Robot umanoidi, la leader mondiale AgiBot sceglie l’Italia per entrare in Europa

La società cinese si è presentata con un evento a Milano, e ha affidato alla modenese SIR Robotics lo sviluppo software e la configurazione delle sue macchine per utilizzi molto al di là dell'ambito industriale

Autore: Daniele Lazzarin

In Italia c’è grandissimo interesse per i robot umanoidi. Questo almeno è quello che si poteva pensare qualche giorno fa al Magna Pars di Milano, vedendo la lunga fila per la registrazione e la sala gremita all’inverosimile per l’evento che ha ufficializzato l’ingresso in Europa della cinese AgiBot, che secondo società di ricerca come Omdia e IDC è il leader mondiale di questo nascente mercato.

Fondata soltanto 3 anni fa da due ingegneri provenienti da Huawei, AgiBot ha sede a Shanghai, e produce internamente l’85% dei componenti dei suoi robot. Secondo Reuters starebbe pianificando una IPO alla Borsa di Hong Kong per il terzo trimestre 2026, per una quotazione intorno ai 5-6 miliardi di dollari. Intanto il mese scorso con uno stand al CES di Las Vegas è entrata sul mercato USA vincendo diversi premi per i suoi robot che tra l’altro hanno dimostrato capacità di intrattenere il pubblico, sostenere conversazioni, e persino imparare coreografie di danza complesse guardando video su TikTok.

La scelta dell’Italia come porta d’ingresso per l’intero mercato europeo si deve al legame tra AgiBot e la modenese SIR Robotics, che si occuperà della distribuzione dei robot e soprattutto dello sviluppo delle app software per farli funzionare, adattandoli alle esigenze specifiche delle imprese utenti italiane. SIR infatti è controllata dal gruppo cinese di automazione industriale Wolong Electric, che è anche azionista di AgiBot, e produce i motori per i suoi robot.

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Un cervello con 3 intelligenze e supportato dall'AI

“SIR è nata nei primi anni ‘80 e si è sempre occupata di impianti robotizzati su misura per l’industria”, ha detto Davide Passoni, CEO di SIR, all’evento di Milano. “Abbiamo vissuto anche noi direttamente le varie rivoluzioni della robotica, dalla programmazione fissa ai sistemi di visione, alla collaborazione, fino ai robot umanoidi, che sono forse la più dirompente: è una rivoluzione fisica, riguarda le macchine, ma anche software e meccatronica. Il loro cervello, ora supportato dall’AI, ha 3 intelligenze, che controllano l’interazione con il mondo esterno, i movimenti, e la capacità di capire cosa stanno facendo e di decidere come farlo”.

Un robot umanoide infatti è un sistema robotico che imita l'uomo nell’aspetto (ha torso, testa e braccia) e nelle capacità in termini di percezione, apprendimento, processo decisionale ed esecuzione. Queste macchine, spiega IDC, rappresentano la forma più avanzata di robot “fisici” (embodied robot, per distinguerli dai chatbot AI che non hanno corpo) per uso generale, e le più alte aspirazioni della tecnologia robotica in termini di morfologia, generalizzazione dei compiti, e collaborazione uomo-robot.

Una robotica che va oltre bracci meccanici e celle a postazione fissa

”È un salto evolutivo entusiasmante, una nuova frontiera”, ha sottolineato Passoni: “I robot umanoidi ci permettono di portare la robotica oltre i bracci meccanici e le celle industriali ancorate alla postazione: sono veri e propri collaboratori mobili, adattabili e capaci di muoversi negli stessi spazi delle persone, con molte nuove applicazioni, dall’accoglienza dei clienti, alla sicurezza fisica, fino alla pulizia di grandi ambienti”.

Più in dettaglio, AgiBot parla di otto potenziali applicazioni commerciali per i suoi robot: reception e ospitalità, intrattenimento e presentazioni, produzione industriale intelligente, smistamento logistico, ispezioni e pattugliamenti di sicurezza, data factory, ricerca scientifica e istruzione.

AgiBot: "In Italia interesse concreto per i robot umanoidi"

“Questo evento segna l'inizio ufficiale della distribuzione di AgiBot in Italia, e getta solide basi per la successiva espansione su larga scala in tutta Europa”, ha detto a Milano William Shi, President Europe del produttore cinese. “L'Italia rappresenta un mercato con un interesse concreto per l'implementazione dei robot umanoidi. Il nostro obiettivo è lavorare a stretto contatto con i partner locali come SIR per far passare i robot umanoidi dalle dimostrazioni controllate alle applicazioni ripetibili e a ciclo chiuso in ambienti industriali e di servizio. Questa base locale sarà fondamentale per espandere la nostra presenza in Europa nei prossimi anni”.

In effetti secondo il World Robotics Report 2025 della International Federation of Robotics (IFR), l’Italia è al secondo posto in Europa per numero di nuovi robot industriali installati nel 2024 con 8.783 unità, e una densità di 228 robot ogni 10.000 dipendenti manifatturieri, nel contesto di un mercato che a livello mondiale ha fatto segnare un numero di installazioni 10 volte più alto di dieci anni fa.

“L’Italia ha tutte le carte in regola per diventare protagonista nella robotica umanoide”, osserva Bruno Siciliano, Professore Ordinario di Automatica e Robotica all’Università di Napoli Federico II. “La combinazione tra eccellenza ingegneristica, tradizione manifatturiera e capacità di innovazione ci permette di competere ai massimi livelli globali. Il lavoro di SIR dimostra che possiamo non solo utilizzare queste tecnologie, ma svilupparle e adattarle alle nostre esigenze specifiche, creando un modello di collaborazione uomo-robot”.

IDC: un mercato da 440 milioni, che in un anno è cresciuto del 508%

All’evento milanese, William Shi ha parlato per i robot umanoidi di un mercato che potenzialmente può diventare 10 volte più grande di quello degli smartphone o delle automobili, nel quale, secondo società di ricerca come Omdia e IDC, AgiBot è leader di mercato.

In effetti Omdia nel suo report “General-Purpose Embodied Robot Market Radar” attribuisce ad Agibot il primo posto del mercato in termini di unità consegnate nel 2025 con il 39% di market share.

Quanto a IDC, nella sua “Worldwide Humanoid Robotics Market Analysis 2026” si legge: “I fornitori cinesi dominano il mercato. AgiBot e Unitree sono i leader, con circa 5.000 unità spedite ciascuna, ma nel segmento dei robot umanoidi bipedi a grandezza naturale, che è quello che incide maggiormente sul fatturato di mercato, AgiBot è leader da solo”.

Il report di IDC fotografa un mercato ancora embrionale, con circa 18.000 unità consegnate nel 2025 in tutto il mondo, per un fatturato totale di circa 440 milioni di dollari, che però in un anno è aumentato del 508%, cioè sestuplicato. Un mercato che è proprio nel momento del passaggio dalle fasi di sperimentazione e progetti pilota alla produzione e commercializzazione di massa.

I sei modelli presentati a Milano

Scendendo più nel dettaglio dei robot presentati a Milano, si tratta in pratica degli stessi modelli che sono stati protagonisti al CES di Las Vegas:

- A2 Ultra, alto 170 cm e dal peso di 70 kg, è progettato per compiti di reception avanzata, visita guidata e guida turistica: tra l’altro può scattare foto con gli ospiti, servire bevande e snack, e muoversi in sicurezza tra le persone.

- X2 Ultra, più piccolo e agile, specializzato nell’intrattenimento e nell’interazione dinamica con il pubblico, offrendo esperienze coinvolgenti e personalizzate.

G2, robot lavoratore mezzo umanoide (ha busto testa, braccia e una base mobile) è pensato soprattutto per l’industria e la logistica ma anche per compiti come il riassortimento nel retail o il recapito personalizzato di farmaci negli ospedali.

- D1 Ultra, robot quadrupede, simile a un cane, equipaggiato con sistemi di videosorveglianza intelligente e rilevamento anomalie in tempo reale, pensato in particolare per il pattugliamento di ambienti interni ed esterni.

- OmniHand 2025, una mano robotica avanzata per sistemi di automazione industriale, capace di operazioni di precisione come avvitamento, sollevamento e manipolazione di oggetti complessi.

- Cleaner: un robot speciale progettato per pulire autonomamente ambienti complessi, muovendosi con sicurezza senza bisogno di supervisione.

Macchine cinesi, software "made in Italy"

Come accennato, il valore aggiunto di SIR Robotics alle macchine di AgiBot è il software ‘Made in Italy’. “Non ci limiteremo a distribuire i robot umanoidi, ma li integreremo con l’eccellenza della nostra ingegneria”, ha detto Passoni.

“Funzionano come gli smartphone con le app: per i robot le app sono i compiti che svolge, e queste app possono essere gratuite o no, sviluppate internamente o no, disponibili pubblicamente o no. Ma grazie all’AI sono anche in grado di apprendere: basta mostrare loro come fare le cose, molte volte e in condizioni diverse”.

"Robot per affiancare l'uomo, non per sostituirlo"

SIR si occuperà inoltre di system integration e implementazione sul campo. “Quando un robot arriva, deve imparare esattamente ciò di cui ha bisogno. Per esempio se un’azienda opera nel biomedicale, configuriamo il robot per assemblare con precisione millimetrica quei componenti specifici, mentre se serve integrare una mano robotica su un braccio meccanico esistente, gestiamo l’integrazione sia hardware che software”.

Non si tratta di sostituire il lavoro umano, aggiunge Passoni, ma di costruire nuovi modelli di lavoro e di sviluppo economico. Un concetto che all’evento di Milano è stato ripetuto molte volte. “I robot umanoidi sono pensati per affiancare l’uomo, non per rimpiazzarlo, e per colmare le carenze di manodopera nelle attività ripetitive e usuranti”, ha detto il CEO di SIR. “Stiamo progettando un futuro in cui la tecnologia non prende il posto dell’uomo, ma amplifica le sue capacità”, ha aggiunto William Shi di AgiBot.


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