamenti di cybersecurity e non permette di aprire ticket di supporto generico, dato che Exchange 2016 e 2019 sono ufficialmente a fine vita.


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