Broadcom, sempre più Kubernetes e cloud-native

A KubeCon Europe, di scena l’evoluzione di VMware Cloud Foundation, l’apertura di Velero alla CNCF e nuove partnership tecnologiche

Autore: Edoardo Bellocchi

In questi giorni ad Amsterdam è di scena KubeCon Europe, l’evento di riferimento per l’ecosistema cloud-native e Kubernetes, organizzato dalla Cloud Native Computing Foundation, la CNCF. E Broadcom, che con l’offerta VMware è tra i cinque top contributor di lungo termine alla comunità Kubernetes e CNCF, coglie l’occasione per annunciare una serie di novità strategiche che ne rafforzano il posizionamento nell’ecosistema. Sono tre le aree principali degli annunci di Broadcom: impegno continuato nell’open source, innovazione nella piattaforma VMware Cloud Foundation, VCF, e ampliamento dell’ecosistema dei partner.

Open source al centro

Tra le novità più rilevanti, Broadcom ha proposto il progetto Velero alla Sandbox CNCF per favorirne una governance neutrale e guidata dalla community. Velero è uno strumento open source fondamentale per il backup, il ripristino e la migrazione di cluster Kubernetes, particolarmente importante in un contesto in cui Kubernetes non offre nativamente funzionalità di disaster recovery. Nel dettaglio, Velero consente di proteggere lo stato dei cluster e i dati persistenti, abilitare workflow di disaster recovery e rollback e migrare i workload tra cluster e ambienti. Operando a livello di API Kubernetes, anziché a livello di datastore del control plane, Velero offre funzionalità di backup e ripristino portabili e consapevoli delle applicazioni, che funzionano in modo coerente tra provider cloud, ambienti on-premise e diverse distribuzioni Kubernetes. L’iniziativa ha già raccolto il supporto di importanti player del settore, confermando il ruolo centrale del progetto nell’ecosistema cloud-native.

Il passaggio di Velero alla CNCF, si sottolinea in Broadcom, amplierà la base dei contributori, favorirà un orientamento tecnico aperto sotto la guida della comunità e rafforzerà la sostenibilità nel lungo periodo. Mentre il progetto prosegue nel processo di ammissione alla Sandbox della CNCF, contributori e manutentori collaborano per allineare i processi di governance e contribuzione agli standard CNCF.

 

 

L’evoluzione di VCF

Sul fronte prodotto, Broadcom continua a innovare VMware Cloud Foundation, la piattaforma di cloud privato che integra nativamente Kubernetes tramite VKS, vSphere Kubernetes Service. L’obiettivo è consentire alle aziende di eseguire applicazioni tradizionali e containerizzate sulla stessa infrastruttura, migliorando efficienza operativa, sicurezza e costi.

La recente release VKS 3.6 introduce importanti miglioramenti, tra cui il supporto a Kubernetes 1.35, una maggiore flessibilità nella gestione delle reti grazie al supporto di plugin Container Network Interface, CNI, di terze parti, e l’estensione delle opzioni di sistema operativo, tra cui Red Hat Enterprise Linux, RHEL. Sono stati inoltre semplificati i processi di ottimizzazione delle performance per workload complessi come database e applicazioni AI, grazie a nuovi profili automatizzati.

Un altro elemento distintivo è l’approccio alla sicurezza: eseguendo Kubernetes all’interno di macchine virtuali, VKS garantisce isolamento a livello hardware, particolarmente rilevante per ambienti regolamentati e mission-critical.

Le innovazioni introdotte, evidenzia Broadcom, mirano a posizionare VMware Cloud Foundation sempre più come una piattaforma cloud native unificata e copmpleta, capace di supportare diversi profili professionali, dagli amministratori IT ai platform engineer fino agli sviluppatori, offrendo strumenti di automazione, self-service e gestione multi-cluster.

 

 

Nuove partnership

Parallelamente, Broadcom continua ad ampliare il proprio ecosistema di partner per garantire maggiore scelta e flessibilità: oltre al rafforzamento delle partnership con player come Canonical per Ubuntu, tra le nuove collaborazioni si segnalano integrazioni con tecnologie di networking, sicurezza e gestione API. L’idea di fondo è quella di permettere alle aziende di utilizzare strumenti già adottati nei propri ambienti, evitando lock-in tecnologici e semplificando l’adozione di Kubernetes su larga scala.

In particolare. F5 BIG-IP Container Ingress Services (CIS) estende la gestione del traffico enterprise agli ambienti Kubernetes, integrando i carichi di lavoro con le funzionalità avanzate di BIG-IP come bilanciamento intelligente, offloading SSL/TLS, WAF e distribuzione multi-cluster. In questo modo le aziende possono applicare policy coerenti in ambienti ibridi, garantendo ai workload mission-critical elevati livelli di disponibilità, performance e sicurezza.

Inoltre, Kong Konnect, basato su Kong Gateway open source, fornisce un control plane unificato per microservizi e applicazioni AI in integrazione con VKS. Aggiunge capacità di API management enterprise, tra cui routing del traffico, rate limiting, autenticazione e osservabilità, permettendo ai team di standardizzare le policy e accelerare la delivery di servizi sicuri e scalabili.

Infine, Tigera Calico Enterprise offre un piano di gestione unico per il networking e la sicurezza dei carichi di lavoro, sfruttando tecnologie open source come Calico, Istio ed eBPF. Integrato con VKS, abilita funzionalità avanzate come service mesh, connettività multi-cluster, controlli di sicurezza e osservabilità completa su tutti gli ambienti.


Visualizza la versione completa sul sito

Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.