SAP Executive Summit, nel segno dell’AI pragmatica

L’evento di Cernobbio compie 18 anni, con l’intelligenza artificiale agentica sempre più integrata nei processi, tra centralità dei dati e valorizzazione del talento umano

Autore: Edoardo Bellocchi

Un traguardo simbolico. Ma molto di sostanza. Il SAP Executive Summit di Cernobbio, tenutosi quest’anno a metà marzo, ha compiuto 18 anni. Rinnovando anche in quest’occasione la sua funzione di sguardo attento sullo scenario tecnologico e anche politico del momento, concentrandosi su come aiutare le aziende a coniugare innovazione e cambiamento anche in momenti complessi quali quelli degli ultimi anni.

Introducendo la due giorni di Cernobbio, che ha riunito oltre 100 persone di spicco di aziende e istituzioni in una parte del Lago di Como resa quest’anno ancora più suggestiva da un caldo sole primaverile, Carla Masperi, Amministratore Delegato di SAP Italia, ha voluto sottolineare il traguardo dei 18 anni, rilevando che “non è così comune che un evento del settore high-tech abbia una longevità così importante, ma dimostra come clienti e partner apprezzino un evento che ha sempre avuto l’ambizione quella di guardare al futuro, per riflettere insieme su come preparare al meglio e fare in modo che la tecnologia e l’innovazione possano continuare a essere una leva strategica, con l’intelligenza artificiale, e soprattutto quella agentica, in primo piano”.

 
Carla Masperi, Amministratore Delegato di SAP Italia, nel suo keynote all'evento di Cernobbio

“Agents of growth”

Non a caso, il tema scelto per l’edizione 2026 è “Agents of growth”, proprio per mettere al centro l’AI agentica, con l’intelligenza artificiale che è entrata in una nuova era, dove non ci sono più solo strumenti, ma “sistemi evoluti in grado di agire, orchestrare processi e prendere decisioni autonome entro perimetri definiti, e questa trasformazione cambia il ruolo dell’intelligenza artificiale nelle aziende, rendendola sempre più parte integrante dei processi: in questo senso, l’AI agentica può davvero essere la chiave del motore di crescita e produttività, propiziando nuovi modelli di business e influenzare direttamente competitività e profittabilità”, ha proseguito Carla Masperi.

Ma per arrivare a questo occorre un cambio di paradigma nel modo di approcciare l’AI: “se finora la domanda più comune sull’AI era ‘cosa può fare l'AI per l'azienda’, oggi che siamo di fronte ad agenti e a sistemi che si integrano, la domanda va ribaltata, e dobbiamo chiederci come possiamo preparare l’organizzazione affinché l'AI agentica diventi efficace”, ha evidenziato Carla Masperi, introducendo quello che ha definito un approccio “pragmatico” all’AI, ovvero “un approccio che cerchi di correlare, in tempi ragionevolmente brevi, i risultati rispetto alle aspettative e le potenzialità rispetto ai benefici”.

Approccio pragmatico

Nel dettaglio, ha proseguito l’AD di SAP Italia, “un approccio pragmatico deve avere tre caratteristiche: essere ragionevolmente rapido e semplice da implementare, essere scalabile e sostenibile, e soprattutto capace di evolvere senza elevare la complessità. Si tratta di aspetti da sottolineare perché spesso si ha un gap tra potenzialità e realtà, come è emerso anche da una nostra recente ricerca, dalla quale è risultato che il 34% dei manager non ha fiducia nella propria capacità di integrare i dati a livello di funzioni aziendali, mentre un altro 30% dice di non avere a disposizione i dati di qualità e un altro 27% dice che fatica con dati isolati in silos. Se poi ci ricordiamo che una ricerca del MIT di Boston dell’anno scorso aveva svelato che soltanto il 5% dei progetti di AI arriva in produzione in maniera efficace mentre l'altro 95% si perde per strada, ne emerge che il problema non è l'algoritmo ma la maturità dei dati e l'integrazione organizzativa, ovvero la frammentazione delle applicazioni, da cui nasce l'esigenza di orchestrare al meglio le AI all'interno delle diverse funzioni aziendali, con una roadmap chiara”.

Osservando il mercato, conclude Carla Masperi, sono due le strategie principali messe in campo, dove la prima è centralizzare i dati in un unico “supercervello” quindi al di sopra delle applicazioni, mentre l’altra è quella di portare l’AI direttamente nei processi: “quest’ultima opzione è più efficace perché consente adozione più rapida e scalabilità. Ma anche incrementalità, che significa che non occorre fare tutto insieme ma si può fare in maniera graduale, favorendo il change management e andando di pari passo con l'organizzazione. Tutto questo senza però dimenticare il talento umano, perché intelligenza agentica e talento umano sono i due capisaldi di quella che noi pensiamo diventerà l'organizzazione del futuro”.

 

Dentro i processi

E di talento umano nell’era dell’intelligenza artificiale, anche in ottica di change management, ha parlato Gina Vargiu-Breuer, Chief People Officer and Labor Director, Executive Board Member di SAP, che ha preceduto l’intervento di Augusta Spinelli, President Emea Customer Success di SAP, che ha chiuso la densa mattinata del primo giorno di Cernobbio, caratterizzata anche dall’intervento di Paolo Magri, Vice Presidente Esecutivo dell’ISPI, e dal panel al quale sono intervenuti Gianluca Bufo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Gruppo Iren, e Marco Iacomussi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FSTechnology.

In particolare, Augusta Spinelli ha voluto sottolineare nel suo intervento come l’AI abbia ormai “superato la fase dei progetti pilota e stia generando un impatto misurabile in tutti i processi di business”, ribadendo che la strategia di SAP punta a portare l’intelligenza artificiale direttamente dentro i processi aziendali, privilegiando sempre più gli agenti AI capaci di “pianificare, agire e collaborare tra i processi con le giuste regole”. Alla base di tutto vi sono tre pilastri fondamentali: una data foundation unificata, una suite applicativa AI-native e agenti intelligenti: “l’integrazione dell’AI deve essere costruita su dati affidabili e su una governance spiegabile”, ha sottolineato Augusta Spinelli, evidenziando il ruolo centrale di una base dati integrata che unifichi informazioni SAP e non-SAP mantenendo il contesto di business. E quando l’AI è integrata e fondata su dati affidabili, il valore che è in grado di apportare emerge già in un trimestre e non in anni”.

Infine, nel corso dell’evento sono stati assegnati i SAP Innovation Award, che riconoscono i risultati ottenuti dalle aziende con le soluzioni SAP: tra le aziende premiate, Aria, società della Regione Lombardia, Bracco Imaging, attiva nella diagnostica per immagini, e infine EssilorLuxottica, player globale nella progettazione, produzione e distribuzione di soluzioni all’avanguardia per la cura della vista, occhiali e tecnologie medicali.


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