Cloud IaaS Sovrano, l'Europa nel 2027 spenderà più del Nord America

È la previsione di Gartner, secondo cui il mercato Sovereign Cloud IaaS in Europa sta crescendo più del doppio della media mondiale: +83% contro +36%: "La 'geopatriation' sta diventando realtà"

Autore: Redazione ImpresaCity

Secondo la società di ricerca Gartner la spesa globale in servizi infrastrutturali di cloud sovrano (Sovereign Cloud IaaS) raggiungerà gli 80 miliardi di dollari nel 2026, con un aumento del 35,6% rispetto al 2025.

"Con l'aumento delle tensioni geopolitiche, le organizzazioni al di fuori di Stati Uniti e Cina stanno investendo di più nei servizi di IaaS sovrana per ottenere indipendenza digitale e tecnologica", afferma in un comunicato Rene Buest, Senior Director Analyst di Gartner. "L'obiettivo è mantenere la generazione di ricchezza all'interno dei propri confini per rafforzare l'economia locale".

"Le amministrazioni pubbliche rimarranno i principali acquirenti di questi servizi, per soddisfare le esigenze di sovranità digitale, seguite dai settori regolamentati e da quelli delle infrastrutture critiche, come energia, servizi di pubblica utilità e telecomunicazioni", continua Buest.

A livello regionale, Gartner prevede che Medio Oriente e Africa (89%), Asia/Pacifico (87%) ed Europa (83%) registreranno la crescita più elevata nella spesa per il cloud sovrano IaaS nel 2026. Mentre Cina e Nord America si confermeranno al primo e al secondo posto nella spesa nel 2026, rispettivamente con 47 miliardi di dollari e 16 miliardi di dollari, ma con crescita sensibilmente inferiore, nell'ordine del 20%. Secondo la società di ricerca inoltre il sorpasso dell'Europa nei confronti nel Nord America nella spesa per il cloud sovrano IaaS è imminente, e avverrà nel 2027.

La "geopatriation" sposterà il 20% dei workload dagli hyperscaler ai provider locali

Tutto questo porta Gartner a dichiarare che la “geopatriation” sta diventando realtà, dove “geopatriation” (a sua volta fusione delle parole geopolitical e repatriation) è un termine introdotto un anno fa dalla stessa Gartner per definire il “reimpatrio” di dati e applicazioni dai cloud pubblici globali degli "hyperscaler", quasi tutti USA, verso infrastrutture cloud nazionali o continentali, non per motivi di costi (come avviene per la “repatriation”) ma per motivi geopolitici e normativi, dove per norme si intendono il GDPR in Europa o il Cloud Act statunitense.

Gartner infatti stima che, a causa della crescente richiesta di progetti di geopatriation, la spesa per il cloud IaaS sovrano sposterà il 20% degli attuali carichi di lavoro dagli hyperscaler ai cloud provider locali. Inoltre, l'80% della spesa per il cloud IaaS sovrano proverrà da nuove soluzioni digitali o da carichi di lavoro legacy in attesa di essere migrati in attesa di essere migrati in cloud.

Gli hyperscaler, sottolinea Gartner, si trovano sempre più sotto pressione, poiché i cloud provider locali guadagnano quote di mercato e i governi richiedono una maggiore regionalizzazione delle piattaforme per soddisfare i requisiti normativi e di sicurezza nazionale. “Per essere competitivi rispetto alla domanda di servizi cloud locali, i grandi provider cloud devono riconoscere seriamente le preoccupazioni e i requisiti di sovranità per ciascun paese e agire di conseguenza. Trattare la sovranità digitale esclusivamente come un argomento di sicurezza, regolamentazione e conformità non è sufficiente”, sottolinea Buest.


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