Se avete l’impressione che le direttrici dello sviluppo tecnologico in campo IT si stiano sviluppando in modo anomalo e quasi frammentando, un po’ come le linee temporali nei millemila film Marvel, non siete i soli. In effetti basta leggere un po’ delle notizie che pubblichiamo sia online sia sul Magazine cartaceo come quello che avete in mano.
Autore: Redazione ImpresaCity
Se avete l’impressione che le direttrici dello sviluppo tecnologico in campo IT si stiano sviluppando in modo anomalo e quasi frammentando, un po’ come le linee temporali nei millemila film Marvel, non siete i soli. In effetti basta leggere un po’ delle notizie che pubblichiamo sia online sia sul Magazine cartaceo come quello che avete in mano.
Stiamo a malapena facendo i conti con l’AI generativa alla ChatGPT ed ecco che ci piomba sul computer di casa quella agentica fai-da-te di OpenClaw e già si parla di “physical AI” pronta a partire. La crittografia post-quantistica è una necessità ma intanto non si capisce davvero bene a che punto di reale usabilità siano i computer quantistici.
La cybersecurity mette in campo una novità dopo l’altra ma intanto siamo sempre tra le nazioni più cyber-bersagliate al mondo e l’evoluzione più evidente della sicurezza è che prima era un problema dei singoli e delle imprese e adesso è una questione di sicurezza nazionale. Sintetizzando, le difficoltà non sembrano risolversi, semmai sembrano sempre più sfaccettate, e tutta la spinta a farci correre pare alla fine mantenerci grosso modo come ci sentivamo prima: in ritardo. Consolatevi: il film l’abbiamo già visto.
Perché in fondo non ce n’è uno diverso, nella sostanza. Da un lato, la complessità dei sistemi (informatici, tecnologici, geopolitici e via dicendo) si può nascondere ma non si può eliminare, nonostante il richiamo alla semplicità (presunta) sia un potente strumento di comunicazione (e di vendita). E noi stiamo da anni creando sistemi sempre più complessi, perché fatti di un numero crescente di componenti e perché sempre più interconnessi...