Mercato del lavoro e IA: balzo della domanda di professionisti nel 2025 (+101,1%)

La nuova edizione dello studio di Gi Group Holding indaga la trasformazione del lavoro nell’era dell’IA: l’adozione nelle aziende, gli impatti organizzativi delle Intelligenze Artificiali e l’evoluzione della richiesta di competenze, evidenziando il ruolo centrale della funzione HR come regista del cambiamento.

Autore: Redazione ImpresaCity

Non più accessoria, ma strutturale. La domanda di professionalità con competenze in IA e IA Generativa nel biennio 2024-2025 aumenta ed evolve nel mercato del lavoro italiano.

In particolare, nei primi dieci mesi del 2025, gli annunci che citano esplicitamente l’IA o IA Generativa nel job title crescono del +101,1% rispetto al 2024, superando in percentuale di crescita quelli relativi a IA o IA Generativa citata come competenza nel testo dell’annunci. Dati, questi, che segnalano un’evoluzione qualitativa della domanda per cui le aziende ricercano in modo crescente profili per i quali queste tecnologie rappresentano un tratto distintivo e qualificante del ruolo.

È una delle evidenze emerse dalla seconda edizione dello studio di Gi Group Holding “La grande transizione: come l’IA riscrive il lavoro e il ruolo dell’HR”, realizzato attraverso la Divisione ICT di Gi Group e ODM Consulting.

In continuità con l’edizione 2023-2024, lo studio offre una lettura integrata delle evoluzioni di contesto, una fotografia della domanda di lavoro legata a IA e IA Generativa in Italia e i risultati di un’indagine nazionale su oltre 200 aziende, analizzandone livello di adozione e impatti sui ruoli e sulle funzioni aziendali con un focus specifico sulla funzione HR.  All’interno della pubblicazione anche un contributo di Futureberry, società di innovazione organizzativa, che approfondisce le competenze per vivere e trasformare il lavoro insieme all’IA.

L’evoluzione qualitativa della domanda

Nei primi dieci mesi del 2025, gli annunci LinkedIn con menzione generica dell’IA (nelle sue diverse forme) sono 20.895. Quelli invece con riferimento esplicito nel job title, pur numericamente inferiori (3.010), registrano la crescita più marcata (+101,1%).

Dalle offerte di lavoro con menzione specifica di IA e IA Generativa emergono 1.780 job title riconducibili a 637 professioni. Il 62% appartiene all’ambito tech e, all’interno di questa categoria, l’AI Engineer si conferma il profilo più richiesto (414 annunci), seguito da AI Developer e AI Specialist. Rispetto alla precedente edizione dello studio, compaiono anche professioni non tech con il compito di insegnare l’utilizzo di queste tecnologie, come Docente AI (225 annunci) e AI Tutor (106), segnale di una crescente esigenza di alfabetizzazione e formazione verso IA e IA Generativa.

La domanda proviene prevalentemente dai settori dello sviluppo e distribuzione software e dei servizi di progettazione di sistemi informatici, ma si estende anche a comparti non strettamente tech, come editoria, consulenza gestionale, scientifica e tecnica e servizi contabili e fiscali.

Sul piano delle competenze, prevalgono quelle legate allo sviluppo e alla gestione dei modelli; Python si conferma il linguaggio di riferimento per algoritmi e sistemi di machine learning. Accanto alle hard skills, emerge la richiesta anche di competenze strategiche e organizzative, necessarie per integrare l’IA nei processi, nei metodi di lavoro e nelle dinamiche di relazione con le persone dell’azienda e i clienti.

Adozione dell’IA in azienda come scelta organizzativa

L’indagine condotta sulle organizzazioni evidenzia come l’IA e l’IA Generativa siano ormai ampiamente diffuse: l’80,8% dichiara di possedere strumenti di IA e il 75,2% di utilizzare l’IA Generativa.

Il livello di utilizzo resta però prevalentemente in via di “Sviluppo”, con primi tentativi di integrazione nei sistemi aziendali (32,5% per l’IA e 26,5% per l’IA Generativa). Solo un quarto delle organizzazioni ha raggiunto un livello di adozione “Elevato”, “Avanzato” o “Guida” per l’IA (24,8%) e “Elevato” per l’IA Generativa (25,2%), beneficiando di un vantaggio competitivo derivante da un’adozione strutturata e strategica, oltre la logica “pilota”.

Oltre il 50% delle organizzazioni, inoltre, dichiara di utilizzare l’IA Generativa in tutte le funzioni aziendali. Le aree maggiormente coinvolte sono Marketing e Comunicazione (90,9%), Innovation & Strategy (88,6%) e IT Data Management (87,5%). L’86,9%% delle aziende indica inoltre di adottare l’IA Generativa all’interno di attività HR.Negli ambiti Analytics e Dashbord, Workforce Management, Compensation & Benefit e Performance Management prevale un livello di adozione Avanzata, mentre nelle altre attività resta in fase di “Sviluppo”. Per il 2026, infine, almeno un terzo delle realtà rispondenti indica di prevedere investimenti in tecnologie di IA e IA Generativa in ambito HR per Piani di Sviluppo, Performance Management e Learning & Development.

I benefici per le aziende e il ruolo strategico della funzione HR

A guidare l’adozione dell’IA prevale il miglioramento dell’efficienza operativa (58,7%), con impatti maggiori su ruoli Amministrativi (34,4%) e Customer (33,9%). Per l’IA Generativa, le finalità si distribuiscono tra efficienza e riduzione dei costi (29,5%), innovazione di processo (27,3%) e integrazione nei prodotti o servizi (22,2%), con impatti più rilevanti su ruoli Creativi (34,7%) e Tecnici (33,5%).

Nel complesso, i benefici percepiti (51,7%) superano nettamente le criticità (11,9%) e aumentano con il crescere della maturità di utilizzo, delineando un percorso di apprendimento organizzativo in cui investimenti in competenze, governance e integrazione nei processi risultano determinanti.

In questo contesto, l’HR si configura non solo come ambito di applicazione della tecnologia, ma come leva abilitante della trasformazione organizzativa. Il ruolo della funzione, infatti, è e sarà sempre più, quello di comprendere e presidiare l’impatto dell’IA e dell’IA Generativa sul business e sul capitale umano, guidando l’evoluzione delle competenze, supportando la trasformazione dei ruoli e accompagnando così le persone nella loro adozione efficace.

Le competenze per vivere (e trasformare) il lavoro con l’IA

L’evoluzione qualitativa della domanda rende centrale il tema delle competenze.

In questo contesto, lo studio propone un framework articolato in quattro cluster integrati: competenze fondamentali, che consentono a tutti di comprendere, interrogare e usare l’IA in modo critico, evitando deleghe passive e automatismi incontrollati; competenze funzionali, per ripensare processi e workflow, selezionare i task da affidare agli agenti e progettare i “passaggi di consegna” persona-IA; competenze degli specialisti e degli ibridi,  quali sensibilità etica, progettazione socio-tecnica - finalizzata a disegnare soluzioni che integrano architetture IA, policy, interfacce conversazionali e bisogni degli utenti - e capacità di orientare evoluzione, policy e governance; infine competenze di agency, che mettono al centro iniziativa, giudizio e desiderio di futuro, rafforzando la capacità di agire consapevolmente nelle scelte di utilizzo dell’IA e di immaginare scenari alternativi. Questo framework delle competenze si configura come infrastruttura dinamica del nuovo lavoro, pensata per evolversi e adattarsi ai bisogni delle organizzazioni.


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