L'onda della sovranità dell’AI in Europa

Entrando nella fase successiva della maturità dell’AI, il Vecchio Continente vede un approccio chiaramente orientato alla governance, che pone sovranità, fiducia e responsabilità al centro dei suoi piani

Autore: Sammy Zoghlami

Nessun’altra area al mondo sta vivendo un’evoluzione dell’intelligenza artificiale così singolare come l’Europa. Mentre l’adozione globale accelera, l’Europa adotta un approccio chiaramente orientato alla governance, che pone sovranità, fiducia e responsabilità al centro dei suoi piani per l’AI. Non si tratta di un ostacolo burocratico, bensì di un presidio che richiede un cambiamento strutturale già in atto e che sta ridefinendo il modo in cui le imprese progettano, realizzano e gestiscono le loro piattaforme tecnologiche.

L’Europa sta ora entrando nella fase successiva della maturità dell’AI. Gli esperimenti e i Proof of Concept lasciano il posto a implementazioni reali pronte per la produzione in settori come i servizi finanziari, la sanità, l’energia, le telecomunicazioni e la pubblica amministrazione. Allo stesso tempo, i leader devono confrontarsi con prospettive normative rigorose, un controllo più attento dei flussi di dati e un rinnovato interesse per il controllo nazionale e regionale. Il risultato? L’Europa non si limita ad adottare l’AI: sta costruendo un ecosistema AI “sovereign-by-design”.

Questa ondata di sovranità influenzerà le decisioni architetturali per il prossimo decennio. Le aziende devono ora progettare piattaforme in grado di fornire innovazione con piena trasparenza, controllo e localizzazione dei dati. Il focus si sposta perciò su dove tali piattaforme debbano essere eseguite, sotto quale governance e con quali misure di salvaguardia.


Un cambiamento strutturale

L’EU AI Act è il primo quadro giuridico completo per l’AI al mondo. Il suo scopo è salvaguardare i cittadini, proteggere i diritti fondamentali e creare fiducia nei sistemi digitali che alimenteranno il futuro della regione. Ciò che spesso sfugge nelle discussioni politiche è che questa legislazione ha profonde implicazioni architetturali.

L'Act introduce un approccio basato sui rischi che impone requisiti più rigorosi ai sistemi di AI ad alto rischio, inclusi quelli utilizzati nel settore bancario, assicurativo, nel supporto alle decisioni mediche e nelle infrastrutture critiche. Questi sistemi devono soddisfare standard relativi a trasparenza, documentazione, monitoraggio, spiegabilità e data governance. Per i foundation models e l'AI generativa, le aspettative sono ancora più elevate. Le aziende devono comprendere come i modelli sono stati addestrati, su quali dati si basano e come si comportano in contesti diversi.

È qui che l'architettura assume un ruolo centrale, poiché la conformità non può essere raggiunta solo attraverso la burocrazia. Richiede visibilità e controllo a livello di infrastruttura, esigendo linee chiaramente definite tra dati, modelli e sistemi. Le aziende devono avere la capacità di verificare il funzionamento dei modelli, isolare i carichi di lavoro e dimostrare la conformità alle regole di governance. Tutto ciò influenza le scelte relative a cloud, residenza dei dati, modelli di deployment e progettazione della piattaforma.

L'UE non ha redatto l'Act pensando all'infrastruttura, ha impatti diretti su di essa, richiedendo alle aziende di considerare l'architettura come un elemento abilitante per la conformità.


Investimenti nazionali nell'AI sovrana

In tutta Europa, i governi stanno accelerando gli investimenti in infrastrutture di calcolo sovrane, infrastrutture AI nazionali e piattaforme digitali affidabili. Tali iniziative riflettono un crescente riconoscimento del fatto che le capacità dell’AI non possono essere completamente esternalizzate a fornitori esterni. Il controllo strategico richiede capacità locali, governance affidabile e infrastrutture di calcolo resilienti.

Francia, Germania, Paesi Bassi, Italia e i Paesi Nordici stanno ampliando i programmi relativi al cloud sovrano e all'AI. L'Italia è stato il primo paese dell'UE a definire una normativa nazionale in materia di IA che integra l'EU AI Act, il partenariato EuroHPC Joint Undertaking sta fornendo alcuni dei supercomputer per l'AI più potenti al mondo, creati per supportare la ricerca, l'innovazione e i carichi di lavoro del settore pubblico europeo. Il governo del Regno Unito ha lanciato una Sovereign AI Unit dedicata, supportata dalla sua 2025 Compute Roadmap e dall'AI Opportunities Action Plan.

Se i governi chiedono che i sistemi AI operino su infrastrutture sovrane, è verosimile che aspettative analoghe vengano estese anche alle aziende. Anche nel settore privato cresce infatti l’attenzione dei board verso i rischi geopolitici, la resilienza operativa e la giurisdizione dei dati. Le multinazionali che operano in tutta Europa hanno ormai compreso che le capacità dell’AI devono essere in grado di adattarsi alle differenze normative e ai modelli di governance localizzati. In sintesi? L'AI sovrana non è una dichiarazione politica.


L'ascesa delle architetture ibride sovereign-by-design

L'ultimo decennio è stato dominato dall’assunto che l'AI e i servizi digitali avanzati risiedessero principalmente nel cloud pubblico. L’attuale spinta europea verso la sovranità digitale ha stravolto questa ipotesi. Le aziende si stanno ora muovendo verso architetture ibride che consentono loro di collocare i carichi di lavoro dove meglio si allineano con gli obiettivi normativi, operativi ed economici.

Le piattaforme AI ibride permettono alle aziende di addestrare, mettere a punto ed eseguire i modelli vicino ai dati, pur scalando tramite i servizi cloud dove appropriato. Consentono ai team di elaborare carichi di lavoro sensibili in ambienti controllati e di eseguire compiti meno sensibili altrove. Supportano inoltre la crescente necessità di AI all'edge, in particolare in settori come la manifattura, l'energia e i trasporti.

Questo approccio risponde fondamentalmente a due domande. Primo, come può un’azienda assicurarsi che i dati sensibili non attraversino inavvertitamente confini, cloud o limiti normativi? Secondo, come è possibile mantenere la piena visibilità sul ciclo di vita dell'AI, dall'acquisizione dei dati all'inferenza?

Le piattaforme ibride riducono anche la frammentazione negli ambienti AI aziendali. Senza un approccio unificato, le aziende rischiano di creare isole di infrastruttura che non possono essere governate in modo coerente. L'architettura sovereign-by-design risolve questo problema fornendo un piano di controllo coerente tra i diversi ambienti. Supporta l'interoperabilità tra modelli, framework e livelli di calcolo differenti. Riduce inoltre la dipendenza da un singolo fornitore o cloud.

Tutto ciò sta diventando sempre più un requisito nel processo di procurement. Le richieste di offerta (RFP) in tutta Europa ora fanno riferimento a criteri di sovranità, regole di residenza dei dati, obblighi di trasparenza e governance dell'infrastruttura, poiché le aziende desiderano flessibilità senza sacrificare il controllo.


Prepararsi per la prossima fase

L’Europa sta accelerando verso una nuova fase di adozione dell’AI e le aziende devono ripensare le proprie strategie architetturali.

Innanzitutto, le aziende dovrebbero trattare l'infrastruttura AI come un asset regolamentato. Ciò significa progettare piattaforme con una governance solida, flussi di dati trasparenti e una chiara applicazione delle policy. In secondo luogo, devono garantire che le loro architetture supportino il posizionamento dei carichi di lavoro in base ai rischi, alla sensibilità e alle esigenze di performance. In terzo luogo, dovrebbero adottare modelli operativi che unifichino osservabilità, sicurezza e gestione del ciclo di vita su tutti gli ambienti. Infine, devono prepararsi a un contesto in cui la regolamentazione si evolve rapidamente. Flessibilità e adattabilità saranno importanti tanto quanto la pura potenza di calcolo.

L'approccio europeo all'AI è radicato nei valori di fiducia, responsabilità e sovranità. Questi principi definiranno il modo in cui la regione costruirà e svilupperà il suo futuro digitale. Sovranità e innovazione non sono forze opposte in Europa. Sono i pilastri gemelli di un ecosistema AI resiliente e pronto per il futuro.

Sammy Zoghlami (ritratto nella foto di apertura) è Senior Vice President Emea di Nutanix


Visualizza la versione completa sul sito

Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.